strumenti e buone pratiche di partecipazione e ascolto dei minori

Con il cofinanziamento
della Commissione Europea
PARTECIPARE
SI PUÒ!
STRUMENTI E BUONE PRATICHE
DI PARTECIPAZIONE E ASCOLTO
DEI MINORI MIGRANTI
IN ARRIVO VIA MARE
Il presente documento è stato redatto
da Niccolò Gargaglia con il contributo
di Margherita Lodoli e Viviana Valastro.
I percorsi di partecipazione nelle strutture
di prima accoglienza sono
stati realizzati da Said Elalaoui
con il supporto di Naoufel Soussi,
Asmerom Tecleab, Micaela Messina
e Niccolò Gargaglia
Hanno facilitato le attività di partecipazione
nelle comunità
Niccolò Gargaglia, Said Elalaoui,
Lisa Bjelogrlic, Mohammad Musavi
e Roberto Lucarella.
Si ringrazia per il sostegno
e la collaborazione:
L’On. Intrieri, Autorità Garante
per l’infanzia e l’adolescenza della
Regione Calabria
La Dott.ssa Paparella, Autorità Garante
per l’infanzia e l’adolescenza della
Regione Puglia
La Dott.ssa Pricoco, Presidente
del Tribunale per i minori di Catania
Il Dott. Trovato, Presidente
del Tribunale per i minori di Catanzaro
Le comunità per minori aderenti alle attività
Un ringraziamento speciale a tutti i minori
migranti, gli operatori e le operatrici che
hanno condiviso con i Team di Save the
Children le loro storie
e le loro esperienze.
Questa pubblicazione è stata prodotta con
il supporto finanziario della Unione Europea.
I contenuti di questa pubblicazione sono
esclusiva responsabilità dei partner
del progetto e non riflettono la posizione
della Unione Europea.
Grafica:
Enrico Calcagno
Illustrazioni carte:
Koen Ivens
Stampa:
Editron Srl
Pubblicato da:
Save the Children Italia Onlus
Aprile 2015
Save the Children Italia Onlus
Via Volturno 58 - 00185 Roma
tel +39 06 480 70 01
fax +39 06 480 70 039
[email protected]
www.savethechildren.it
Indice
PREFAZIONE
A cura di Vincenzo Spadafora,
Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza
3
INTRODUZIONE
4
CAPITOLO I
LA PARTECIPAZIONE: RIFERIMENTI TEORICI
E APPROCCIO METODOLOGICO
La Partecipazione e il diritto all’ascolto: cosa significa
“Partecipazione” e perché è importante
7
8
CAPITOLO 2
PARTECIPAZIONE E MINORI MIGRANTI
Dare voce ai minori migranti in arrivo via mare:
Il contesto di intervento
Finalità e obiettivi specifici delle attività partecipative
Modalità con cui realizzare attività partecipative in frontiera
11
CAPITOLO 3
ATTIVITÀ PARTECIPATIVE IN STRUTTURE
DI PRIMA ACCOGLIENZA
Come utilizzare le schede attività
Schede attività
21
CAPITOLO 4
PERCORSI DI PARTECIPAZIONE IN COMUNITÀ
Come realizzare un percorso partecipativo
Schede percorsi
41
12
14
18
22
28
42
46
CONCLUSIONI:
LE SFIDE DELLA PARTECIPAZIONE
93
APPENDICE
95
Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia
e dell’adolescenza (1989) - versione child friendly
Gli standard Save the Children per una partecipazione
etica e significativa
Materiali utili da utilizzare nella realizzazione
delle attività partecipative
Bibliografia e Sitografia
“L’incontro è stato bellissimo perché
ho avuto la possibilità di esprimere come mi sento
e cosa voglio nel presente e in futuro”.
J. Gambia - Puglia, 17 anni
“Mi piacciono questi incontri per molte ragioni
se miglioreranno la mia capacità di essere grande nella vita.
Mi piace chiedere il vostro aiuto per la mia determinazione
nel calcio, perché questa è la mia vita”.
E. Nigeria - Sicilia, 16 anni
Messaggi scritti da alcuni dei minori stranieri non accompagnati
che hanno preso parte alle attività di partecipazione svolte nell’ambito
del progetto Praesidium in strutture di prima accoglienza
e comunità per minori.
Prefazione
S
ono più di 14mila i minorenni stranieri non accompagnati registrati nel nostro
Paese al 31 dicembre 2014. Di questi, più di 3mila hanno fatto perdere le loro
tracce. Occorre domandarsi, e subito, perché succede. Hanno in testa un preciso
progetto migratorio predeterminato per raggiungere i famigliari in altri Paesi europei?
Non si sentono sicuri in Italia? È chiaro che un Paese civile non può lasciare che il fiume
dei minorenni stranieri non accompagnati scorra e magari si ingrossi: perdere le loro
tracce vuol dire non assicurare loro l’incolumità e il diritto all’accoglienza che la legge
italiana prevede. Il che porta ad un corollario ineluttabile: aumentano le possibilità che
il loro “viaggio” si incroci con esperienze ancora più difficili e negative, compresa quella
di diventare facile preda della criminalità.
È vero che il nostro sistema di accoglienza non sempre risponde adeguatamente alle
necessità del crescente numero di minorenni in arrivo: è ancora predominante la logica
emergenziale, a discapito di una programmazione degli interventi che rispecchi la
dimensione strutturale del fenomeno migratorio e c’è la profonda necessità di allineare
le pratiche alla indicazioni normative. La mia attenzione su questo è massima.
Mi chiedo allo stesso tempo quanti dei minorenni «in fuga» siano consapevoli delle
opportunità che il sistema di accoglienza italiano potrebbe offrire, mi chiedo se, ricevendo
le corrette informazioni e incontrando operatori capaci di ascoltare le loro necessità, la scelta
sarebbe ugualmente quella di rendersi irreperibili.
Assicurare la corretta informazione e l’ascolto dei minorenni in arrivo via mare è il lavoro
che Save the Children, insieme a tanti operatori e servizi, fa con competenza ed attenzione,
affrontando anche le difficoltà dovute al crescente numero di arrivi e ad un’organizzazione
dell’accoglienza spesso in difficoltà.
Provare a costruire con i ragazzi un percorso informato e condiviso, basato sull’ascolto e
sulla partecipazione, è un diritto fondamentale, ma non solo. Ce lo dice la Convenzione
delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia, ce lo raccomanda il Comitato ONU in diversi
Commenti Generali, ma siamo convinti che solo attraverso la partecipazione dei ragazzi e
delle ragazze alla definizione del loro percorso di accoglienza e inclusione nel contesto
italiano sarà possibile rispondere alle loro esigenze, costruire piani individualizzati che
tengano conto delle necessità e delle aspirazioni del singolo, prevenire errori che
comportano disagi per il minorenne e ulteriori oneri per il nostro sistema di accoglienza.
Questa pubblicazione ci fornisce strumenti e spunti utili per proseguire su questa strada,
perché solo insieme al singolo ragazzo o ragazza potremo fare scelte nel rispetto del loro
superiore interesse, quello di oggi, ma soprattutto nel lungo periodo.
Vincenzo Spadafora
Autorità Garante
per l’infanzia e l’adolescenza
3
Introduzione
S
ave the Children promuove e diffonde la cultura della partecipazione e le pratiche ad
essa collegate in tutti i contesti, siano essi istituzionali o informali, al fine di contribuire
al radicamento nella società, di un’idea di partecipazione dei bambini/adolescenti non
come privilegio da concedere da parte degli adulti, o un merito da conquistare da parte dei
minori, ma come metodologia d’intervento che valorizza, potenzia e responsabilizza i
bambini e gli adolescenti in quanto attori di diritto.
Tale promozione della partecipazione dei minori nella società e nelle istituzioni, richiede un
lavoro costante e paziente di incontro con realtà molto diverse fra loro, di scambio di
competenze e buone prassi relative al lavoro svolto quotidianamente con i ragazzi, nonché di
supporto nello sviluppo di materiali e tecniche da adattare a specifici contesti e obiettivi.
Con il presente lavoro Save the Children intende promuovere e diffondere buone pratiche di
partecipazione con i minori migranti in arrivo via mare, sperimentate in frontiera sud
nell’ambito del Progetto Praesidium, offrendo a tutti coloro che operano con i minori
stranieri non accompagnati, strumenti e spunti concreti elaborati da Save the Children,
attraverso l’utilizzo del proprio approccio e metodologia, per facilitarli nel realizzare percorsi
e attività di partecipazione e tutela del diritto all’ascolto, nello spirito della Convenzione ONU
sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza (1989).
Save the Children ritiene, infatti, che sia importante, da una parte, che gli operatori che
gestiscono questi importanti servizi abbiano sempre una buona attenzione all’ascolto dei
minori e, dall’altra che sviluppino strumenti di partecipazione stabili e/o possano disporre di
strumenti e tecniche per proporre ai gruppi di ragazzi con cui lavorano, percorsi di
partecipazione strutturati e delimitati nel tempo; questo al fine di poter affermare il principio
secondo cui è bene che i ragazzi non siano solo beneficiari di un servizio, ma attivi
costruttori del loro percorso di integrazione, portatori di istanze e opinioni meritevoli di
essere prese in considerazione e siano considerati tra i maggiori esperti per la risoluzione dei
problemi che li riguardano.
A partire dalla pluriennale esperienza maturata in frontiera sud nell’ambito del Progetto
Praesidium, Save the Children, grazie all’incontro con altre esperienze realizzate in questo
ambito, ha accresciuto la consapevolezza dell’impatto positivo che la partecipazione può
avere anche nelle strutture adibite alla prima accoglienza e nelle comunità per minori. In
particolare, nel 2014 ha promosso attività di partecipazione in 8 strutture di prima
accoglienza della Regione Sicilia1ed ha coinvolto 32 operatori di 21 comunità per minori in
Sicilia, Puglia e Calabria2, approfondendo il tema della partecipazione in momenti di
formazione e confronto e promuovendo la realizzazione di 20 percorsi di partecipazione,
riuscendo così a raggiungere più di 600 minori non accompagnati.
A questo fine è stato coinvolto personale Save the Children specializzato in attività di
partecipazione con i minori in contesto di rischio3 che si è occupato di supportare la
realizzazione delle attività partecipative in frontiera Sud (Sicilia, Puglia e Calabria), nei luoghi
della primissima accoglienza dei minori stranieri non accompagnati.
Tale coinvolgimento ha costituito la base per la creazione di materiali utili e significativi in
quanto aderenti alle realtà specifiche delle comunità e quindi utili ad un vero e importante
cambiamento nella vita dei minori non accompagnati che vivono in Italia, che sono stati
raccolti e che vengono presentati nel presente documento.
Save the Children ritiene, infatti, che è solo grazie al confronto con gli operatori che vi
lavorano e la sperimentazione di queste pratiche nelle singole realtà può costituire una base
concreta per pensare, progettare e promuovere percorsi e attività pratiche, misurarne
l’efficacia e avviare una seria riflessione sulle prospettive che il costrutto della partecipazione
può sviluppare in tali contesti.
4
Il contenuto del presente documento è suddiviso in 4 capitoli:
■ il primo capitolo è dedicato a presentare ed approfondire cosa si intende per
“partecipazione”4, non solo come “diritto”, ma anche come “metodologia di intervento”
finalizzata alla promozione e alla tutela del diritto dei minori ad essere coinvolti e ad
essere ascoltati in tutte le questioni che li riguardano;
■ nel secondo capitolo viene approfondito l’ambito di applicazione della partecipazione
in frontiera con i minori migranti: a partire da una presentazione del contesto di
intervento, in cui occorre distinguere, per caratteristiche e durata della permanenza dei
minori, tra strutture adibite alla prima accoglienza e comunità per minori, vengono
chiarite quali possono essere le finalità e gli obiettivi specifici di attività di partecipazione
in frontiera ed illustrate le modalità con cui è possibile coinvolgere e rendere protagonisti
i minori stranieri non accompagnati in attività di partecipazione;
■ il terzo capitolo contiene 10 schede di attività partecipative da realizzare, con i
minori stranieri non accompagnati, nelle strutture adibite alla prima accoglienza. Tali
schede, illustrate secondo uno strutturato ordine cronologico di realizzazione, sono
accompagnate da preziose indicazioni metodologiche, strumenti operativi e consigli
pratici, utili a garantire una partecipazione etica e significativa di tutti i minori cui si
rivolgono;
■ il quarto capitolo costituisce una guida per operatori alla realizzazione di percorsi
partecipativi con i minori stranieri non accompagnati in comunità. Comprende
uno strumento operativo finalizzato a guidare e supportare gli operatori nell’elaborazione
di una scheda di percorso partecipativo nonché importanti indicazioni metodologiche
per una partecipazione efficace.
Contiene infine, 10 dei 20 percorsi partecipativi sviluppati in 21comunità di Sicilia, Puglia
e Calabria nel 2014, direttamente utilizzabili dagli operatori nell’ambito della comunità di
riferimento.
Nelle conclusioni vengono evidenziati quali sono gli aspetti più critici nella realizzazione
pratica di attività realmente partecipative e nella diffusione di una “cultura della
partecipazione”.
Infine, vi è un’appendice, che comprende:
Il testo della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza (1989)
nella versione child friendly
Gli standard Save the Children per una partecipazione etica e significativa
Materiali utili da utilizzare nella realizzazione delle attività partecipative da ritagliare o
fotocopiare
Bibliografia e Link utili per approfondimenti
■
■
■
■
APPROFONDIMENTO
NORMATIVO E
FENOMENOLOGICO
ATTIVITÀ
REALIZZATE
APPROFONDIMENTO
METODOLOGICO
5
1
Gli interventi di partecipazione, realizzati nell’ambito del progetto Praesidium, hanno interessato le strutture di prima
accoglienza della Sicilia orientale individuate in base a determinati criteri quali ad esempio: elevati tempi di attesa prima
del trasferimento in comunità; episodi di conflitto tra minori e tra minori e operatori; mancata realizzazione di
qualunque tipo di attività; presenza di volontari che a diverso titolo entrano in contatto con i minori; elevato numero di
nazionalità caratteristiche di minori in transito (egiziani, eritrei, somali). Le strutture interessate sono state Ispica (RG),
Priolo (SR), Porto Palo (SR), Scuola Verde di Augusta (SR), palazzetto dello sport e CPSA di Pozzallo (SR), Le Zagare (SR)
e Caltagirone (CT).
2
Il Coordinatore del progetto, i Team territoriali ed il Child Participation Expert hanno individuato per ogni regione le
comunità rispondenti a determinati criteri quali ad esempio: comunità autorizzata; numero minori accolti; stabilità della
comunità e dell’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati nel tempo; comunità che accolgono esclusivamente
minori; disponibilità degli operatori; presenza del mediatore culturale o facilità di comunicazione operatori/minori; turn
over elevato oppure ridotto. Sono state coinvolte nelle attività 21 comunità di cui 6 in Calabria, Gruppo Appartamento
“Velonà” (Botricello - CZ), Sprar “Centro Myriam” (San Pietro Apostolo - CZ), Sprar “ Il Vivarium” (Squillace - CZ),
CORISS “Villa Fabrizia” (Fabrizia - VV), Comunità Educativa “Lo Scoiattolo” (Sangineto - CS) e Fondazione “Unitas
Catholica” (RC); 9 in Sicilia, Comunità Alloggio “L’Albero della Vita” (Pachino - SR), Cooperativa Sociale “Prospettiva”
(San Giovanni Galermo - CT), Comunità “Cinque Palme” (Grammichele - CT), Comunità Alloggio “Luigi Monti” (SR),
Comunità Alloggio “Futura 89” (CT), Sprar “il Nodo” (Acireale - CT), Comunità Alloggio “Il Giovane Anchise” (Palagonia
- CT), Associazione “Airone” (San Giovanni La Punta - CT), Comunità Alloggio “Edera” (Canicattì - AG); 7 in Puglia,
Gruppo Appartamento “Passo dopo passo” (FG), Comunità Educativa “RondineA” (Oria - BR), Comunità Educativa “San
Giuseppe” e “Santa Lucia” (Borgo Tressanti - Cerignola), Comunità educativa “Esedra” (Triggiano - BA), Comunità
educativa “Un Senso” (Noicattaro - BA), Comunità educativa “Un Altro Senso” (Noicattaro - BA), Comunità “San
Francesco” (Cerignola - FG).
3
Nella figura del Child Participation Expert e del Child Participation Officer.
4
Alcuni passaggi del paragrafo sono ripresi dalla pubblicazione Save the Children Italia (2010) “Tu partecipi, Io
Partecipo”, che riassume le più significative esperienze dell’organizzazione in tema di partecipazione e i risultati
dell’analisi delle metodologie utilizzate nelle varie aree dei programmi Europa – Italia (scaricabile gratuitamente dal sito
www.savethechildren.it).
6
Capitolo 1
LA PARTECIPAZIONE:
RIFERIMENTI TEORICI
E APPROCCIO
METODOLOGICO
Capitolo 1
LA PARTECIPAZIONE:
RIFERIMENTI TEORICI
E APPROCCIO
METODOLOGICO
LA PARTECIPAZIONE
E IL DIRITTO ALL’ASCOLTO:
COSA SIGNIFICA “PARTECIPAZIONE”
E PERCHÉ È IMPORTANTE
7
CaPItolo 1
la PaRtECIPaZIoNE
E Il DIRItto all’aSColto:
CoSa SIGNIFICa “PaRtECIPaZIoNE”
E PERCHE’ E’ IMPoRtaNtE
Il 1989 segna un punto di svolta nella concezione dell’infanzia e dell’adolescenza: con
l’approvazione della Convenzione Onu sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza
(CRC), per la prima volta, tutte persone con meno di diciotto anni sono riconosciute
come titolari di diritti (e non solo come beneficiari della protezione degli adulti) e viene
affermato come un diritto umano fondamentale il principio secondo cui i minori sono e
devono essere rispettati come protagonisti attivi delle loro vite, sono portatori di
competenze, conoscenze ed abilità che sono in grado di trasferire nella società, e devono
essere coinvolti nelle decisioni che li riguardano.
■
■
■
In particolare, gli articoli 5, 12, 13 e 17 della CRC affermano che:
i genitori o, comunque, altri adulti legalmente responsabili per i minori, nel
dare indicazioni ed offrire una guida ai minori riguardo l’esercizio dei propri
diritti, devono riconoscere che i minori acquisiscono capacità e competenze
crescendo e che, di conseguenza, sono in grado di assumersi responsabilità
commisurate al grado di maturità in merito alle decisioni che li riguardano
(art. 5 CRC);
tutti i minori hanno diritto alla libertà di espressione, religione, coscienza,
associazione, assemblea, privacy ed informazione (art. 13 e 17 CRC);
qualsiasi minore che sia in grado di esprimere le proprie opinioni ha il diritto
a ricevere la giusta considerazione in base alla sua età ed al suo grado di
maturità, quindi tutti i minori devono essere coinvolti attivamente, in base
alle loro capacità, in tutte le decisioni che li riguardano (Art. 12 CRC).
Questo insieme di diritti viene concettualizzato con la parola “partecipazione”, termine
che, pur non essendo espressamente contenuto nella CRC, è stato adottato, dal Comitato
ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza e da molte altre organizzazioni
internazionali che si occupano dei diritti dei minori, come abbreviazione per descrivere
l’attuazione di tutti i citati diritti (art. 5, 12, 13 e 17 CRC), dal cui rispetto dipende
l’attuazione di tutti gli altri diritti. Ciò significa che tutti i diritti dell’infanzia e
dell’adolescenza, compreso il superiore interesse del minore (art. 3 CRC), possono
realizzarsi pienamente solo se si ascolta e si prende in debita considerazione quello che i
minori hanno da dire.
■
■
■
■
■
■
8
Una partecipazione efficace permette di:
valorizzare la personalità di ciascun bambino, promuovendo il
riconoscimento e la consapevolezza di sé;
collocare al centro del processo di crescita il bambino come soggetto
protagonista, contribuendo a formare una persona autonoma e critica;
rendere bambini ed adolescenti consapevoli dei propri diritti e delle
responsabilità che questi comportano;
riconoscere e rispettare il diverso punto di vista del bambino e
dell’adolescente da quello dei suoi interlocutori, favorendo la socializzazione
e la capacità di difendere e/o modificare le proprie idee;
prendere decisioni condivise e, quindi, più efficaci, rendendo bambini e
ragazzi responsabili del rispetto delle stesse;
stimolare il coinvolgimento personale e attivo del bambino e dell’adolescente
motivando l’interesse per il suo processo di crescita.
CaPItolo 1
La partecipazione è, dunque, importante perché offre a tutte le persone di minore età
l’opportunità di essere ascoltati, di influenzare le azioni e le decisioni che riguardano la
loro vita e di diventare cittadini attivi; di valorizzare attitudini, comportamenti e abilità
che sono essenziali per raggiungere quel benessere necessario a un bambino per
diventare un componente attivo della società per tutto il resto della sua vita. Infatti i
minori che sono capaci di esprimere le proprie idee e che vengono coinvolti nei processi
decisionali che li riguardano, sviluppano competenze sempre maggiori anche
nell’assunzione di ruoli sociali.
Save the Children, nel suo lavoro con bambini e adolescenti, adotta un approccio alla
partecipazione che si basa non solo sul riconoscimento del loro diritto di esprimere
liberamente punti di vista, idee, sentimenti e bisogni, ma anche sulla necessità che, a tutti
i minori, anche a quelli che si trovano in situazioni di disagio sociale, venga data la
possibilità di prendere parte alle decisioni che li riguardano e di essere seriamente
ascoltati e presi in considerazione per quello che dicono.
■
■
■
■
■
Questa scelta comporta l’adozione di una specifica metodologia di intervento
che si sostanzia nel:
comprendere e sviluppare teorie e concetti sottesi alla partecipazione di
bambini e adolescenti;
inserire la partecipazione nelle diverse aree dei programmi e nei singoli
progetti;
sviluppare e supportare approcci innovativi e progetti pilota;
sensibilizzare e formare gli attori chiave;
sostenere le iniziative e le organizzazioni di bambini e adolescenti.
Il fatto che la partecipazione sia un diritto di cui tutti i minori sono titolari (rights holders)
implica, infatti, da un lato, che tutti gli adulti di riferimento sono “portatori di doveri” (duty
bearers5) nei confronti dei minori e devono quindi essere “accountable”, ovvero
adempiere alle proprie responsabilità nei confronti dei minori, dall’altro che gli stessi minori
devono poter conoscere, esercitare e, se necessario, rivendicare, i propri diritti, attraverso la
partecipazione. La partecipazione, dunque, non è “fare qualcosa di carino con i bambini e gli
adolescenti”, ma consiste nel porre i minori nella condizione di essere individui responsabili
e componenti attivi della comunità e della società in cui vivono, in grado di avere un impatto
sulle decisioni che li riguardano.
In particolare, per poter “influenzare” le decisioni che riguardano bambini e adolescenti
attraverso le opinioni da loro stessi espresse, è necessario instaurare un processo di dialogo
continuo e duraturo, basato sulla fiducia reciproca tra bambini e adulti. Per favorire questo
processo di empowerment di bambini e adolescenti, Save the Children ritiene
indispensabile e fondamentale che gli adulti siano preparati ad ascoltarli con impegno e
serietà e, più in generale, a considerarli non solo come soggetti vulnerabili, ma anche
competenti.
Per questo motivo, per favorire la partecipazione di bambini e adolescenti, nella famiglia,
nella scuola e più in generale nella società, occorre, innanzitutto sviluppare la capacità degli
adulti a/di facilitare la loro espressività e ad/di ascoltare seriamente le loro opinioni, per
esempio, informandoli e formandoli all’uso di strumenti partecipativi. Occorre, poi,
sviluppare la capacità dei bambini di accedere alle informazioni, a rivendicare i propri diritti e
a costruire collaborazioni con i duty bearer di riferimento. In tale approccio i duty bearer
diventano parte di una relazione basata sul riconoscimento dei bambini e degli adolescenti
come titolari di diritti (rights holders) e sulla possibilità che gli stessi possano, attraverso
attività e percorsi mirati, conoscere ed esercitare tali diritti.
Il lavoro di Save the Children ruota attorno a due elementi: da un lato sollecitare i duty
bearer ad assolvere al loro obbligo nei confronti dei titolari di diritti, cioè i bambini e
adolescenti; dall’altro supportare tali minori, in quanto soggetti di diritti (rights holders), a
conoscere, esercitare e rivendicare i propri diritti.
9
CaPItolo 1
Di seguito uno schema che presenta alcuni elementi principali di questo processo6:
DUTY BEARER
Rispetta, promuove
e tutela i diritti
Adempie la propria
responsabilità
nei confronti di
Rivendica
i propri diritti da
PARTICIPATION
ACCOUNTABILITY
DIRITTI – RESPONSABILITÀ – RIVENDICAZIONE
RIGHT HOLDER
Nell’ambito del diritto alla partecipazione e di tutte le declinazioni operative relative,
Save the Children può contare su 7 standard che sono stati elaborati a livello
internazionale per garantire una partecipazione etica e significativa.
In sintesi7, sono:
1) approccio etico, trasparenza, onestà e responsabilità;
2) partecipazione rilevante e volontaria;
3) ambiente motivante e a misura di bambino;
4) pari opportunità;
5) personale efficiente e preparato;
6) la partecipazione promuove la sicurezza e la protezione dei bambini;
7) follow up e valutazione.
Questi 7 standard costituiscono il punto di partenza e costituiscono una guida per la
programmazione, la realizzazione il monitoraggio e la valutazione di qualsiasi attività che
comporti la partecipazione di bambini e bambine, ragazzi e ragazze. Tutta l’organizzazione
si è impegnata a rispettare gli standard nelle sue attività che prevedano la partecipazione
dei minori, facendoli conoscere e promuovendoli presso le associazioni e le istituzioni
con cui lavora.
5
Duty bearer, letteralmente “portatore di doveri”. Il termine indica gli adulti di riferimento: genitori, insegnanti,
istituzioni, che hanno la responsabilità di tutelare i diritti di bambini ed adolescenti e di promuoverne la partecipazione
attiva.
6
Tratto da Save the Children UK (2012) “Child participation handouts – Core learning”. Per approfondimenti
consultare la pubblicazione Save the Children Italia (2010) “Tu partecipi, Io Partecipo”.
7
Per una descrizione più approfondita di ciascuno Standard, si veda in Appendice.
10
Capitolo 2
PARTECIPAZIONE
E MINORI MIGRANTI
Capitolo 2
PARTECIPAZIONE
E MINORI MIGRANTI
DARE VOCE AI MINORI MIGRANTI
IN ARRIVO VIA MARE:
IL CONTESTO DI INTERVENTO
FINALITÀ E OBIETTIVI SPECIFICI
DELLE ATTIVITÀ PARTECIPATIVE
MODALITÀ CON CUI REALIZZARE
ATTIVITÀ PARTECIPATIVE
IN FRONTIERA
11
CaPItolo 2
DaRE VoCE aI MINoRI MIGRaNtI
IN aRRIVo VIa MaRE:
Il CoNtESto DI INtERVENto
Poiché è estremamente importante che ci sia una coerenza fra il quadro teorico fin qui tracciato e
le pratiche che riguardano la partecipazione di bambini e adolescenti, Save the Children
promuove e si impegna a garantire la partecipazione come diritto, ma anche ad utilizzarla come
metodologia di intervento, in particolare all’interno dei programmi di protezione rivolti a
minori, di origine straniera o di nazionalità italiana in situazione di marginalità sociale e a rischio
di sfruttamento e abuso.
Per il coinvolgimento di gruppi di minori così vulnerabili nelle decisioni che li riguardano
vengono elaborati percorsi partecipativi ad hoc (quali, ad esempio, consultazioni, peer support e
peer research)8 volti a un’individuazione più puntuale dei fattori di rischio e di esclusione sociale
che li coinvolgono e accrescere la promozione di opportunità e la loro protezione. Nella
convinzione che la partecipazione renda capaci di diventare soggetti attivi e consapevoli, e quindi
di contrastare e superare le situazioni di povertà, discriminazione e disuguaglianza in cui vivono,
assicurare tale diritto ai minori particolarmente vulnerabili risulta prioritario e richiede di pensare
strategie e pratiche per lavorare con modalità adeguate. In questa direzione vanno i percorsi di
partecipazione come quelli descritti nel presente documento, pensati per essere efficaci e
significativi cioè realmente accessibili (per tempi, spazi, tematiche, risultati), flessibili, rilevanti
rispetto alla loro vita e che tengano conto delle specificità dei partecipanti e dei loro contesti di
appartenenza e di provenienza.
Tali percorsi vengono pensati per essere opportunità di:
- inclusione sociale;
- decompressione rispetto a condizioni di vita spesso difficili;
- espressione e valorizzazione delle esperienze e saperi dei minori;
- influenzare i decisori.
Fra i programmi di protezione realizzati da Save the Children, di grande rilevanza sono quelli
rivolti ai minori migranti, ovvero minori che si spostano per varie ragioni, volontariamente o
contro la loro volontà, con o senza genitori o adulti di riferimento, dentro un paese o da un
paese all’altro, e che a causa di tale spostamento sono messi a rischio (o maggiormente a
rischio) di sfruttamento economico o sessuale, abuso e violenza. All’interno di questo gruppo
tra i più vulnerabili vi sono i minori stranieri non accompagnati, cioè minori che arrivano
in Italia da soli, senza un adulto di riferimento, ai quali Save the Children Italia ha dedicato
interventi di protezione mirati. In particolare, dal 2008, Save the Children interviene,
nell’ambito del Progetto Praesidium9, in tutti i luoghi di arrivo dei migranti via mare per offrire
protezione e supporto ai minori, attraverso attività di informativa legale, mediazione culturale,
monitoraggio delle procedure e delle condizioni di accoglienza, nonché supporto alle Autorità
nell’individuazione di specifiche vulnerabilità.
MINORI ARRIVATI VIA MARE IN ITALIA NEL 2014
Nel 2014 sono arrivati in Italia via mare 26.122 minori di cui 13.026 non
accompagnati, per la maggior parte (3.394) eritrei, egiziani (2.007),
somali (1.481) e gambiani (1.208).
Si tratta di un numero più di 3 volte superiore a quello dei minori non
accompagnati arrivati nel 2011, anno in cui il Governo italiano aveva
dichiarato lo stato di emergenza a causa del massiccio flusso di migranti
arrivati via mare.
Al 31 dicembre 2014 i minori non accompagnati che sono stati
segnalati al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali erano 14.243 di
cui 3.307 alla stessa data risultavano essere irreperibili (per la maggior
parte egiziani, eritrei e somali).
12
CaPItolo 2
Nella realizzazione di tale intervento, negli anni, è emersa, con sempre maggior forza, la necessità
dei minori migranti, soprattutto se non accompagnati, di condividere le proprie esperienze,
spesso traumatiche, di raccontare di sé e delle difficoltà che hanno vissuto o stavano vivendo in
un preciso momento (come quando si protraeva molto più tempo del previsto il periodo di
permanenza in strutture adibite alla prima accoglienza, in attesa del trasferimento nelle comunità
per minori, in condizioni di accoglienza del tutto inadeguate), nonché delle aspirazioni legate al
proprio progetto migratorio. Per questo motivo, Save the Children ha aumentato i propri sforzi
per garantire loro di essere ascoltati, anche da parte delle Istituzioni, e per fare in modo che le
loro opinioni fossero prese in debita considerazione, sia attraverso la sperimentazione di attività e
percorsi strutturati di consultazione nel CPSA di Lampedusa e nelle strutture adibite alla prima
accoglienza in Sicilia, sia supportando le comunità alloggio per minori nell’elaborazione e
realizzazione di buone pratiche di partecipazione.
Save the Children ritiene infatti che le strutture che ospitano minori non accompagnati siano una
risorsa importante nel complesso sistema dell’accoglienza di questo gruppo particolarmente
vulnerabile di migranti, sia che essi decidano di stabilirsi nel nostro paese, sia che vi transitino in
attesa di raggiungere altri Stati europei. Le comunità per minori, in particolare, possono costituire
l’elemento decisivo per un soddisfacente percorso di integrazione nella società e più in generale
rappresentano i luoghi principali dove dare risposta ai diritti fondamentali dei ragazzi, sia a livello
burocratico e di sostentamento, che a livello affettivo ed emozionale.
L’ARRIVO VIA MARE E LA “PRIMA”
ACCOGLIENZA IN FRONTIERA SUD
La normativa italiana prevede che i minori non accompagnati non possono
essere espulsi e devono essere collocati in un luogo sicuro10. Nelle fasi
successive all’arrivo via mare o al rintraccio nei pressi delle aree di sbarco, i
minori non accompagnati vengono accolti presso strutture volte a fornire
loro soccorso e prima accoglienza, in attesa del reperimento di posti in
comunità per minori. In mancanza di strutture stabilmente adibite alla
prima accoglienza11 dei minori migranti rintracciati lungo le coste, vengono
occasionalmente destinati a tali funzioni, luoghi come palestre e scuole,
messi a diposizione dalla Prefettura o dall’amministrazione comunale del
luogo di sbarco o rintraccio. Secondo quanto rilevato da Save the
Children in attività di monitoraggio12, tali strutture sono risultate essere del
tutto inadeguate a garantire loro standard essenziali di protezione e
accoglienza, soprattutto nei casi di prolungato periodo di permanenza. Ciò
è causato dalla mancanza o insufficienza di servizi igienici, docce, letti, di
procedure che garantiscano ai migranti di ricevere in tempi rapidi beni e
servizi primari, nonché, nei luoghi in cui le strutture non sono destinate
esclusivamente all’accoglienza di minori, la preoccupante assenza di spazi
idonei ad assicurare la necessaria separazione dagli adulti.
Tale situazione si è aggravata con il protrarsi della permanenza dei minori
conseguente alla difficoltà nel reperire posti in comunità: a causa della
mancanza di un sistema nazionale di accoglienza13, infatti, non è semplice
sapere se e dove ci sono posti liberi14 e, qualora anche si disponga di tale
informazione, il trasferimento non è sempre automatico mancando risorse
certe per il pagamento dell’onere dell’accoglienza. Di conseguenza, le
strutture adibite alla prima accoglienza, che dovrebbero essere luoghi “di
transito” e prevedere una permanenza dei minori per il solo tempo
strettamente necessario a svolgere le operazioni di primo soccorso e
assistenza, diventano luoghi in cui è possibile (utile e necessario) svolgere
azioni educative, partecipative e di apprendimento a medio termine, aspetti
che dovrebbero essere prerogativa esclusiva delle comunità di accoglienza
e degli altri servizi attorno a cui gravitano i minori migranti una volta
trasferiti dal luogo di arrivo. Nelle strutture adibite alla prima accoglienza in
cui sono state realizzate attività partecipative, Save the Children ha
riscontrato un miglioramento tangibile delle condizioni di accoglienza, del
rapporto tra i ragazzi e tra ragazzi e operatori, con conseguente riduzione
dei conflitti e degli allontanamenti.
13
CaPItolo 2
LE COMUNITÀ PER MINORI IN ITALIA
Sono strutture di carattere residenziale destinate ad accogliere
soggetti con una limitata autonomia personale, priva del necessario
supporto familiare o per i quali la permanenza nel nucleo familiare sia
temporaneamente o definitivamente contrastante con il piano
individualizzato di assistenza. Tali strutture oltre a dover rispettare i
requisiti strutturali previsti per gli alloggi destinati a civile abitazione
devono essere dotati di specifici requisiti organizzativi, adeguati alle
necessità educativo – assistenziali dei bambini e degli adolescenti,
requisiti che sono però stabiliti su base regionale.
Dal monitoraggio delle condizioni di accoglienza dei minori in arrivo
via mare nelle comunità di Sicilia, Puglia e Calabria, condotto da Save
the Children dal 2008 è emerso che tra le principali criticità vi è la
carenza di assistenza legale e mediazione culturale e i minori hanno
quindi difficoltà sia nel comunicare sia nel completare l’iter giuridico
necessario all’ottenimento dei documenti di soggiorno, anche in
seguito al compimento dei 18 anni15.
FINalItà E oBIEttIVI SPECIFICI
DEllE attIVItà PaRtECIPatIVE
In questi contesti le attività partecipative sono state elaborate al fine di supportare, da un lato
l’attività di informativa e consulenza legale e dall’altra, promuovere l’approccio e la
metodologia di Save the Children alla partecipazione e al diritto all’ascolto dei minori
stranieri in tutti i contesti di accoglienza, attraverso la progettazione e la realizzazione di spazi
ricreativi, di decompressione e di ascolto strutturati che permettano di migliorare
l’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati attraverso la pianificazione di attività e
percorsi partecipativi mirati.
Tali attività e percorsi, sia che essi vengano realizzati nelle strutture adibite alla prima
accoglienza dei minori sia che vengano realizzati nell’ambito delle comunità per minori,
devono avere i seguenti obiettivi specifici, da individuare sulla base di una attenta valutazione
delle necessità che si presentano.
Obiettivo 1 - dare ascolto e risposte alle richieste dei minori migranti all’interno
delle strutture adibite alla prima accoglienza e delle comunità per minori
Il primo obiettivo delle attività di partecipazione consiste nel far emergere da parte dei
minori stranieri non accompagnati le loro aspettative ed i loro stati d’animo, ma
anche proposte concrete volte a migliorare le loro condizioni di accoglienza e nel
dare loro risposte concrete e supporto. Il raggiungimento di tale obiettivo permette da
un lato, di soddisfare i loro bisogni e di migliorare la loro accoglienza e condizioni di vita
dall’altro, di raccogliere le suggestioni, opinioni, buone pratiche ed evidenziare criticità
formulate da coloro cui vengono indirizzate le politiche di accoglienza, tutela e
partecipazione.
In questo modo si garantisce loro l’opportunità di esprimere un’opinione, influenzare i
decisori, e attivare cambiamento qualunque sia il luogo nel quale sono stati collocati e
accolti.
Un’esperienza significativa di partecipazione, avente tale finalità, è stata quella condotta da
Save the Children a Lampedusa nel 2011, durante la c.d. Emergenza Nord Africa.
Si veda in merito la seguente scheda operativa di tale consultazione denominata “The place
we are is not suitable for us”.
14
CaPItolo 2
THE PLACE WE ARE IS NOT SUITABLE FOR US 16
Consultazione dei minori stranieri non accompagnati presenti
a Lampedusa (luglio 2011)
Il 30 giugno 2011 Save the Children, in merito alla difficile situazione dei minori non
accompagnati presenti a Lampedusa, ha diffuso un comunicato stampa avente questo
titolo: “A Lampedusa una nuova emergenza minori: oltre 400 presenti sull’isola. Il loro
appello alle autorità per una migliore accoglienza”. Nello stesso comunicato si raccontava
che durante il periodo che ha visto un nuovo aggravarsi della situazione dei minori non
accompagnati ospitati sull’isola, un gruppo di loro ha scritto un appello, per far presente
la gravi condizioni in cui sono costretti a vivere e per chiedere di essere trasferiti al più
presto. Save the Children, non solo ha raccolto e diffuso l’appello alle Istituzioni
direttamente impegnate nella gestione del Piano accoglienza minori (Dip. Protezione
Civile e Ministero del Lavoro e Politiche Sociali, Ministero dell’Interno), ma si è
impegnata a garantire ai minori un loro diretto coinvolgimento in questo processo,
innanzitutto contribuendo ad individuare cosa concretamente può rendere più
sopportabile la loro permanenza sull’isola in attesa del trasferimento in altre strutture
più adeguate per garantire i loro diritti. In un’ottica di promozione della partecipazione
dei minori nelle scelte che li riguardano (Art. 12 CRC), che fa parte della cultura e
dell’azione dell’Organizzazione, si è pensato di costruire in questo contesto un percorso
strutturato di consultazione dei ragazzi, anche attraverso l’attivazione di figure
professionali ad hoc (un’esperta di partecipazione e un’educatrice con esperienza in
contesti di emergenza).
Durata del percorso: 5 giorni (13-17 luglio 2011)
PARTECIPANTI - La consultazione si è svolta all’interno delle due strutture che
ospitavano i 343 minori non accompagnati arrivati a Lampedusa con gli sbarchi avvenuti
dall’11 giugno al 12 luglio 2011: il Centro di Primo Soccorso e Accoglienza (CPSA) con
244 minori non accompagnati e la ex Base militare Loran che ne ospitava 99.
La base della consultazione era costituita dalla totalità dei minori ospitati nelle due
strutture (343), coinvolti sia direttamente che indirettamente. Coloro che hanno
partecipato attivamente alle attività strutturate sono stati 135 di cui 65 minori anglofoni
e 70 francofoni. Le età dei partecipanti erano comprese fra i 13 e i 17 anni, e i Paesi di
provenienza erano principalmente: Mali (100), Ghana (56), Costa d’Avorio (30),
Nigeria (28).
OBIETTIVO - Coinvolgere tutti i minori non accompagnati presenti nelle due strutture
e far emergere da loro delle proposte concrete per migliorare le loro condizioni di
accoglienza. Questo al fine di discutere, in un passaggio successivo, l’attuazione delle
richieste emerse anche con altre Organizzazioni, con le istituzioni di riferimento e con
l’Ente gestore delle strutture ospitanti, e poter assicurare ai ragazzi - sia a quelli
partecipanti, attualmente presenti nella struttura, che a coloro che arriveranno dopo di
loro - un significativo miglioramento della qualità della vita. Un altro obiettivo che la
consultazione si prefiggeva era quello di allentare situazioni di tensione registrate fra i
minori che nell’ultimo periodo si erano fatte sempre più pesanti, a causa della
prolungata permanenza forzata nelle strutture, evidentemente, non adeguate alle loro
esigenze.
METODOLOGIA - Per la costruzione del percorso è stata presa in considerazione la
variabile del tempo di permanenza dei vari ragazzi sull’isola: si è presupposto, infatti, che i
ragazzi che da più tempo erano in attesa di essere trasferiti, avendo maggiore
esperienza, avessero la possibilità di rappresentare le necessità e i bisogni loro e degli
altri, con maggiore consapevolezza e in modo più circostanziato. Per questo si è deciso
di creare dei gruppi di lavoro che tenessero conto della data di arrivo. Inoltre l’esigenza
era quella di poter creare uno scambio comunicativo, sia con i facilitatori dell’attività, che
fra i ragazzi: per questo si è deciso che un altro criterio per la formazione dei gruppi
dovesse essere quello linguistico. Si è pensato, infine, che fosse funzionale creare uno
schema di lavoro chiaro, con delle modalità di coinvolgimento semplici, in modo da
rendere le attività accessibili a ragazzi con livelli estremamente eterogenei per quanto
riguarda le capacità linguistico/cognitive e relazionali.
PRODOTTI - Tutte le proposte emerse nelle attività di gruppo sono state raccolte e
sintetizzate in un rapporto che ha costituito la base per le proposte di intervento
immediato a favore dei minori delle strutture di accoglienza.
15
CaPItolo 2
Obiettivo 2 - far sentire la voce dei minori migranti all’esterno dei luoghi
adibiti alla loro accoglienza
Ulteriore obiettivo raggiungibile attraverso la metodologia partecipativa consiste nel creare un
canale di ascolto della loro voce anche all’esterno della struttura o della comunità nella quale
sono accolti, in modo che l’attenzione dell’opinione pubblica e delle istituzioni venga riportata
sulla loro situazione e vengano adottate più rapidamente le decisioni necessarie per dare
risposta alle necessità urgenti dei minori quali ad esempio quella di essere trasferiti in tempi
brevi dalle strutture, in quanto non adeguate ad un’accoglienza prolungata nel tempo ovvero la
possibilità di poter accedere a borse lavoro o tirocini formativi una volta accolti presso la
comunità. Per raggiungere tale obiettivo si possono realizzare consultazioni ovvero processi
partecipativi che mettono in relazione i ragazzi/e con i duty bearers per influenzarne le decisioni
e gli orientamenti rispetto a temi che li riguardano aumentando le opportunità di
apprendimento, di empowerment e di comunicazione del punto di vista dei minori stranieri
destinatari delle politiche locali, regionali e nazionali. A tal fine una delle attività proposte è stata
quella di coinvolgere i ragazzi nella scrittura di un appello/lettera, che desse voce alle loro
esperienze, desideri e difficoltà; questo può rivelarsi un valido strumento nei momenti in cui le
condizioni di emergenza delle strutture sono alte e si rischia una carenza di attenzione da parte
di istituzioni e media. Si veda in merito la seguente scheda operativa di tale consultazione
denominata “Give Rights For Us”.
GIVE RIGHTS FOR US! 17
Percorso di consultazione dei minori non accompagnati ospiti del CPSA di Lampedusa
(gennaio 2013)
In seguito ai numerosi arrivi di migranti provenienti dalla Libia tra il 24 e il 26 novembre e il 15
dicembre 2012, il Centro di Lampedusa era arrivato ad accogliere circa 1.000 persone a
fronte di una capienza di 250 posti (di cui soltanto 50 riservati a donne e minori). Sono
quindi bastati alcuni giorni di mare calmo che consente la traversata, per mettere in crisi il
sistema di accoglienza.Tra la fine del 2012 e l’inizio del 2013 i trasferimenti dall’isola ad altri
centri nel paese si sono intensificati, ma al 9 gennaio 2013 erano ancora presenti a
Lampedusa, da più di 3 settimane, 261 migranti di cui 33 donne e 36 minori non
accompagnati (26 dell’Eritrea, 1 della Somalia, 2 del Gambia, 2 della Guinea Bissau e 5 del
Mali) con un’età compresa tra i 15 ed i 17 anni. Data la situazione di disagio dei minori
ancora ospiti del centro e per creare possibilità concrete che la loro voce venisse ascoltata, in
un’ottica di promozione della partecipazione dei minori nelle scelte che li riguardano (Art. 12
della CRC), Save the Children ha organizzato un percorso di consultazione dei ragazzi
all’interno del centro, della durata di tre giorni, pensato e strutturato in modo che risultasse
accessibile per tutti i minori presenti e adeguato al contesto specifico.
PARTECIPANTI - Sono stati coinvolti direttamente 28 dei 36 minori non accompagnati con
un’età compresa tra i 15 ed i 17 anni (18 eritrei, 1 somalo, 2 del Gambia, 2 della Guinea e 5
del Mali).
OBIETTIVO - Coinvolgere i ragazzi nella scrittura di un lettera appello, che desse voce alle
loro esperienze, desideri e difficoltà; creare un canale di ascolto della loro voce anche in
modo che l’attenzione venisse riportata sulla situazione dei minori a Lampedusa; creare
momenti di decompressione e protagonismo per i ragazzi.
METODOLOGIA - Si è lavorato con due grandi gruppi distinti per paese di provenienza e
lingua. Questo ha permesso di facilitare la comunicazione tra i ragazzi e, tra i ragazzi e i
facilitatori del percorso. Si è pensato, inoltre, che fosse funzionale creare uno schema di lavoro
chiaro, con delle modalità di coinvolgimento semplici, in modo da rendere le attività accessibili
a ragazzi con livelli estremamente eterogenei per quanto riguarda le capacità
linguistico/cognitive e relazionali.Tutti i lavori si sono svolti con la facilitazione di figure
professionali attivate ad hoc: un mediatore culturale di origine eritrea e un’esperta di
partecipazione I gruppi erano così divisi: ragazzi Corno D’Africa (eritrei e un somalo)- tigrino
e arabo; ragazzi dei paesi sud sahariani (Mali, Gambia, Guinea Bissau) più il ragazzo somalo–
inglese arabo.
TEMPI - 2 sessioni di 4 ore circa per ogni gruppo di ragazzi, più 2 sessioni di restituzione
distribuiti su tre giorni.
PRODOTTO - Redazione di una lettera indirizzata allo Stato Italiano e all’UNHCR divenuta
l’oggetto di un comunicato stampa di Save the Children Italia e successivamente pubblicata su
un quotidiano nazionale (mostrato ai ragazzi coinvolti).
16
CaPItolo 2
Obiettivo 3 - facilitare la comprensione dell’informativa legale
sul proprio status
Le attività partecipative sono molto funzionali al fine di facilitare la comprensione da parte
dei minori migranti di concetti giuridici, spesso complessi. Una delle principali attività svolte
da Save the Children all’interno delle strutture di prima accoglienza nell’ambito del progetto
Praesidium è l’informativa legale ai minori non accompagnati, volta a far comprendere loro
cosa significa e cosa comporta essere un minore arrivato in Italia da solo, senza un adulto di
riferimento. Attraverso la creazione di spazi ricreativi e di ascolto strutturati, Save the
Children ha sperimentato la reale possibilità di creare un clima positivo e di scambio
informale fra gli operatori del team e i minori migranti.
Tale obiettivo può essere raggiunto anche nell’ambito delle comunità creando occasioni
strutturate per chiarimenti e approfondimenti sui principali contenuti dell’informativa legale.
Obiettivo 4 - creare uno spazio di decompressione e ascolto strutturato
Le attività e i percorsi di partecipazione contribuiscono ad allentare situazioni di
tensione che si potrebbero generare all’interno dei luoghi di accoglienza per differenti
motivi, tra cui le difficili condizioni di accoglienza legate al sovraffollamento, il divieto di
uscire, l’insufficiente risposta ai loro bisogni primari, il tempo prolungato di permanenza, la
mancanza di opportunità ricreative. Ma, in particolare momenti dedicati all’ascolto dei
loro bisogni, paure e necessità realizzati attraverso attività mirate.
Si è riscontrato che i minori migranti coinvolti nelle attività di partecipazione hanno
beneficiato di efficaci spazi di decompressione, rispetto alle difficili condizioni di vita nelle
strutture o di integrazione nelle comunità, grazie alla possibilità di veder preso in
considerazione il proprio punto di vista e ricevere risposte a richieste e criticità da loro
emerse. Inoltre si rileva che, a seguito della realizzazione di attività partecipative
all’interno delle strutture, si sono ridotti drasticamente i conflitti e le rivolte (anche
di carattere violento) tra ragazzi e tra ragazzi e operatori cui si aggiunge una
rilevante diminuzione del numero degli allontanamenti dei minori dalle stesse.
Messaggi scritti da alcuni minori stranieri non accompagnati durante un'attività partecipativa svolta all'interno
del CPSA di Lampedusa nel gennaio 2013 finalizzata all'emersione delle loro necessità.
17
CaPItolo 2
MoDalItà CoN CUI
REalIZZaRE attIVItà
PaRtECIPatIVE IN FRoNtIERa
Attività e percorsi di partecipazione, sia che vengano realizzati nelle strutture adibite alla
prima accoglienza dei minori sia che vengano realizzati nell’ambito delle comunità per
minori, non solo devono avere obiettivi specifici, ma anche prevedere metodologie elaborate
appositamente per il contesto in cui le attività si svolgeranno.
Ad esempio, nei luoghi della prima accoglienza le attività posso essere fortemente
condizionate da molteplici fattori, fra i quali:
a) i tempi e gli spazi disponibili;
b) regolamenti interni in vigore per garantire l’ordine pubblico;
c) le condizioni complesse legate alla convivenza con le forze dell’ordine;
d) la presenza nella stessa struttura di persone con provenienze, lingue ed età diverse.
Gli operatori devono quindi avere, o imparare ad avere, un approccio “flessibile, aperto,
disponibile e comunicativo” nel pensare tali attività in funzione del luogo in cui si
svolgeranno.
Operare nei luoghi di accoglienza comporta l’inevitabile confronto con numerosi elementi di
incertezza e criticità dunque le attività devono essere pensate e gestite in modo flessibile a
seconda delle condizioni esterne (tempi e spazi disponibili), del numero di operatori e
mediatori culturali coinvolgibili e del gruppo di ragazzi da coinvolgere (numero dei
partecipanti, lingue parlate, necessità espresse, stati d’animo e particolari vulnerabilità).
Inoltre il coinvolgimento di ragazzi arrivati in Italia a seguito di viaggi difficili e
spesso traumatici, con provenienze e background diversi, nonché con capacità
cognitive e relazionali molto variegate, richiede numerose attenzioni particolari. Si
riscontrano infatti elevate difficoltà di coinvolgimento dei minori stranieri dal momento che
la loro condizione precaria e instabile non sempre permette una partecipazione serena e
consapevole. A questo proposito è importante realizzare attività mirate su tematiche
proposte da loro e dunque prioritarie fornendo agli stessi strumenti semplici e comprensibili
per essere protagonisti di tali attività gestendone modalità e contenuti.
Al fine di dare a tutti i minori la possibilità di partecipare alle attività o ai percorsi in maniera
rilevante e motivante è fondamentale che il personale sia efficiente e preparato, ma, in
particolare, che sia predisposto a lavorare in un contesto così complesso come quello
dell’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati.
18
CaPItolo 2
Di seguito uno schema che riporta alcuni consigli per una facilitazione efficace:
CONSIGLI PER UNA FACILITAZIONE EFFICACE
da Karkara, R. (2002) Resource Book on Facilitating Children‘s Organisation and Children's
Citizenship and Governance
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sii vigile tutto il tempo
sii flessibile
se non sai qualcosa, dillo
fidati delle risorse del gruppo dei ragazzi
rispetta ognuno dei ragazzi
intercetta/fai emergere l’energia dei ragazzi
si te stesso
mantieni al minimo il tuo intervento
monitora il livello di energia
non essere affezionato ai tuoi interventi/posizioni
accoglie (e valorizza) tutto quello che accade di rilevante
(usa): improvvisazione/flessibilità/creatività
quando sei in dubbio, controlla
cerca l’accordo
usa domande e suggerimenti
negozia e contratta
si culturalmente sensibile
inizia bene
usa la risoluzione del conflitto
invia feedback
riconoscere e affermare
abbi il senso dell’umorismo
Messaggio scritto da un minore straniero non accompagnato durante una consultazione partecipativa svolta all'interno
del CPSA di Lampedusa nel luglio 2011.
19
CaPItolo 2
8
A titolo esemplificativo si citano due percorsi implementati fra il 2012 e il 2013: una consultazione di 12 minori stranieri
non accompagnati che vivono in comunità in Italia, per la creazione di materiali di sensibilizzazione per i loro pari
sull’uso sicuro delle nuove tecnologie all’interno del progetto europeo Interact http://www.interactonline.eu/ita/;
due ricerche partecipate che hanno coinvolto 22 peer researchers a Napoli e Palermo per approfondire il fenomeno del
lavoro minorile all’interno dell’indagine quali - quantitativa del progetto Child Labour
http://images.savethechildren.it/IT/f/img_pubblicazioni/img211_b.pdf.
9
Il progetto Praesidium, realizzato da Save the Children, insieme ad OIM, UNHCR e Croce Rossa, con il coordinamento
del Ministero dell’Interno-Dipartimento Libertà Civili e Immigrazione, è finalizzato al potenziamento delle capacità delle
Autorità italiane nella gestione dei flussi migratori misti che interessano le Regioni Calabria, Puglia e Sicilia. Per maggiori
informazioni sul progetto: http://www.savethechildren.it/IT/Page/t01/view_html?idp=335
10
Art. 19 T.U. Immigrazione; Art. 403 Codice Civile.
11
A gennaio 2015 il Ministero dell’Interno – Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione ha pubblicato il bando
per la presentazione di progetti volti a migliorare le capacità di accoglienza sul territorio italiano dei minori stranieri non
accompagnati attraverso la realizzazione di attività di accoglienza temporanea di minori stranieri non accompagnati (800
posti giornalieri) in strutture ad alta specializzazione equamente distribuite sul territorio nazionale.
12
Su mandato del Ministero dell’Interno-Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione, Save the Children,
nell’ambito del Progetto Praesidium, è impegnata nel monitoraggio delle procedure e degli standard di accoglienza dei
minori non accompagnati e dei nuclei familiari con minori a carico nei Centri governativi per immigrati, nei centri
temporanei di accoglienza e nelle Comunità per minori localizzate sul territorio interessato dal progetto.
13
Il 25 luglio 2013 Save the Children ha presentato una proposta di disegno di legge per migliorare la protezione e
accoglienza dei minori stranieri non accompagnati. Il testo è stato depositato alla Camera dei Deputati il 4 ottobre 2013
(AC 1658) e al momento della stesura del presente documento è all’esame del Parlamento. Tra i principali
provvedimenti in esso contenuti vi è la creazione di un sistema nazionale per l’accoglienza dei minori stranieri non
accompagnati (Art. 13).
14
A livello nazionale si rilevano prassi diverse rispetto al soggetto istituzionale che provvede all’individuazione dei posti
in accoglienza e al collocamento dei minori non accompagnati in comunità. Inoltre, al fine di individuare i posti
disponibili in accoglienza le Autorità che devono provvedere al collocamento in luogo sicuro sono costrette a ricercare
un contatto con le comunità di accoglienza, spesso senza neanche disporre di un loro recapito telefonico.
15
Per maggiori informazioni si vedano i rapporti di monitoraggio pubblicati a partire dal 2009 e disponibili a questo link:
http://www.savethechildren.it/IT/Page/t01/view_html?idp=335
16
Percorso partecipativo svolto nel CPSA di Lampedusa nel luglio 2011 con i minori non accompagnati ospiti nel centro
in diversi periodi e con condizioni ambientali di volta in volta diverse.
17
Percorso partecipativo svolto nel CPSA di Lampedusa nel gennaio 2013 con i minori non accompagnati ospiti nel
centro in diversi periodi e con condizioni ambientali di volta in volta diverse. Tali casi-studio vogliono essere
esemplificativi delle diverse finalità per le quali si può decidere di realizzare attività di partecipazione in luoghi di
prima accoglienza e dei diversi strumenti utilizzati a tal fine.
La presentazione dettagliata dei percorsi e di alcune sessioni lavoro e attività vuole essere un punto di riferimento
operativo per chi volesse pianificare attività simili anche in altri luoghi di prima accoglienza.
20
Capitolo 3
ATTIVITÀ PARTECIPATIVE
IN STRUTTURE DI PRIMA
ACCOGLIENZA
Capitolo 3
ATTIVITÀ PARTECIPATIVE
IN STRUTTURE DI PRIMA
ACCOGLIENZA
COME UTILIZZARE
LE SCHEDE ATTIVITÀ
SCHEDE ATTIVITÀ
21
CaPItolo 3
In questo capitolo sono proposte alcune attività partecipative da realizzare nelle strutture di
prima accoglienza con minori stranieri non accompagnati, che possono essere condotte da
operatori ed educatori avendo come riferimento generale il modello teorico-tecnico che segue.
Tali attività sono state elaborate al fine di supportare, da un lato l’attività di informativa e
consulenza legale rivolta ai minori stranieri non accompagnati e, dall’altra, promuovere
l’approccio e la metodologia di Save the Children alla partecipazione e al diritto all’ascolto dei
minori stranieri in tutti i contesti di accoglienza, attraverso la progettazione e la realizzazione di
spazi ricreativi, di decompressione e di ascolto strutturati che permettano di migliorare
l’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati attraverso la pianificazione di attività e
percorsi partecipativi mirati come occasione di aggancio, supporto e inclusione sociale.
Il loro diretto coinvolgimento permette di:
■ Approfondire e ridefinire i fenomeni migratori;
■ Conoscere meglio i fattori di rischio e di protezione effettivi;
■ Aumentare la loro capacità di proteggersi (o supportarsi tra pari);
■ Creare strumenti e occasioni di sensibilizzazione o intervento attivo;
■ Migliorare i servizi, i programmi e le policy a loro destinati;
■ Promuovere opportunità, protezione e acquisizione di capacità e
competenze per i ragazzi/e;
■ Favorire il diritto di cittadinanza.
Tutte le attività sono state sviluppate ed adattate al contesto di riferimento consentendo
dunque alle stesse di essere direttamente utilizzabili in tali circostanze; sono state testate e
sperimentate dal personale specializzato in partecipazione di Save the Children con almeno
610 minori stranieri non accompagnati e 32 operatori ( e mediatori culturali) in 8
strutture di prima accoglienza della Sicilia orientale e in 1 struttura di prima
accoglienza della Puglia da Agosto 2013 a dicembre 2014.
In termini operativi, tali attività di partecipazione, prevedono: tempi brevi di
coinvolgimento dei ragazzi/e; alto numero di partecipanti; concretezza e semplicità dei
contenuti e delle modalità di coinvolgimento attraverso l’ausilio di tecniche di
rappresentazione quali il disegno e l’ausilio di strumenti quali cartelloni e illustrazioni
grafiche; elevato grado di accessibilità per ragazzi con livelli fortemente eterogenei
circa le capacità linguistico/cognitive e relazionali; gioco e movimento fisico;
promozione della peer support; facilitazione da parte del conduttore e del mediatore
culturale. Viene inoltre favorito il lavoro in plenaria o in sottogruppi numerosi.
CoME UtIlIZZaRE
lE SCHEDE attIVItà
Di seguito vengono presentate 10 attività che costituiscono dei suggerimenti per gli
operatori e che dovranno essere modificate e gestite in modo flessibile a seconda delle
condizioni esterne (tempi e spazi disponibili), del numero di operatori e mediatori culturali
coinvolti e del gruppo di ragazzi partecipanti (numero, lingue parlate, necessità espresse).
Tali attività, possono essere suddivise a seconda dal target di minori stranieri non
accompagnati al quale si rivolgono ed in base al tempo di permanenza degli stessi presso la
struttura. Sono differenziate in base al colore.
Le attività in colori chiari sono destinate a minori appena arrivati o presenti da poco tempo
nella struttura, le attività in colori scuri sono invece mirate a minori presenti nella stessa per
un prolungato periodo di tempo.
22
CaPItolo 3
In particolare le attività di colore Blu, Marrone e Viola sono destinate a minori stranieri non
accompagnati collocati per un prolungato periodo di tempo presso strutture di prima
accoglienza e in attesa di essere trasferiti in comunità per minori che hanno trovato una stabilità
e si dimostrano reticenti verso un futuro trasferimento. La finalità di tali attività è quella di
preparare i minori al trasferimento in modo tale che ciò avvenga in maniera serena e
consapevole informandoli circa ciò che troveranno, chiarendo eventuali dubbi, rispondendo alle
loro domande e condividendo con gli stessi il carattere di temporaneità e precarietà della
struttura in cui sono ospitati attualmente. A questo fine le 3 attività sono mirate a: raccogliere
opinioni e percezioni dei ragazzi sul tema dell’accoglienza sottolineando il carattere di
temporaneità e precarietà della prima accoglienza; ad approfondire le aspettative di vita in Italia
(o Europa) e cos’è una comunità per minori e chi vi lavora; conoscere i rischi che possono
correre ed in quale modalità la comunità per minori può garantire fattori di protezione a tali
rischi. In quest’ottica è fondamentale che gli operatori della struttura (e volontari qualora
presenti) partecipino attivamente alle attività supportando i minori in questo delicato momento,
in quanto dopo un prolungato tempo di convivenza, gli stessi sono divenuti degli adulti di
riferimento per tali minori. Le attività sono riportate secondo uno strutturato ordine cronologico
di realizzazione orientato secondo l’approccio e la metodologia partecipativa.
Le attività nei colori chiari (bianca, gialla, arancione, azzurra e grigia) sono finalizzate
all’accoglienza del minore presso la struttura dopo il momento dello sbarco dunque sono
caratterizzate da una alto livello ricreativo (realizzato attraverso il gioco), di decompressione, di
condivisione della nuova realtà in cui sono stati collocati e di presentazione/valorizzazione di
loro stessi, del loro bagaglio culturale e di competenze.
Le attività nei colori scuri (verde, rossa, blu, marrone e viola) sono invece mirate alla
condivisione del percorso che i minori dovranno affrontare, i diritti loro riconosciuti e le
responsabilità che da questi derivano; sono caratterizzate da un alto livello partecipativo dei
minori, permettendo loro di chiarire domande, soddisfare bisogni, e migliorare i servizi
favorendo un clima sereno e diminuendo eventuali frustrazioni.
Di seguito si vuole condividere ed esplicitare la logica partecipativa che sta alla base di ogni
attività per garantire che le stesse vengano realizzate in maniera efficiente e nel rispetto di
una partecipazione etica e significativa di tutti i minori cui si rivolgono.
attività Bianca:
E’ la prima attività da svolgere con i minori. E’ fondamentale replicarla ogniqualvolta ci sono
nuovi arrivi nella struttura. Si fa la conoscenza del personale della struttura, dei minori
presenti, degli spazi e delle regole in maniera tale che coloro i quali sono appena arrivati si
sentano accolti e coinvolti da subito nella vita della struttura; a questo fine è bene garantire
loro l’opportunità di partecipare e contribuire attivamente ad esempio, coinvolgendoli nello
stabilire alcune delle regole della struttura stessa. Garantire loro tale partecipazione consente
di prendere decisioni condivise e, quindi, più efficaci, rendendo i minori responsabili del
rispetto delle stesse.
attività Gialla:
A seguito del momento dedicato all’accoglienza e alla conoscenza, è molto importante
garantire ai minori l’opportunità di capire meglio dove si trovano ma soprattutto dove
vorrebbero andare; affrontare tali argomenti mediante una dinamica di gioco di squadra
permette loro di conoscere gli altri, condividere il proprio bagaglio di conoscenze e fornire
agli operatori importanti indicazioni circa le loro percezioni, aspettative e progetti futuri. Gli
stessi risultati potrebbero non essere raggiunti nel caso di colloqui individuali o di
chiacchierate “da grandi”.
attività arancione:
Tale attività è pensata per approfondire il progetto migratorio di determinati gruppi di
minori stranieri non accompagnati che sono intenzionati a proseguire il loro viaggio verso
altre città italiane o altri Paesi europei. Sulla base dell’esperienza maturata da Save the
Children in questo ambito, è molto importante approfondire il progetto migratorio dei
23
CaPItolo 3
minori egiziani (diretti verso Roma e Milano) e dei minori provenienti dalla Somalia,
dall’Eritrea e dall’Afghanistan (diretti verso Germania, Svezia e Norvegia). Ciò permette agli
operatori e alle organizzazioni di riferimento di tutelare il minore nel suo viaggio
facilitando, come previsto per Legge, il ricongiungimento familiare con parenti in Italia o
in altri Paesi Europei18, riducendo gli allontanamenti dalle strutture ed i rischi ai quali
sarebbe esposto un minore straniero non accompagnato che viaggia da solo in paesi che
non conosce.
attività azzurra:
Tale attività è fondamentale per condividere percezioni e stati d’animo dei minori dopo
alcune settimane di permanenza nella struttura. Venire a conoscenza di tali stati d’animo
permette agli operatori di intervenire, laddove necessario con attività o colloqui, per
tranquillizzare il minore, fornirgli risposte e soddisfare i sui bisogni nei limiti delle reali
possibilità della struttura. Affrontare tali argomenti delicati può essere agevolato
attraverso la realizzazione di attività ricreative durante le quali i minori imparano alcune
parole in italiano che possono tornare loro utili nella vita di tutti i giorni.
attività Grigia:
Dopo aver presentato e condiviso con i minori la nuova realtà nella quale si trovano a
vivere è molto importante garantire loro la possibilità di presentare la cultura di
provenienza. Tale attività permette di valorizzare la loro personalità promuovendo il
riconoscimento e la consapevolezza di sé. I minori si sentiranno coinvolti e gli operatori
potranno apprendere utili informazioni di carattere religioso e culturale che
permetteranno loro di comprendere meglio atteggiamenti, richieste e abitudini dei
ragazzi migliorando così il loro servizio e riducendo possibili conflitti e malintesi.
attività Verde:
La prima delle attività “scure” è pensata per far emergere lo stato d’animo dei minori che
sono in struttura da molto tempo e permettere loro di contribuire attivamente al
miglioramento degli standard di accoglienza garantiti dalla stessa. A causa del tempo ivi
trascorso i minori hanno compreso molto bene “come funziona” la struttura e dunque
risulta fondamentale farli partecipare nella gestione, per un miglioramento che riguarderà
anche quelli presenti da poco tempo o quelli che arriveranno in futuro. Tale
partecipazione aumenterà la loro capacità di proteggersi e supportarsi tra pari nonché il
miglioramento dei servizi loro destinati.
attività Rossa:
E’ fondamentale, a questo punto del percorso, guidare i minori nelle diverse fasi che
scandiranno la loro presenza nel paese di accoglienza. Far vivere loro il percorso di
“integrazione” tramite l’esperienza del gioco, consentirà di conoscere la strada che li
attende, non creare false aspettative verso il futuro e di arrivare in maniera serena nella
comunità per minori. Informare i minori è un loro diritto e la consapevolezza verso il
futuro aumenta la stima in loro stessi e riduce la frustrazione verso un futuro incerto.
attività Blu:
I minori che si trovano a vivere per un prolungato periodo di tempo presso le strutture
potrebbero trovare comunque una stabilità a accettare questa condizione di vita, che
dovrebbe essere temporanea, come qualcosa di positivo. E’ importante in questo caso
accompagnare i minori nel confronto tra ciò che una struttura di accoglienza temporanea
e una comunità per minori possono garantire loro.
Si deve riflettere insieme sulla differenza sostanziale tra i due livelli di accoglienza ma
soprattutto su ciò che i minori vorrebbero per il loro futuro. Ciò consente agli stessi di
valutare che la vita nella struttura non permette di soddisfare quelli che sono e saranno i
loro reali bisogni.
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CaPItolo 3
attività Marrone:
A seguito di tale confronto è necessario condividere con i minori cos’è una comunità per
minori ed i motivi per cui, la stessa, potrebbe essere molto importante per il loro futuro e
per la loro vita. E’ sempre fondamentale partire dalle loro percezioni (quindi dalla loro idea
di cos’è una comunità) per una condivisione efficace.
attività Viola:
Una volta presentato loro cos’è una comunità è molto importante illustrare i rischi in cui
potrebbero incorrere ed i relativi fattori di protezione condividendo in che modo una
comunità per minori può garantire questi ultimi. Un tale livello partecipativo consente ai
minori di divenire maggiormente consapevoli dei propri diritti e delle responsabilità che
questi comportano;
Tutte le suddette attività devono essere realizzate con un approccio child friendly,
tenendo conto all’età e del grado di maturità del gruppo dei partecipanti in modo tale che
ogni minore abbia la possibilità di contribuire e partecipare in modo rilevante e al massimo
delle sue capacità. Tale approccio favorisce e facilita in particolare la fase di “aggancio” e
coinvolgimento dei minori nelle attività stesse, distinguendo il momento dedicato alla
partecipazione da ogni altro momento di vita quotidiana nella struttura.
La scelta di differenziare la figura e l’intervento di un “facilitatore” da quella di un
supporto specifico alle attività, è legata al contesto nel quale queste vengono
realizzate e dal diverso ruolo che, un operatore/educatore svolge rispetto a quello
di un consulente legale e/o di uno psicologo.
E’ molto importante, ai fini della metodologia, distinguere il ruolo ed il coinvolgimento delle
due figure. Nel caso di specie, per facilitatore si vuole intendere colui che, durante le attività
con i ragazzi, facilita il confronto e l’emersione dei contenuti mentre colui che supporta, è
presente durante le attività ma interviene solamente in specifiche fasi delle stesse (in
particolare durante la condivisione dei risultati immediati) agevolando la comprensione e
l’approfondimento di specifiche tematiche, attraverso la sua professionalità e conoscenza
della specifica materia oggetto dell’attività stessa.
La realizzazione delle seguenti attività può essere supportata dall’utilizzo di alcune
specifiche schede contenute nel “Welcome Kit”19 prodotto dall’Autorità Garante per
l’Infanzia e l’Adolescenza.
In particolare:
SCHEDA WELCOME KIT DI RIFERIMENTO
Attività Bianca
Centro Temporaneo di Accoglienza + I tuoi doveri qui
Attività Gialla
Dove ti trovi?
Attività Arancione Scheda speciale Eritrea (rivolta a minori eritrei),
Accertamento dell’età + Richiesta di invio documenti
dal paese di origine (ad esempio con minori egiziani)
Attività Azzurra Dizionario illustrato
Attività Rossa
I tuoi diritti, I tuoi doveri
Attività Blu
Centro Temporaneo di Accoglienza + Comunità
Attività Marrone Comunità
Attività Viola
Consigli dei tuoi compagni che sono in Italia
Si consiglia di guidare e accompagnare i minori nell’utilizzo del kit,
contestualizzandone i contenuti con la realtà di riferimento, in modo da evitare un uso
scorretto dello stesso.
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CaPItolo 3
taBElla DEllE attIVItà
Attività
BIANCA
Target group: Nuovi arrivi in struttura
Obiettivo: accoglienza dei nuovi arrivi, conoscenza nel
gruppo e fra il gruppo e gli operatori, condivisione di
regole e spazi.
GIALLA
Target group: Minori da poco tempo nella struttura
Obiettivo: conoscenza nel gruppo e fra il gruppo e gli
operatori; condivisione di nozioni sull’Italia e sull’Europa e
approfondimento del progetto migratorio dei ragazzi
(condividere le aspettative dei ragazzi circa la loro volontà di
rimanere in Italia o di spostarsi in altri paesi europei).
ARANCIONE Target group: Minori “in transito” di nazionalità specifiche quali
ad esempio eritrei, somali, egiziani.
Obiettivo: Far emergere il progetto migratorio di tale gruppo
di minori e la presenza di parenti in altri paesi europei.
AZZURRA
Target group: Tutti i minori presenti nella struttura.
Obiettivo: condividere parole chiave su saluti e stati
d’animo (in lingua italiana)
GRIGIA
Target group: Tutti i minori presenti nella struttura
Obiettivo: conoscenza di usanze e costumi dei paesi
di provenienza
VERDE
Target group: Minori da molto tempo nella struttura
Obiettivo: indagare percezioni su condizioni di accoglienza e
rendere partecipi i ragazzi nella gestione di aspetti di vita
quotidiana nella struttura
ROSSA
Target group: Minori da molto tempo nella struttura
Obiettivo: condividere parole chiave sul percorso di
integrazione in Italia e in Europa
BLU
Target group: Minori da molto tempo nella struttura
Obiettivo: raccogliere opinioni, percezioni ed esperienze sul
tema di accoglienza e aspettative sul futuro
MARRONE
Target group: Minori da molto tempo nella struttura
Obiettivo: approfondire nozioni, percezioni e aspettative su vita
in Italia e nelle comunità per minori
VIOLA
Target group: Minori da molto tempo nella struttura
Obiettivo: conoscere e approfondire rischi e fattori di
protezione in quanto minori
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CaPItolo 3
Tutte le attività sono state elaborate nel rispetto degli standard per la partecipazione di
Save the Children20 i quali costituiscono anche la base alle indicazioni metodologiche che
seguono, da considerarsi come attenzioni specifiche da porre in essere quando si svolge
un lavoro con gruppi di ragazzi in un contesto complesso come quello delle strutture di
prima accoglienza.
INDICAZIONI METODOLOGICHE
■ Ogni qual volta si propongono delle attività ai minori è fondamentale
condividere con loro il senso e la finalità delle stesse (ad esempio: il gioco
è per far passare il tempo, per curare il corpo e la mente).
■ Tutti i minori devono sentirsi liberi di partecipare o meno e di lasciare in
ogni momento l’attività (non tutti e in ogni momento avranno voglia di
giocare o comunicare). In attività che implichino l’espressione di opinioni
o racconti personali si ha cura di non forzare nessuno ad esporsi se
reticente. E’ importante definire con i minori – eventualmente con i loro
leader “spontanei”- gli orari, i tipi di attività, gli spazi.
■ Al fine di rendere le attività accessibili a tutti i minori intenzionati a
partecipare, viene istituita e “pubblicizzata” di volta in volta, durante le
attività ordinarie previste, una fascia oraria in cui si svolgono le attività
(esempio dalle 16 alle 18) e gli spazi ad esse adibiti vengono delimitati
con supporti visibili modo da renderli chiari e accessibili.
■ Il tempo/spazio dell’attività è delimitato da un momento iniziale e uno
finale (facendo ad esempio piccole attività di movimento del corpo o di
conoscenza per riscaldamento, fisico e mentale).
■ Nelle attività si stabiliscono dei momenti di restituzione informale su
aspetti positivi e negativi delle stesse, ed eventuali proposte. L’attività
viene pianificata, quanto possibile in anticipo, per avere tempo sufficiente
alla preparazione dei materiali, alla loro disposizione e agli spazi dedicati
(chiedendo l’aiuto dei minori qualora fosse possibile).
■ È utile creare dei cartellini per far scrivere il nome ai minori e agli
operatori da attaccare alla maglietta all’inizio dell’attività (si potrebbero
raccogliere in un cestino e distribuire di volta in volta).
■ Si consiglia di proporre attività ed esercizi semplici, sempre con il
supporto di un mediatore linguistico o parlando una lingua veicolare a
tutti comprensibile, al fine di rendere possibile la partecipazione a minori
con diverse competenze cognitive/emotive e linguistiche . In generale
ogni attività deve contenere delle modalità di avvicinamento e
apprendimento della lingua italiana, la quale può costituire un fattore
fondamentale e motivante per i minori che vogliono rimanere in Italia
(ad esempio usando nei giochi poche parole chiave in italiano, facili da
comprendere come “avanti, dietro, felice, triste, caldo, freddo”).
Un’attenzione particolare viene posta nel rispettare la sensibilità in
presenza di minori non scolarizzati nelle attività che prevedono scrittura
e/o lettura.
■ In caso si verifichino momenti di tensione durante le attività fra i minori
partecipanti, è importante non ignorare tale tensione, e in caso
interrompere le attività condividendo con gli stessi le motivazioni. In ogni
caso occorre aver cura di non forzare nessuna situazione/contatto fra
minori o fra gruppi di essi.
Le attività sono pesate per gruppi di 20/30 ragazzi, che condividono una o due
lingue veicolari. Qualora i gruppi fossero molto numerosi, occorre ripetere
l’attività per 2 o più giorni.
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CaPItolo 3
SCHEDE attIVItà
Al fine di soddisfare i requisiti per una partecipazione etica e significativa è
fondamentale garantire che ogni attività di partecipazione sia necessariamente articolata
secondo il seguente schema operativo in modo tale da differenziare i momenti dedicati
alla partecipazione dalle altre attività svolte giornalmente all’interno della struttura. Tale
schema permette agli operatori che dovranno realizzare le attività di avvalersi di uno
strumento di supporto allo svolgimento delle stesse e permette inoltre ai minori di
identificare tempi, spazi e modalità proprie della metodologia partecipativa.
Lo schema è articolato in 5 momenti consecutivi organizzati in ordine cronologico.
Si sottolinea inoltre l’importanza di un approccio e di un ambiente child friendly in
ognuno dei suddetti momenti.
1. CERCHIO INIZIALE - RISCALDAMENTO
Momento iniziale con cui si avvia ogni attività.Tale momento
dovrebbe assumere un carattere di “ufficialità” in modo da
distinguere chiaramente il tempo dedicato alle attività partecipative
da altri momenti della giornata presso la struttura. Deve essere
realizzato tenendo conto dell’età e del grado di maturità dei
partecipanti e mediante una modalità child friendly.
2. PRESENTAZIONE - SPIEGAZIONE ATTIVITÀ
Necessario presentare ai minori, in maniera semplice e chiara, tutte
la fasi dell’attività alla quale sono invitati a partecipare: obiettivi,
modalità di svolgimento, possibili risultati. In questo modo i minori
possono scegliere se e come prendere parte all’attività stessa.
3. ATTIVITÀ LABORATORIO*
Momento centrale dell’attività in cui si svolgono i lavori prestabiliti.
4. CONDIVISIONE RISULTATI IMMEDIATI
Fase in cui si condividono con i minori i risultati emersi durante
l’attività svolta, si risponde alle loro domande, si chiariscono dubbi,
si raccolgono loro impressioni e proposte alle quali è
fondamentale dare risposte chiare e concrete (nel caso in cui
alcune proposte/necessità verranno disattese è importante
condividerne le motivazioni).
5. CERCHIO DI CHIUSURA
Momento che chiude l’attività. Dovrebbe assumere un carattere
di “ufficialità” in modo da distinguere chiaramente il tempo delle
attività partecipative da altri momenti della giornata presso la
struttura.
* Gioco di Conoscenza: In caso di prima attività o nuovi arrivi è necessario svolgere
un’attività di conoscenza/presentazione tra i partecipanti (tra i ragazzi e, tra ragazzi e
operatori, prima dell’inizio delle attività) all’interno di questa fase ovvero prima di iniziare
le attività.
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ATTIVITà bIAncA
Target Group: Nuovi arrivi in struttura (o prima attività)
Obiettivo: accoglienza dei nuovi arrivi, conoscenza nel gruppo e fra il gruppo e gli operatori, condivisione di regole e spazi.
Facilitatore: Operatore e mediatore culturale
Durata: 45 min.
Materiali: cartelloni, pennarelli, cartellini tagliati, badge, post it
1. CERCHIO DI RISCALDAMENTO
Ci si dispone un cerchio (di cui fanno parte anche gli operatori coinvolti) e si saluta in due o più lingue
e tutti i partecipanti ripetono.
2. PRESENTAZIONE - SPIEGAZIONE ATTIVITÀ
Si condivide con i minori:
- chi sono gli operatori coinvolti e quale sarà il loro ruolo nell’attività;
- qual è lo scopo dell’ attività e in cosa consiste (ad esempio: “Oggi vi presentiamo la struttura in cui vi trovate, le persone che ci
lavorano, gli spazi e le cose che potrete utilizzare, le regole che vi chiediamo di rispettare”);
- quali sono le “regole del gioco” (come si partecipa, come si interviene, come funziona il gruppo di lavoro, qual è lo spazio ed
i materiali utilizzabili, quali sono i tempi previsti).
Tali regole possono essere scritte in maniera semplice su un cartellone (in italiano e in altre lingue) possibilmente associate ad
un riferimento grafico (disegno e/o simbolo).
GIOCO DI CONOSCENZA
- Ogni minore dice il suo nome facendo un gesto; tutti ripetono nome e gesto (50 persone max).
- In alternativa ogni minore dice il suo nome e il significato (20 persone max) a gruppetti prendono colori e cartoncini,
scrivono il loro nome e un segno di riconoscimento, e li inseriscono nel badge.
Poi con lo scotch di carta lo attaccano alla maglietta.
Condividere con i partecipanti l’importanza dei cartellini di riconoscimento e stabilire con loro la regola che ogni qual volta
un’attività inizia indosseranno i cartellini; ad attività terminata dovranno essere restituiti.
IN ALTERNATIVA:
Il gruppo si dispone in cerchio. Chi inizia dice il suo nome accompagnando ogni sillaba con un battito ritmico. (esempio: RITA
batte le mani sulle cosce per RI e sul petto per TA.Tutto il gruppo ripete. La persona a sinistra si presenta con proprio nome e
battito ritmico, e tutto il gruppo ripete entrambi i nomi insieme ai gesti, si continua finché non finisce il giro (dopo 8 persone
ricominciare da capo).
Variante 1: il ritmo/nome si usa per chiamare qualcun altro del gruppo che ripete il ritmo col suo nome e poi ne fa uno nuovo
per chiamare qualcun altro.
Variante 2: ognuno fa un ritmo col suo nome e tutti li ripetono più volte. Poi si ricomincia.
3. ATTIVITÀ/ LABORATORIO
Spiegazione ruoli e regole struttura:
a) mostrare disegni delle varie figure/operatori che lavorano nella struttura chiedendo loro se sono a conoscenza di cosa
fanno queste “figure” all’interno della struttura ed in che modo posso essere loro di aiuto. A seguito delle risposte dei
minori è fondamentale chiarire dubbi e incomprensioni (per le figure vedere schede illustrative di riferimento in appendice).
b) ripercorrere brevemente la giornata tipo nel centro per spiegar regole (orari pasti, uso telefoni, docce, spazi). Se possibile
chiedere ad un minore di scrivere in una lingua veicolare tali regole su un cartellone che tutti potranno consultare in uno
spazio individuato precedentemente dagli operatori che diverrà il punto informazioni.
ATTENZIONE! È fondamentale associare le regole e gli spazi ad illustrazioni grafiche accompagnate da didascalie in più
lingue e affiggerle oltre che nel punto informazioni anche negli spazi comuni. I minori posso partecipare alla realizzazione
dei simboli e/o a scrivere le didascalie nella loro lingua.
4. CONDIVISIONE DEI RISULTATI
Rispondere alla domande dei minori circa il ruolo degli operatori e cosa possono fare per loro gli operatori. Chiarire eventuali
dubbi (ad esempio su tempi di permanenza presso la struttura) e rispondere alle domande emerse nel corso dell’attività
5. CERCHIO DI CHIUSURA
Saluti, comunicazione prossimo appuntamento e applauso finale (riconsegna badge)
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ATTIVITà gIAllA
Target Group: Minori da poco tempo nella struttura
Obiettivo: conoscenza nel gruppo e fra il gruppo e gli operatori; condivisione di nozioni sull’Italia e sull’Europa e
approfondimento del progetto migratorio dei ragazzi (condividere le aspettative dei ragazzi circa la loro volontà
di rimanere in Italia o di spostarsi in altri paesi europei).
Facilitatore: Operatore e Mediatore Culturale con il supporto del Consulente Legale
Durata: 45 min.
Materiali: cartelloni, pennarelli, cartellini tagliati, badge, cartina Europa e Africa, cartine tagliate per puzzle, post it, palla
1. CERCHIO DI RISCALDAMENTO
Ogni minore prende il suo badge. Ci si dispone in cerchio (di cui fanno parte anche gli operatori coinvolti) e si saluta in due o
più lingue e tutti i partecipanti ripetono
2. PRESENTAZIONE - SPIEGAZIONE ATTIVITÀ
Si condivide con i minori:
- chi sono gli operatori coinvolti e quale sarà il loro ruolo nell’attività;
- qual è lo scopo dell’ attività e in cosa consiste( ad esempio:”Oggi capiamo insieme dove ci troviamo e cosa vogliamo sapere
sull’Italia e sull’Europa”);
- quali sono le “regole del gioco” (come si partecipa, come si interviene, come funziona il gruppo di lavoro, qual è lo spazio ed
i materiali utilizzabili, quali sono i tempi previsti).
Tali regole possono essere scritte in maniera semplice su un cartellone (in italiano e in altre lingue) possibilmente associate ad
un riferimento grafico (disegno e/o simbolo).
3. ATTIVITÀ/ LABORATORIO
Lavoro con le carte geografiche
a) Dividere i partecipanti in due o più squadre, suddivise per colore
b) gioco a squadre: si consegnano i pezzi di una cartina (Africa/Europa) con scotch e un cartoncino. Le squadre devono
ricomporre le cartine nel minor tempo possibile (per figure vedere schede illustrative di riferimento in appendice).
c) Finito il tempo il componente di ciascuna squadra può dire il nome di una citta o di un paese europeo che conosce
alzandosi e indicando il collocamento dello stesso sulla cartina; inizia la squadra che ha ricomposto la cartina nel minor
tempo e a seguire le altre sempre in base all’ordine di arrivo.
d) il conduttore prenderà nota di quale squadra è riuscita ad elencare il maggior numero di citta o nazioni conosciute che sarà
poi premiata come vincitrice.
e) Si approfondisce il collocamento geografico della struttura (nazione, regione, provincia e comune)
f) A conclusione di questo momento, minori e operatori disposti in cerchio, si scambiano domande e risposte sull’Italia e
sull’Europa lanciandosi una palla; chi ha la palla farà una domanda ad alta voce e lancerà la palla verso colui al quale chiede
una risposta chiamandolo per nome( ad esempio il giocatore A fa una domanda al giocatore B e gli lancia la palla. Il
giocatore B riceve la palla, risponde e lancia a sua volta la palla verso un altro giocatore facendo un’altra domanda) e così
via finchè tutti i giocatori non hanno fatto almento una domanda.
4. CONDIVISIONE DEI RISULTATI
Rispondere alla domande dei ragazzi emerse durante le attività e chiarire eventuali dubbi circa la possibile permanenza in Italia
o la possibilità di spostarsi in altri paesi europei.
ATTENZIONE! In tale fase risulta fondamentale il supporto di un consulente legale
5. CERCHIO DI CHIUSURA
Saluti, comunicazione prossimo appuntamento e applauso finale (riconsegna badge)
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ATTIVITà ArAncIone
Target: Minori “in transito” di nazionalità specifiche quali ad esempio eritrei, somali, egiziani
Obiettivo: Far emergere il progetto migratorio di tale gruppo di minori e la presenza di parenti in altri paesi europei
Facilitatore: Operatore e Mediatore Culturale con il supporto del Consulente Legale
Durata: 45 min
Materiali: albero genealogico, buzz o bandierina, cartelloni, cartoncini, post-it
1. CERCHIO DI RISCALDAMENTO
Ogni minore prende il suo badge. Ci si dispone in cerchio (di cui fanno parte anche gli operatori coinvolti) e si saluta in due o
più lingue e tutti i partecipanti ripetono.
In alternativa: il conduttore fa movimenti di allungamento e scioglimento muscolare e nomina le parti del corpo e le direzioni
dove si muove (avanti dietro, destra, sinistra), tutti ripetono gesti e parole
2. PRESENTAZIONE - SPIEGAZIONE ATTIVITÀ
Si condivide con i minori:
- chi sono gli operatori coinvolti e quale sarà il loro ruolo nell’attività;
- qual è lo scopo dell’ attività e in cosa consiste (ad esempio: “oggi parliamo della nostra famiglia e delle persone che ne fanno
parte”);
- quali sono le “regole del gioco” (come si partecipa, come si interviene, come funziona il gruppo di lavoro, qual è lo spazio ed
i materiali utilizzabili, quali sono i tempi previsti).
Tali regole possono essere scritte in maniera semplice su un cartellone (in italiano e in altre lingue) possibilmente associate ad
un riferimento grafico (disegno e/o simbolo).
3. ATTIVITÀ/ LABORATORIO
Lavoro su parentele:
a) Si attacca il disegno di un albero genealogico con dei nomi fittizi.
b) I partecipanti vengono suddivisi in squadre ed ogni squadra dovrà nominare un portavoce. Il conduttore fa domande sui
legami di parentela presenti nel disegno dell’albero(ad esempio, cos’è ismael per abram? Risposta: cugino).
c) Il primo portavoce che suona un buzz o che prende una bandierina può rispondere. Se risponde correttamente si ripete
tutti insieme la parola indovinata in italiano e si consegna alla squadra un cartoncino con scritta la parola.
d) Una volta terminate tutte le parole vince la squadra che ha ottenuto il maggior numero di cartoncini.
e) Tutti i partecipanti posso creare il loro albero genealogico presentando poi al gruppo i nomi dei propri familiari
specificando il grado di parentela in italiano con l’aiuto degli operatori (per figure vedere schede illustrative di riferimento in
appendice).
f) Si dedica uno spazio alla fine dell’attività per eventuali domande dei minori e si chiede loro se tutti i parenti che hanno
inserito nell’albero si trovano nel loro paese di origine o se alcuni di loro sono in altri paesi
4. CONDIVISIONE DEI RISULTATI
Rispondere in maniera chiara e comprensibile qualora emergano domande e dare seguiti ad eventuali messaggi o richieste
emerse dai minori.
IMPORTANTE! In tale fase risulta fondamentale il supporto di un consulente legale qualora emerga la richiesta da parte dei
minori di ricongiungersi a loro familiari.
5. CERCHIO DI CHIUSURA
Saluti, comunicazione prossimo appuntamento e applauso finale (riconsegna badge)
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ATTIVITà AzzurrA
Target:Tutti i minori presenti nella struttura.
Obiettivo: condividere parole chiave su saluti (in lingua italiana) e stati d’animo
Facilitatore: Operatore e Mediatore Culturale con il supporto dello Psicologo
Durata: 45 min
Materiali: cartellone con disegno facce, tesserine parole, post it, pennarelli
1. CERCHIO DI RISCALDAMENTO
Ognuno prende il suo badge. Si dispone un cerchio (di cui fanno parte anche gli operatori coinvolti) e si saluta in due o più
lingue e tutti i partecipanti ripetono.
In alternativa: il conduttore fa movimenti di allungamento e scioglimento muscolare e nomina le parti del corpo e le direzioni
dove si muove (avanti dietro, destra, sinistra), tutti ripetono gesti e parole
2. PRESENTAZIONE - SPIEGAZIONE ATTIVITÀ
Si condivide con i ragazzi:
- chi sono gli operatori coinvolti e quale sarà il loro ruolo nell’attività;
- qual è lo scopo dell’ attività e in cosa consiste (ad esempio: “oggi impariamo insieme alcune parole in italiano che possono
essere molto utili”);
- quali sono le “regole del gioco” (come si partecipa, come si interviene, come funziona il gruppo di lavoro, qual è lo spazio
ed i materiali utilizzabili, quali sono i tempi previsti).
Tali regole possono essere scritte in maniera semplice su un cartellone (in italiano e in altre lingue) possibilmente associate ad
un riferimento grafico (disegno e/o simbolo).
3. ATTIVITÀ/ LABORATORIO
Lavoro su stati d’animo e parole chiave
a) I partecipanti vengono suddivisi in piccoli gruppi e il conduttore assegna a ciascun gruppo un cartoncino sul quale è indicata
un’espressione (ad esempio Buongiorno, buonasera, Come stai? Bene grazie, male, felice, triste, stanco, spaventato, contento).
Una volta assegnate le espressioni, il conduttore indica un gruppo alla volta chiedendo loro di ripetere tutti insieme
l’espressione assegnata. A quel punto il conduttore, come un maestro d’orchestra, indicherà i gruppi mettendo in relazione
domande e risposte (ad esempio il gruppo con l’espressione “come stai?” con quello del “bene, grazie! E tu?”).Tale attività
può essere ripetuta più volte utilizzando frasi/domande più complesse che possono essere stabilite con i ragazzi stessi in
base a ciò che secondo loro è importante imparare in italiano. È importante che tutto il gruppo risponda all’unisono.
Bravi avete imparato le parole!
b) Si attacca un cartellone che rappresenta facce con espressioni diverse. Ogni gruppo attacca la sua parola sulla faccia che gli
sembra corrispondere.
c) Chi vuole, liberamente, può condividere con il gruppo come si sente in quel momento usando le parole imparate in
italiano (si può richiedere ogni volta che si apre un’attività).
4. CONDIVISIONE DEI RISULTATI
Rispondere in maniera chiara e comprensibile alle domande dei minori e confrontarsi con loro circa lo stato d’animo
manifestato.
IMPORTANTE! qualora emergano negli stati d’animo elementi o indicatori di particolari vulnerabilità è fondamentale la
presenza e il supporto dello psicologo.
5. CERCHIO DI CHIUSURA
Saluti, comunicazione prossimo appuntamento e applauso finale (riconsegna badge)
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ATTIVITà grIgIA
Target:Tutti i minori presenti nella struttura
Obiettivo conoscenza e condivisione di usanze e costumi dei paesi di provenienza dei minori
Facilitatore: Operatore e Mediatore Culturale
Durata: 45 min
Materiali: cartellone punteggi, pennarelli, matite
1. CERCHIO DI RISCALDAMENTO
Ogni minore prende il suo badge. Ci si dispone in cerchio (di cui fanno parte anche gli operatori coinvolti) e si saluta in due o
più lingue e tutti i partecipanti ripetono.
In alternativa: il conduttore fa movimenti di allungamento e scioglimento muscolare e nomina le parti del corpo e le direzioni
dove si muove (avanti dietro, destra, sinistra), tutti ripetono gesti e parole
2. PRESENTAZIONE - SPIEGAZIONE ATTIVITÀ
Si condivide con i minori:
- chi sono gli operatori coinvolti e quale sarà il loro ruolo nell’attività;
- qual è lo scopo dell’ attività e in cosa consiste (ad esempio: “oggi potrete presentare agli altri il vostro paese e la vostra cultura e
capire qualcosa su paesi e culture diverse dalla vostra”);
- quali sono le “regole del gioco” (come si partecipa, come si interviene, come funziona il gruppo di lavoro, qual è lo spazio ed
i materiali utilizzabili, quali sono i tempi previsti).
Tali regole possono essere scritte in maniera semplice su un cartellone (in italiano e in altre lingue) possibilmente associate ad
un riferimento grafico (disegno e/o simbolo).
3. ATTIVITÀ/ LABORATORIO
Lavoro su usi e costumi dei paesi di provenienza:
a) si divide il gruppo in squadre che dovranno fare vari giochi, ogni gioco da un punteggio.
b) I giochi sono spiegati all’inizio (poi gli operatori aiutano le squadre di volta in volta). Le squadre hanno 5 minuti per ogni
prova:
- scegliere e alla fine cantare una canzone preferita;
- disegnare 3 tipi di case/abitazioni diverse;
- fare un ballo tipico del proprio paese;
- descrivere gli ingredienti di 1 piatto tipico
- disegnare 4 bandiere;
- salutare in 4 lingue diverse.
c) finito il tempo le squadre devono presentare i propri risultati. La giuria darà punteggio per ogni prova. IMPORTANTE!
Mettere a confronto le diverse culture (anche quella italiana) in base ad alcuni aspetti emersi durante l’attività (ad esempio
rispetto al cibo, a modi di dire o saluti, ai tipi di case, al modo di giocare).
4. CONDIVISIONE DEI RISULTATI
Rispondere in maniera chiara e comprensibile qualora emergano domande e condividere con loro la ricchezza di ogni cultura
senza preferenze.
5. CERCHIO DI CHIUSURA
Saluti, comunicazione prossimo appuntamento e applauso finale (riconsegna badge)
33
ATTIVITà Verde
Target: Minori presenti da tempo nella struttura
Obiettivo: indagare percezioni su condizioni di accoglienza e rendere partecipi i ragazzi nella gestione di aspetti di
vita quotidiana nella struttura
Facilitatore: Operatore e Mediatore Culturale con il supporto dello Psicologo
Durata: 45 min.
Materiali: fogli penne, cartellone pennarelli
1. CERCHIO DI RISCALDAMENTO
Ogni minore prende il suo badge. Ci si dispone in cerchio (di cui fanno parte anche gli operatori coinvolti) e si saluta in due o
più lingue e tutti i partecipanti ripetono
2. PRESENTAZIONE - SPIEGAZIONE ATTIVITÀ
Si condivide con i minori:
- chi sono gli operatori coinvolti e quale sarà il loro ruolo nell’attività;
- qual è lo scopo dell’ attività e in cosa consiste (ad esempio: “Oggi cerchiamo di capire cosa si prova ad arrivare e a vivere nella
struttura di prima accoglienza e cosa si potrebbe fare per migliorarla, anche per i ragazzi che verranno dopo di voi.”);
- quali sono le “regole del gioco” (come si partecipa, come si interviene, come funziona il gruppo di lavoro, qual è lo spazio ed
i materiali utilizzabili, quali sono i tempi previsti).
Tali regole possono essere scritte in maniera semplice su un cartellone (in italiano e in altre lingue) possibilmente associate ad
un riferimento grafico (disegno e/o simbolo).
3. ATTIVITÀ/ LABORATORIO
Lavoro su stati d’animo e proposte su come migliorare la vita nella struttura
a) Divisione dei partecipanti in coppie o in piccoli gruppi (ad esempio si potrebbe dividere i minori per nazionalità e
coinvolgere loro Leader spontanei per gestire il lavoro del gruppetto): ogni gruppetto scrive nella propria lingua una lettera
o realizza un disegno (in caso di minori non scolarizzati) a un proprio amico nel paese di origine per raccontare la
permanenza nella struttura e cosa sarebbe bello che ci fosse/si facesse nella struttura
b) chi vuole la legge e il mediatore la traduce
c) gli argomenti principali vengono appuntati su un cartellone
Gli spunti emersi verranno sottoposti a chi si occupa della struttura per raccontare quali sono le opinioni dei minori
4. CONDIVISIONE DEI RISULTATI
Le proposte/commenti dei minori devono avere una pronta risposta da parte degli operatori della struttura.
IMPORTANTE! Dare visibilità ai cambiamenti (anche minimi) messi in atto nella struttura su suggerimento dei minori e
coinvolgerli attivamente negli stessi. Nel caso in cui altri suggerimenti proposti non possano avere seguiti è fondamentale
spiegare il perché ai minori.
ATTENZIONE! Qualora emergano nei racconti elementi o indicatori di particolari vulnerabilità è fondamentale la presenza e
il supporto dello psicologo.
5. CERCHIO DI CHIUSURA
Saluti, comunicazione prossimo appuntamento e applauso finale (riconsegna badge)
34
ATTIVITà rossA
Target: Minori presenti da tempo nella struttura
Obiettivo: condividere parole chiave e “attori” presenti nel percorso di integrazione in Italia/Europa,
Facilitatore: Operatore e Mediatore Culturale con il supporto del Consulente legale
Durata: 45 min
Materiali: testimoni staffetta (cartoncini con scritte parole chiave), scotch di carta per disegnare percorso
1. CERCHIO DI RISCALDAMENTO
Ogni minore prende il suo badge. Ci si dispone in cerchio (di cui fanno parte anche gli operatori coinvolti) e si saluta in due o
più lingue e tutti i partecipanti ripetono.
In alternativa: il conduttore fa movimenti di allungamento e scioglimento muscolare e nomina le parti del corpo e le direzioni
dove si muove (avanti dietro, destra, sinistra), tutti ripetono gesti e parole
2. PRESENTAZIONE - SPIEGAZIONE ATTIVITÀ
Si condivide con i minori:
- chi sono gli operatori coinvolti e quale sarà il loro ruolo nell’attività;
- qual è lo scopo dell’ attività e in cosa consiste (ad esempio: “oggi capiamo insieme il percorso che dovrete fare per vivere in Italia
e in Europa”);
- quali sono le “regole del gioco” (come si partecipa, come si interviene, come funziona il gruppo di lavoro, qual è lo spazio ed
i materiali utilizzabili, quali sono i tempi previsti).
Tali regole possono essere scritte in maniera semplice su un cartellone (in italiano e in altre lingue) possibilmente associate ad
un riferimento grafico (disegno e/o simbolo).
3. ATTIVITÀ/ LABORATORIO
Lavoro su percorso di integrazione in Italia:
a) Si prepara il percorso: dovrà comprendere alcuni ostacoli e alcune andature (ad esempio: prima parte del percorso su un
piede solo, poi slalom, poi salti a piedi uniti, poi camminata a 4 zampe)
b) Si spiegano i vari elementi (“testimoni della staffetta”) presenti nel gioco che rappresentano più o meno in ordine
cronologico le diverse fasi che i ragazzi dovranno affrontare nel loro percorso di integrazione (ad esempio: 1 collocamento
in comunità; 2 tutore; 3 inizio pratica per permesso di soggiorno; 4 scuola; 5 permesso di soggiorno; 6 lavoro).Vedere schede
illustrative di riferimento in appendice.
c) Si dividono i minori in 3 squadre con uguale numero di giocatori (o si fa correre qualcuno due volte), se possibile
contrassegnate da un colore e ogni squadra si dispone in fila indiana dietro la linea di partenza.
d) Si spiega il percorso.
e) Le squadre partono insieme al via. Inizia il primo giocatore della fila, fa tutto il percorso prende il testimone che gli darà
l’operatore alla fine del percorso e torna indietro. Passa il testimone al secondo giocatore. Questo fa il percorso e arriva alla
fine dove prende un secondo testimone (si accumulano).
f) La squadra i cui giocatori riescono ad ottenere tutti i testimoni per prima, facendo regolarmente il percorso vince
g) Si spiega il senso del gioco ed il significato di ogni singolo “testimone”: il percorso che dovrete fare per stare in Italia (ma anche
in Europa) è fatto di varie tappe, ci sono a volte degli ostacoli (per la burocrazia o simili) e dovrete avere pazienza .
4. CONDIVISIONE DEI RISULTATI
Rispondere in maniera chiara e comprensibile alle domande dei minori correggendo eventuali visioni distorte circa il percorso
di integrazione in Italia e i diversi “attori” che interverranno in tale percorso.
IMPORTANTE! In tale fase risulta fondamentale il supporto di un consulente legale.
5. CERCHIO DI CHIUSURA
Saluti, comunicazione prossimo appuntamento e applauso finale (riconsegna badge).
35
ATTIVITà blu
Target: minori presenti da molto tempo nella struttura
Obiettivo: raccogliere opinioni, percezioni ed esperienze sul tema di accoglienza e aspettative sul futuro
Facilitatore: Operatore e Mediatore Culturale con il supporto del Consulente legale
Durata: 45 min
Materiali: Cartelloni, cartoncini o post-it, pennarelli, palla
1. CERCHIO DI RISCALDAMENTO
Ogni minore prende il suo badge. Ci si dispone in cerchio (di cui fanno parte anche gli operatori coinvolti) e si saluta in due o
più lingue e tutti i partecipanti ripetono
2. PRESENTAZIONE - SPIEGAZIONE ATTIVITÀ
Si condivide con i minori:
- chi sono gli operatori coinvolti e quale sarà il loro ruolo nell’attività;
- qual è lo scopo dell’ attività e in cosa consiste (ad esempio: “oggi vorremmo capire insieme cosa significa per voi la parola
accoglienza e cosa vorreste per il vostro futuro”);
- quali sono le “regole del gioco” (come si partecipa, come si interviene, come funziona il gruppo di lavoro, qual è lo spazio ed
i materiali utilizzabili, quali sono i tempi previsti).
Tali regole possono essere scritte in maniera semplice su un cartellone (in italiano e in altre lingue) possibilmente associate ad
un riferimento grafico (disegno e/o simbolo).
3. ATTIVITÀ
Lavoro su prima e seconda accoglienza:
a) Si attacca un cartellone con la scritta “accoglienza” (tradotta ai ragazzi in due o più lingue veicolari)
b) Si consegnano ai partecipanti (che possono essere suddivisi in piccoli gruppi di nazionalità) dei cartoncini e si chiede loro di
scrivere (o disegnare) una o più parole nella loro lingua per dire “accoglienza”
c) Uno alla volta i minori (eventualmente il portavoce del gruppetto) spiegano agli altri cosa hanno scritto e attaccano il
cartoncino sul cartellone. Se necessario si fanno domande per chiarire concetto.
d) A questo punto si chiede ai partecipanti (individualmente o a gruppi) di elencare 8 elementi che, a loro parere servono ad
una “buona accoglienza” e ordinarli per importanza.
e) Attaccare due cartelloni che rappresentano rispettivamente “prima accoglienza” e “seconda accoglienza” che possono
essere differenziate come “cosa ho oggi” e “cosa vorrei domani” (o in futuro) e chiedere ai minori di attaccare gli 8
elementi distribuendoli tra i 2 cartelloni e spiegando il motivo.
f) A questo punto l’operatore attaccherà su 2 cartelloni dei cartoncini raffiguranti servizi di accoglienza garantiti
rispettivamente dalla prima e dalla seconda accoglienza illustrandoli in maniera semplice e chiara, in più lingue veicolari
partendo da ciò che i ragazzi hanno condiviso.
Ad esempio nella prima accoglienza: un tetto, affetto, cibo, amici, persone che si occupano di te, assistenza legale. Nella
seconda, oltre ai punti precedenti: iscrizione alla scuola pubblica e possibilità di conseguire un titolo di studio, iscrizione al
S.S.N. e dunque possibilità di essere curato se ti ammali, la possibilità di avere i documenti (come la carta d’identità e il
codice fiscale), la possibilità di accedere a borse lavoro o tirocini formativi al pari dei minori italiani, la nomina di un tutore
che si occuperà di te, un percorso di integrazione che ti aiuterà ad inserirti nella società, un avvocato che ti darà tutte le
informazioni necessarie per capire la tua situazione, un mediatore culturale che ti aiuterà ad esprimerti nella tua lingua, la
possibilità di convertire il permesso di soggiorno al raggiungimento dei 18 anni (vedere schede illustrative di riferimento in
appendice).
g) E’ fondamentale sottolineare la differenza tra i due livelli di accoglienza e la precarietà e temporaneità della prima anche se
alcuni degli elementi presentati sono comuni a entrambi.
h) Disposti in cerchio, si lascia del tempo ai partecipanti per porre alcune domande lanciandosi una palla (chi riceve la palla
può fare una domanda; una volta ottenuta la risposta lancerà la palla ad un altro che potrà a sua volta fare una domanda o
dire qualcosa).
4. CONDIVISIONE DEI RISULTATI
Rispondere in maniera chiara e trasparente alle domande dei ragazzi e supportare i minori nella distinzione tra la prima
accoglienza (temporanea e non definitiva) e la seconda accoglienza (più stabile e tutelante circa la loro integrazione ed il loro
futuro).
IMPORTANTE! Risulta fondamentale il supporto di un consulente legale per approfondire le tematiche affrontate.
5. CERCHIO DI CHIUSURA
Saluti, comunicazione prossimo appuntamento e applauso finale (riconsegna badge).
36
ATTIVITà mArrone
Target: Minori presenti da molto tempo nella struttura
Obiettivo: approfondire nozioni, percezioni e aspettative su vita in Italia/comunità
per minori – approfondire contenuti informativa legale
Facilitatore: Operatore e Mediatore Culturale con il supporto del Consulente legale
Durata: 45 min
Materiali: cartellone con disegno comunità, tesserine parole, post it, pennarelli
1. CERCHIO DI RISCALDAMENTO
Ogni minore prende il suo badge. Ci si dispone in cerchio (di cui fanno parte anche gli operatori coinvolti) e si saluta in due o
più lingue e tutti i partecipanti ripetono.
In alternativa: il conduttore fa movimenti di allungamento e scioglimento muscolare e nomina le parti del corpo e le direzioni
dove si muove (avanti dietro, destra, sinistra), tutti ripetono gesti e parole
2. PRESENTAZIONE - SPIEGAZIONE ATTIVITÀ
Si condivide con i minori:
- chi sono gli operatori coinvolti e quale sarà il loro ruolo nell’attività;
- qual è lo scopo dell’ attività e in cosa consiste (ad esempio: “oggi capiamo insieme cos’è una comunità per minori e cosa
troverete una volta arrivati”);
- quali sono le “regole del gioco” (come si partecipa, come si interviene, come funziona il gruppo di lavoro, qual è lo spazio ed
i materiali utilizzabili, quali sono i tempi previsti).
Tali regole possono essere scritte in maniera semplice su un cartellone (in italiano e in altre lingue) possibilmente associate ad
un riferimento grafico (disegno e/o simbolo).
3. ATTIVITÀ/ LABORATORIO
Lavoro su comunità per minori:
a) Si attacca il cartellone che rappresenta una comunità per minori vuota; ad esempio a forma di casa
b) Si consegnano ai partecipanti dei cartoncini (ad esempio a forma di mattoncini) e si chiede loro cos’è una comunità e/o
cosa si immaginano di trovare in una comunità – persone, cose, attività, spazi.
c) Uno alla volta i minori spiegano agli altri che cosa hanno scritto e attaccano il post it sul cartellone. Se necessario si fanno
domande per chiarire concetto.
d) Si condivide con i minori cos’è una comunità, cosa e chi troveranno partendo da ciò che i partecipanti hanno scritto o
pensano e utilizzando alcune parole chiave in italiano (ad esempio: comunità, operatore, assistente sociale, tutore, scuola)
e) Si lascia del tempo ai partecipanti per porre alcune domande
4. CONDIVISIONE DEI RISULTATI
Rispondere in maniera chiara e trasparente alle domande dei minori, in particolare riguardo i tempi dei trasferimenti in
comunità ed il motivo per cui alcuni vengono trasferiti prima e altri dopo. Chiarire visione distorte circa la vita nella comunità e
il ruolo degli operatori e/o degli altri “attori” che interverranno nel loro percorso.
IMPORTANTE! In tale fase risulta fondamentale il supporto di un consulente legale
5. CERCHIO DI CHIUSURA
Saluti, comunicazione prossimo appuntamento e applauso finale (riconsegna badge)
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ATTIVITà VIolA
Target: minori presenti da molto tempo nella struttura
Obiettivo: conoscere e approfondire rischi e fattori di protezione in quanto minori
Facilitatore: Operatore e Mediatore Culturale con il supporto del Consulente legale
Durata: 45 min
Materiali: cartelloni, carte dei rischi e della protezione, cartoncini, pennarelli, palla
1. CERCHIO DI RISCALDAMENTO
Ogni minore prende il suo badge. Ci si dispone in cerchio (di cui fanno parte anche gli operatori coinvolti) e si saluta in due o
più lingue e tutti i partecipanti ripetono.
In alternativa: il conduttore fa movimenti di allungamento e scioglimento muscolare e nomina le parti del corpo e le direzioni
dove si muove (avanti dietro, destra, sinistra), tutti ripetono gesti e parole.
2. PRESENTAZIONE - SPIEGAZIONE ATTIVITÀ
Si condivide con i minori:
- chi sono gli operatori coinvolti e quale sarà il loro ruolo nell’attività;
- qual è lo scopo dell’ attività e in cosa consiste (ad esempio: “oggi cerchiamo di capire insieme quali sono i rischi che potete
correre e come potete essere protetti da questi rischi visto che siete minori”);
- quali sono le “regole del gioco” (come si partecipa, come si interviene, come funziona il gruppo di lavoro, qual è lo spazio ed
i materiali utilizzabili, quali sono i tempi previsti).
Tali regole possono essere scritte in maniera semplice su un cartellone (in italiano e in altre lingue) possibilmente associate ad
un riferimento grafico (disegno e/o simbolo).
3. ATTIVITÀ/ LABORATORIO
Lavoro su rischi e protezione:
a) Si attaccano due cartelloni sui quali si scrive rispettivamente “Rischi” e “Protezione” in due o più lingue veicolari
spiegandone il significato ai partecipanti;
b) Si dividono i partecipanti in due o più squadre (ad esempio suddivise per lingue veicolari) e si consegna loro alcune “Carte
della Protezione” spiegandone il significato (ad esempio: partecipare, essere ascoltato, lavoro, scuola, assistenza medica,
tutore, amici, casa, avvocato, documenti, comunità, asilo, contattare la famiglia). Si spiega loro che gli operatori attaccheranno
sul cartellone rischi alcune “Carte di Rischio” (ad esempio: lontananza dalla famiglia, guerra, maltrattamento, sfruttamento,
lingua straniera, non essere informati o ascoltati, razzismo, non poter andare a scuola o non essere curato) spiegandone il
significato e ogni squadra dovrà rispondere a tali rischi con la carta protezione che ritiene appropriata attaccandola al
cartellone “protezione” e spiegandone il motivo (vedere schede illustrative di riferimento in appendice).
c) Si consegnano alle squadre anche 4 “Carte Protezione” in bianco che ogni squadra potrà creare nel modo in cui crede più
appropriato per rispondere alle carte rischio spiegandone il motivo (a questo fine il numero delle carte rischio dovrà
essere maggiore delle carte protezione già illustrate in modo tale da stimolare i ragazzi a creare le loro carte protezione
personalizzate).
d) Vince la squadra che riesce ad associare un maggior numero di carte protezione alle carte rischio.
e) E’ opportuno creare tutte le carte con dei disegni o illustrazioni in modo che siano comprensibili per tutti e spiegarne il
significato in due o più lingue veicolari.
f) Si condivide con i minori in che modo la comunità (o centro Sprar) per minori realizza tali fattori di protezione
(ad esempio: la presenza di un tutore, di un avvocato e di un mediatore culturale che ti assisteranno e aiuteranno per
capire meglio la tua situazione e cosa è meglio per te ascoltando la tua opinione; la possibilità di contattare la tua famiglia; la
possibilità di vivere con un piccolo gruppo di ragazzi come te; la possibilità di essere curato in caso di malattia e di avere i
documenti; la possibilità di essere iscritti a scuola, imparare la lingua e ottenere un titolo di studio; la possibilità di accedere
a borse di lavoro in regola con la legge e dunque senza il rischio di essere sfruttato; la possibilità di avere degli amici dentro
e fuori la comunità; la possibilità di avere un tempo per te per giocare e divertirsi).
g) Se necessario si fanno domande per chiarire concetto.
h) Disposti in cerchio, si lascia del tempo ai partecipanti per porre alcune domande lanciandosi una palla (chi riceve la palla
può fare una domanda; una volta ottenuta la risposta lancerà la palla ad un altro che potrà a sua volta fare una domanda o
dire qualcosa).
4. CONDIVISIONE DEI RISULTATI
Rispondere in maniera chiara e trasparente alle domande dei minori, in particolare riguardo ai loro diritti in comunità o centro
Sprar e chiarire nuovamente, se necessario la tempistica dei trasferimenti contestualizzandola alla situazione attuale legata ad
un altissimo numero di arrivi.
IMPORTANTE! In tale fase risulta fondamentale il supporto di un consulente legale
5. CERCHIO DI CHIUSURA
Saluti, comunicazione prossimo appuntamento e applauso finale (riconsegna badge).
38
CaPItolo 3
Un momento delle attività di partecipazione con un gruppo di 28 minori stranieri non accompagnati di differenti nazionalità
all'interno di una struttura di prima accoglienza in provincia di Siracusa (Sicilia), novembre 2014.
Un momento delle attività di partecipazione con un gruppo di almeno 35 minori stranieri non accompagnati di differenti
nazionalità all'interno del CPSA di Lampedusa, luglio 2011.
39
CaPItolo 3
18
Regolamento “Dublino III”
Per scaricare gratuitamente il kit o farne richiesta consultare il sito www.garanteinfanzia.org
20
Approccio etico, trasparenza, onestà e responsabilità, partecipazione rilevante e volontaria, ambiente motivante e a
misura di bambino e bambina, pari opportunità, personale è efficiente e preparato, la partecipazione promuove la
sicurezza e la protezione dei bambini, follow up e valutazione (consultare scheda in appendice del manuale).
19
40
Capitolo 4
PERCORSI
DI PARTECIPAZIONE
IN COMUNITÀ
Capitolo 4
PERCORSI
DI PARTECIPAZIONE
IN COMUNITÀ
COME REALIZZARE
UN PERCORSO PARTECIPATIVO
SCHEDE PERCORSI
41
CaPItolo 4
Save the Children Italia lavora per promuovere il diritto di bambini e adolescenti ad essere
ascoltati e partecipare, favorendo e sostenendo opportunità attraverso le quali sia data loro la
possibilità di esprimere le proprie opinioni, di essere informati, di prendere parte alle decisioni
che li riguardano e di essere seriamente ascoltati e presi in considerazione per quello che
dicono. A tal fine, nell’ambito del progetto Praesidium IX, sono state coinvolte 21 comunità e
Sprar per minori21, nell’elaborazione e implementazione di percorsi partecipativi orientati alla
creazione di spazi in cui i minori hanno la possibilità di far sentire la loro voce, decidere a chi
farla sentire e diventare promotori attivi di cambiamento delle loro condizioni di vita.
Le attività sono state articolate in 4 fasi principali:
1. una giornata di formazione per ogni Regione (Calabria, Puglia e Sicilia) che ha
coinvolto gli operatori delle comunità aderenti alle attività e durante la quale sono
state elaborate le prime bozze progettuali di percorsi partecipativi personalizzati
attraverso il supporto di strumenti creati ad hoc;
2. l’elaborazione e la finalizzazione dei percorsi partecipativi presso le comunità che
ha visto protagonisti gli operatori che hanno preso parte alla formazione, nella
presentazione e condivisione con gli altri operatori della propria struttura della
metodologia partecipativa ed i relativi strumenti. Durante tale fase si sono svolte
skype call tra i ragazzi delle comunità, gli operatori, il Child Participation Expert ed
il Coordinatore del progetto Praesidium di Save the Children, finalizzate alla
presentazione dei percorsi, degli obiettivi e dei risultati ai minori stessi22.
3. l’implementazione e l’approfondimento della metodologia partecipativa nelle
comunità, con il supporto e il monitoraggio del referente di Save the Children alla
partecipazione;
4. un incontro di confronto e condivisione di buone pratiche partecipative durante il
quale gli operatori delle comunità coinvolte nelle attività hanno avuto occasione di
presentare l’andamento del proprio lavoro, condividere risultati ottenuti, criticità e
punti di forza riscontrati ma, in particolare riportare il punto di vista dei ragazzi
emerso durante lo svolgimento del percorso.
In generale, suddette attività hanno realizzato un incremento del livello di partecipazione
attiva dei minori stranieri non accompagnati nel loro contesto di vita, un miglioramento del
diritto ad essere ascoltati dagli interlocutori di riferimento nonché un valido scambio di
esperienze e creazione di rete fra le comunità coinvolte nel progetto ed interlocutori
istituzionali finalizzate a fornire risposte alle necessità/bisogni emersi dai ragazzi.
Alla luce di quanto presentato, i paragrafi seguenti riportano sia materiali e strumenti
realizzati al fine di supportare il lavoro degli operatori delle comunità per minori coinvolte
nelle attività, sia i percorsi partecipativi elaborati e sperimentati dalle stesse, che possono
costituire importanti strumenti e spunti operativi per chi lavora in questo ambito.
CoME REalIZZaRE
UN PERCoRSo PaRtECIPatIVo
L’elaborazione e la realizzazione di un percorso di partecipazione richiede un lavoro
strutturato da parte di tutti coloro i quali sono coinvolti nelle attività, a partire dagli stessi
minori che vi prenderanno parte. Coinvolgere e consultare i ragazzi e le ragazze per Save the
Children significa avviare un percorso, nel rispetto degli standard minimi condivisi a livello
internazionale23, che preveda il coinvolgimento in modo non discriminatorio dei destinatari
delle azioni o riflessioni, e cioè in questo caso i ragazzi stessi, la previsione di criteri adeguati
42
CaPItolo 4
per la sua realizzazione (processo), una concreta possibilità di incidere su chi ha la
responsabilità di far rispettare i diritti dei consultati (duty bearers), una valutazione finale del
grado di effettiva ricezione delle istanze avanzate da parte dei duty bearers, della loro
effettiva attuazione e dell’impatto in termini di miglioramento delle condizioni di vita dei
ragazzi stessi24.
La finalità è quella di facilitare e rendere affettivo il diritto alla partecipazione dei minori ai
temi che li riguardano direttamente, così come stabilito dalla CRC, in particolare agli articoli
12, 13 e 14.
In merito a quanto sopra riportato si sottolinea che, qualunque sia il livello, le motivazioni o
le circostanze per cui i minori vengono coinvolti e/o consultati, è importante mantenere alta
la qualità della loro partecipazione che va sempre intesa come un processo di empowerment
e non come una concessione da parte degli adulti.
Nel programmare e realizzare un percorso partecipativo, gli adulti (operatori, educatori,
governi, agenzie internazionali, ONG) dovrebbero essere sempre guidati da una
considerazione primaria del superiore interesse del minore e della sua sicurezza e benessere.
Dovrebbero in ogni momento considerare i minori come persone degne di rispetto e
riconoscerli come titolari di diritti.
Dovrebbero stabilire una procedura chiara e trasparente per selezionare i partecipanti al
processo partecipativo nella maniera più inclusiva possibile.
Dovrebbero fornire ai partecipanti tutte le informazioni necessarie riguardanti il processo a
cui si chiede di prendere parte.
Dovrebbero programmare il processo o l’evento insieme ai bambini e alle bambine, ai
ragazzi e alle ragazze coinvolti e prevedere fin dall’inizio il follow up in modo che i risultati
derivanti dal percorso o dalla consultazione abbiano un seguito e siano messi in pratica ma
soprattutto siano comunicati ai partecipanti.
Se i processi partecipativi sono in particolare quelli consultivi - cioè quelli che mettono in
relazione i minori con i duty bearer di riferimento per influenzarne le decisioni – è
comunque opportuno utilizzare sempre, nel lavoro con i bambini e gli adolescenti,
metodologie partecipative basate su attività volte al loro coinvolgimento attivo e all’esercizio
del diritto alla libertà di espressione e di informazione.
Save the Children Italia ha supportato gli operatori delle comunità nella realizzazione di
percorsi di partecipazione con minori stranieri non accompagnati.
nella pagina seguente viene riportato uno strumento operativo realizzato ad hoc con
domande stimolo e finalizzato a guidare gli operatori nell’elaborazione di un percorso
partecipativo secondo il quadro teorico finora tracciato.
Tale guida, sperimentata anche in remoto ovvero presso comunità per minori che non
hanno preso parte ad un incontro formativo sull’utilizzo della stessa, permette di progettare
percorsi partecipativi sostenibili, mirati al target di minori cui si rivolgono e rispondenti agli
standard per una partecipazione etica e significativa.
Gli operatori hanno così a disposizione uno strumento che li supporterà nello stabilire il
numero ed il contenuto degli incontri da realizzare con i minori, il grado di coinvolgimento e
partecipazione di questi ultimi, le risorse necessarie al raggiungimento degli obiettivi posti,
gli strumenti per realizzarli e preziose indicazioni per garantire un alto livello di risultati attesi
valutando in anticipo criticità e punti di forza riscontrabili durante lo svolgimento delle
attività.
Infine le domande precedute dalla parola ATTENZIONE! consentiranno, a quanti sono
intenzionati ad elaborare un processo partecipativo, di non sottovalutare in nessun caso, la
partecipazione ed il contributo dei minori nella realizzazione dello stesso.
Dal momento che, in corso di realizzazione, alcuni elementi del percorso potrebbero
cambiare è opportuno verificare periodicamente il progetto e apportare modifiche qualora
fosse necessario rendendo partecipi i minori di tali cambiamenti.
43
CaPItolo 4
guIdA AllA comPIlAzIone dI un Percorso
PArTecIPATIVo
tItolo DEl PERCoRSo/attIVItà DI PaRtECIPaZIoNE
Come intendo chiamare/definire il percorso?
Riportare il titolo e una breve descrizione del percorso che si intende attuare.
FINalItà E oBIEttIVI
A che fine intendo svolgere il percorso/attività?
Quali obiettivi intendo raggiungere?
Per quale bisogno specifico dei minori metto in campo il percorso? In che modo vorrei
rispondere a tale bisogno?
Elencare gli obiettivi specifici
DURata
Quanti incontri con i ragazzi? Con quale periodicità? Quale durata?
Stabilire il numero di incontri in funzione delle reali possibilità di tempo e disponibilità di
ragazzi e operatori ma soprattutto che siano congrui al raggiungimento degli obiettivi
individuati
ATTENZIONE! I ragazzi sono stati coinvolti e/o informati nella scelta del numero, durata e
periodicità degli incontri?
RISoRSE E StRUMENtI
(umane e materiali): chi coinvolgo e cosa mi serve per mettere in campo il percorso?
ATTENZIONE! Tali risorse e strumenti sono adeguati alla finalità e al raggiungimento degli
obiettivi? Posso disporre facilmente delle risorse e strumenti individuati?
DESCRIZIoNE DEll’attIVItà DI PaRtECIPaZIoNE
Come elaboro il percorso, posso articolarlo in diverse fasi? Quali potrebbero essere le
attività? Quali gli strumenti per realizzarle?
(ad es. il percorso può essere articolato nelle seguenti fasi)
1) FASE OBIETTIVI:
Quale/i obiettivo/i
specifico intendo
raggiungere in questa
fase del percorso?
ATTIVITÀ
Quale/i attività pratica
intendo realizzare per
raggiungere
l’obiettivo/i?
ATTENZIONE!
Tale obiettivo risponde ai
bisogni reali dei ragazzi/e?
I ragazzi sono stati
adeguatamente
informati sull’obiettivo
che si intende raggiungere
e il motivo per cui potrebbe
essere utile per loro?
ATTENZIONE!
Le attività coinvolgono
tutti i ragazzi? I ragazzi hanno
la possibilità di partecipare
attivamente a tali attività e di
essere propositivi?
Ne comprendono
adeguatamente i contenuti?
Sono stati sufficientemente
informati sul motivo del loro
coinvolgimento in tali attività?
2) FASE OBIETTIVI:
ATTIVITÀ
STRUMENTI
3) FASE OBIETTIVI:
ATTIVITÀ
STRUMENTI
44
STRUMENTI
Quali strumenti
utilizzo e/o di quali ho
bisogno per realizzare
l’attività? Attraverso
quali modalità svolgo
le attività?
ATTENZIONE!
Lo spazio, il tempo e le risorse
(umane e materiali)
implementate sono adeguate
allo svolgimento delle attività?
Gli strumenti sono “a misura di
minore” e adeguati al suo
livello di comprensione?
I ragazzi sono stati coinvolti
nella scelta degli strumenti o
delle modalità da utilizzare?
CaPItolo 4
MEtoDoloGIa UtIlIZZata
Attraverso quale metodologia intendo svolgere le attività prestabilite? Per quale motivo ho
individuato tale metodologia? Quest’ultima risponde ai bisogni dei ragazzi, degli operatori o
di entrambi?
IMPORTANTE! Utilizzare le indicazioni metodologiche illustrate in fig. 2 (La metodologia nei
percorsi partecipativi).
UtIlIZZo DEGlI StaNDaRD PER la PaRtECIPaZIoNE
Standard 1 - Approccio etico: trasparenza, onestà e responsabilità
Il percorso consente ai ragazzi e alle ragazze di costruire uno spazio partecipativo? Sono stati
da subito chiariti i limiti e l’impatto dei risultati attesi? Sono chiari per tutti (ragazzi e
operatori) ruoli e obiettivi del percorso?
Standard 2 – Partecipazione rilevante e volontaria
Durante il percorso, i tempi di lavoro ed i contenuti vengono definiti con i ragazzi secondo
modalità, livelli e tempistiche consoni al loro grado di padronanza linguistica,
alfabetizzazione, capacità e condizioni di vita?
Standard 3 – Ambiente motivante e a misura di ragazzo/a
Il percorso rafforza la percezione di sé come soggetti portatori di esperienza e conoscenza
che può essere utilizzata per la costruzione di una riflessività comune?
Standard 4 – Pari opportunità
Il percorso permette la partecipazione ed il coinvolgimento di tutti i ragazzi/e accolte nella
comunità? Hanno tutti la possibilità di intervenire attivamente nello svolgimento delle
attività?
Standard 5 – Il personale è efficiente e preparato
I ragazzi e le ragazze sono accompagnati lungo il percorso da educatori esperti e formati
sulle metodologie partecipative?
Standard 6 – La partecipazione promuove la sicurezza e la protezione dei
ragazzi/e
Viene garantito a tutti i ragazzi e le ragazze la confidenzialità, l’anonimato e il rispetto dei loro
confini? E’ Assicurato che il percorso non aumenti l’esposizione a situazioni di violenza,
maltrattamento o sfruttamento?
Standard 7 – Follow up e valutazione
Al termine del percorso è stata programmata una valutazione con i ragazzi e le ragazze
partecipanti sul lavoro svolto e sull’importanza di consolidare lo strumento con sviluppi
futuri?
RISUltatI
Elencare i risultati attesi dall’implementazione del percorso partecipativo ( ad es:
coinvolgimento e partecipazione dei ragazzi alla comunità in cui vivono; miglioramento
della qualità della loro vita; miglioramento della socialità e della convivenza interna).
Tali risultati rispondono ai bisogni dei minori?
CRItICItà
Possibili difficoltà che potrebbe emergere durante il percorso o in fase di presentazione dello
stesso. Quali potrebbero essere gli impatti negativi sui ragazzi o sul contesto?
Quali i limiti nella realizzazione (di comprensione, linguistici, di disponibilità)?
PUNtI DI FoRZa
Quale valore aggiunto potrebbe avere tale percorso nel contesto della comunità? Su quali
elementi/aspetti posso fare forza per ottenere dei risultati positivi e un buon coinvolgimento
dei ragazzi?
La metodologia nella realizzazione e gestione dei percorsi riveste un ruolo fondamentale per
il livello di partecipazione dei minori che i percorsi stessi devono garantire.
Nella tabella seguente (Fig.2) si riportano indicazioni metodologiche sostanziali che devono
fungere da base per l’elaborazione e la realizzazione di ogni processo partecipativo.
45
CaPItolo 4
Fig. 2 LA METODOLOGIA NEI PERCORSI PARTECIPATIVI
■ Lasciare ai minori la possibilità di scegliere tematiche e argomenti da
affrontare;
■ Stabilire con i ragazzi e le ragazze i principi del funzionamento del
gruppo durante le attività
(libertà di espressione - dovere di ascolto, non discriminazione, non
offensività, rispetto della cultura di appartenenza, possibilità di esprimersi
nella propria lingua);
■ Fornire per ogni tema proposto stimoli iniziali molto semplici per
sollecitare una discussione quanto più possibile originale, indirizzata su
alcuni temi ma non pilotata nei contenuti. La guida e l’apporto di
informazioni e chiarimenti da parte degli adulti ha come fine il dotare i
minori di strumenti, chiarire competenze e funzioni e circostanziare le
riflessioni ove necessario;
■ Mettere a disposizione strumenti espressivi diversificati, semplici o più
complessi, accattivanti (carte, stoffe, pc, internet, colori, videocamera),
per favorire la libertà di espressione attraverso il linguaggio e il mezzo
prescelto, mantenendo un clima positivo e di gioco;
■ Facilitare i minori nelle discussioni tramite attività laboratoriali (in
plenaria o in piccoli gruppi), ideate per sollecitare contenuti e mettere in
gioco quelli emersi, permettendo ad ognuno di trovare il proprio
“posto” (per età, caratteristiche personali, livello di conoscenza della
lingua italiana, singoli talenti);
■ Facilitare l’elaborazione e la sintesi delle proposte a partire dai materiali
prodotti durante il percorso;
■ Strutturare una forma di partecipazione effettiva, appropriata e non
lesiva di altri diritti.
SCHEDE PERCoRSI
Di seguito vengono riportate alcune schede di percorsi partecipativi realizzati da comunità
per minori e centri Sprar delle regioni interessate dal progetto Praesidium (Calabria, Puglia e
Sicilia) secondo i contenuti della scheda illustrata precedentemente .
Tali percorsi hanno come destinatari i minori stranieri non accompagnati accolti in comunità,
comprendenti ampie fasce di età (12-17) e nazionalità, e riguardano temi ed argomenti
emersi dagli stessi come prioritari quali ad esempio il processo di integrazione in Italia
(documenti, ruolo svolto da interlocutori istituzionali di riferimento, scuola, raggiungimento
dei 18 anni), lavoro, intercultura, cura e igiene personale, ricostruzione del proprio percorso
di vita, alfabetizzazione.
I percorsi che seguono sono direttamente realizzabili all’interno delle comunità e centri
Sprar per minori con le opportune modifiche in base al gruppo di minori al quale si
rivolgono, alle figure professionali coinvolgibili, alle dinamiche interne della stessa e alle
priorità dei partecipanti.
La finalità di tale condivisione di buone pratiche partecipative è quella di offrire un supporto
concreto al lavoro svolto quotidianamente da coloro che operano in questo ambito e
diffondere una “cultura della partecipazione” e della tutela del diritto all’ascolto dei minori in
un settore complesso come quello dell’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati.
Tali percorsi sono suddivisi in 3 differenti aree tematiche classificate secondo uno strutturato
ordine cronologico di svolgimento:
aREa aCCoGlIENZa & INtEGRaZIoNE
I processi partecipativi di quest’area sono elaborati per informare i minori su cosa offre loro
una comunità, cosa e chi incontreranno nel loro percorso di integrazione e condividendo le
loro aspettative, i loro bisogni e rispondendo alle loro domande. E’ molto importante
46
CaPItolo 4
svolgere tali percorsi nel primo momento di affidamento del minore alla comunità a
supporto del suo inserimento e accoglienza nella stessa. Garantire ai minori l’opportunità
di porre domande circa il loro futuro ed i loro diritti, permette agli operatori di creare un
clima sereno ed un rapporto di fiducia con gli stessi, diminuendo le loro frustrazioni.
Tali attività sono dunque particolarmente utili per iniziare a costruire una relazione
educativa con i minori fornendo agli stessi gli strumenti e le occasioni per essere
informati e coinvolti nelle questioni che li riguardano.
aREa VIta IN CoMUNItà
In quest’area sono contenuti tutti i percorsi che garantiscono ai minori di divenire
protagonisti attivi della vita della comunità in cui sono stati accolti, iniziando a prendere
confidenza con gli strumenti della partecipazione e passando dunque dall’essere
informati, a prendere decisioni condivise con gli adulti (in questo caso operatori e tutori).
In questa fase è molto importante fornire loro strumenti per raggiungere tale scopo ma
soprattutto condividere con loro il livello di coinvolgimento, gli obiettivi nonché i risultati
attesi. I minori devono avere l’opportunità di influenzare le decisioni che riguardano la
loro vita.
Si consiglia di realizzare i percorsi contenuti in quest’area a seguito dello svolgimento
della prima (area Accoglienza & Integrazione) ovvero se il clima e la relazione educativa in
comunità permette a operatori e minori di prendere decisioni condivise perchè entrambi
hanno già esperienza di strumenti e processi partecipativi.
aREa laVoRo & aUtoNoMIa
Tale area comprende percorsi elaborati per minori e neo maggiorenni che sono vicini alla
fine della loro esperienza in comunità e dunque avviati alla vita adulta e all’autonomia. I
processi partecipativi, a questo livello, devono garantire al minore la possibilità di
costruirsi la sua strada fuori dalla comunità, divenendo vero e proprio agente di
cambiamento per la sua vita.
E’ molto importante lavorare sul tema del lavoro, fare un bilancio delle competenze,
valutare i rischi connessi al mondo del lavoro e i canali migliori (e più sicuri) per trovarne
uno, permettendo ai minori e/o neo maggiorenni di affrontare la vita adulta con
strumenti e consapevolezza. Durante lo svolgimento di tali percorsi è fondamentale
supportare il minore lasciando però allo stesso la possibilità di gestirne i contenuti; può
capitare infatti che la ricerca di un lavoro o della propria autonomia nasconda
problematiche molto profonde legate ad esempio al percorso di vita, alla pressioni della
famiglia o ad altre situazioni personali.
I percorsi di quest’area richiedono un alto livello partecipativo dunque è necessario che
minori e operatori abbiano già esperienza circa la gestione e realizzazione di un processo
di partecipazione; a tale scopo si trovano nell’ultimo livello dei percorsi proposti.
La realizzazione dei seguenti percorsi può essere supportata dall’utilizzo di alcune
specifiche schede contenute nel “Welcome Kit”25 prodotto dall’Autorità Garante per
l’Infanzia e l’Adolescenza.
In particolare:
• AREA Accoglienza e Integrazione
Dove ti trovi? + Accertamento dell’età + Dizionario illustrato
• AREA Vita in Comunità
Comunità + I tuoi diritti, I tuoi doveri + Consigli dei tuoi compagni che sono in Italia
Si consiglia di guidare e accompagnare i minori nell’utilizzo del kit, contestualizzandone i
contenuti con la realtà di riferimento, in modo da evitare un uso scorretto dello stesso.
47
CaPItolo 4
aREa aCCoGlIENZa
& INtEGRaZIoNE
TITolo del Percorso/ATTIVITà dI PArTecIPAzIone
Laboratorio Partecipato sui temi: accoglienza, integrazione
e raggiungimento dei 18 anni
FINalItà E oBIEttIVI
- Creare spazi di ascolto strutturato finalizzati alla condivisione di bisogni, stati d’animo e
percezioni dei minori circa il percorso di accoglienza e integrazione.
- Consultare e informare i minori circa i loro diritti e doveri in comunità.
- Migliorare il clima e la relazione educativa tra minori e operatori garantendo il diritto ad
essere ascoltati e partecipare.
- Creare spazi di integrazione al fine di ridurre lo stigma che i ragazzi della comunità o del
gruppo appartamento vivono sul territorio.
- Fare emergere necessità e istanze dei ragazzi - italiani e stranieri - in tema di integrazione
e inclusione sociale al raggiungimento dei 18 anni da formulare come richieste da fare alle
istituzioni/duty bearer di riferimento.
DURata
6 incontri da svolgere nell’arco di 3 mesi (un incontro ogni 15gg circa)
RISoRSE E StRUMENtI
Un educatore facilita le attività durante lo svolgimento degli incontri.
Un mediatore ed uno psicologo supportano le attività.
DESCRIZIoNE DEll’attIVItà DI PaRtECIPaZIoNE
Il percorso può essere articolato nelle seguenti fasi:
1) FASE OBIETTIVI:
ATTIVITÀ
STRUMENTI
Condivisione obiettivi, modalità
di lavoro, calendario e orario
degli incontri.
Presentazione del percorso al gruppo.
Illustrare il percorso che si svolgerà, su cosa
verteranno i vari incontri e quali sono le
“regole” da rispettare durante tali
appuntamenti. Ad esempio attraverso la
creazione di una “linea del tempo” nella
quale collocare gli incontri che si terranno e
il tema che si affronterà in ogni incontro.
Ogni tema può essere presentato
graficamente su dei cartelloni da attaccare
alla linea del tempo; coinvolgere i ragazzi
nella realizzazione dei cartelloni.
Circle time
Coinvolgere i ragazzi sulla scelta
dei temi per avere una ricaduta
più ampia e significativa
IMPORTANTE!
La comprensione del percorso
da parte dei ragazzi e capire se
risponde ai loro bisogni
Raccolta impressioni, proposte e adesioni
su attività attraverso domande mirate
48
I partecipanti, riuniti in cerchio,
sono invitati ad esporre i loro
pensieri e idee sul percorso
appena proposto attraverso
domande stimolo
Cartoncini, fogli e penne.
CaPItolo 4
2) FASE OBIETTIVI:
ATTIVITÀ
STRUMENTI
Elaborare e condividere ostacoli,
interrogativi, perplessità, bisogni,
richieste e messaggi per la
comunità ed il mondo esterno
(ad es. coetanei, istituzioni,
operatori) rispetto
all’accoglienza in comunità e al
processo di integrazione nella
società.
Costruire e/o Rappresentare e/o Disegnare
il “percorso personale” vissuto dall’ arrivo in
comunità al momento attuale, attraverso
l’utilizzo di alcuni simboli quali ad esempio:
- la montagna, che rappresenta gli ostacoli
incontrati;
- l’incrocio, che rappresenta le cose che
non ho capito (non so dove andare, quale
direzione prendere);
- il ponte, che rappresenta cose o persone
che hanno permesso di superare alcuni
ostacoli
- il megafono, che rappresenta cose che
vorrei chiedere o messaggi che vorrei
mandare al mondo esterno;
- i mattoni che compongono la
strada/percorso, che rappresentano le
cose di cui avrei bisogno.
- meta finale, definire cos’è per me
integrazione e autonomia ovvero che
cos’è stare bene nella società quando non
si è più in comunità.
Una volta realizzato il proprio percorso i
ragazzi dovranno inserire questi
simboli/oggetti al suo interno e dargli un
nome
Cartellone
Fogli
Penne e pennarelli
Illustrazioni grafiche e/o
immagini raffiguranti i simboli
Raccolta feedback immediati
dei partecipanti
E’ fondamentale stabilire i “simboli” con i
ragazzi in quanto il significato degli stessi è
molto soggettivo (per alcuni la montagna
potrebbe non rappresentare un ostacolo)
Focus Group
Alla fine di ogni incontro verranno raccolti
feedback circa l’andamento del l’incontro
stesso attraverso domande stimolo semplici
e chiare per tutti.
3) FASE OBIETTIVI:
Da strutturare in 2 incontri:
Descrivere il “sistema di tutela e
protezione” con tutti gli attori di
riferimento responsabili di
fornire risposte ai bisogni e alle
richieste dei minori (emersi nella
2 fase)
ATTIVITÀ
STRUMENTI
Attività di descrizione delle funzioni della
Comunità. Ad esempio rappresentazione
della comunità come una casa da riempire
con mattoncini su cui sono scritti alcuni
concetti chiave (esempio: equipe,
accoglienza, ragazzi, progetti individuali).
A gruppetti o individualmente i ragazzi
scrivono il significato che per loro ha ogni
concetto sui mattoncini, lo attaccano e lo
condividono con i presenti.
Cartellone, Mattoncini di cartone
Attività di descrizione delle funzioni e ruoli
degli altri attori. Ad esempio aiutandosi con la
creazione di una mappa che rappresenta il
“sistema di tutela e protezione” con i ragazzi
al centro e intorno gli attori (comunità,
Mappa o percorso
Illustrazioni/disegni degli attori
49
CaPItolo 4
IMPORTANTE!
In caso di messaggi e/o richieste
nei confronti della comunità è
fondamentale essere pronti a
dare feedback immediati
all’interno del percorso stesso.
Questura, tutori, Tribunale per i minori,
Comune), chiedendo ai ragazzi di
individuare le funzioni di tali attori rispetto
al percorso in risposta ai loro bisogni.
Condividere con i partecipanti le funzioni di
tutti gli attori spiegando e correggendo
percezioni sbagliate o parziali.
Mettere in relazione le richieste e i bisogni
emersi nella fase 2 con l’attore di riferimento
Raccolta feedback immediati
dei partecipanti
Alla fine di ogni incontro verranno raccolti
feedback circa l’andamento del l’incontro
stesso attraverso domande stimolo semplici
e chiare per tutti.
Focus Group
4) FASE OBIETTIVI:
Da strutturare in 2 incontri:
ATTIVITÀ
STRUMENTI
Presentazione del proprio percorso agli altri
e confronto sui contenuti dei simboli.
Realizzazione di un grande percorso che
racchiuda le strade ed i simboli di tutti i
ragazzi (ad esempio creandolo graficamente
o facendo interpretare ai ragazzi i simboli ed
il loro contenuto).
Circle time
Cartelloni
A partire dal confronto stabilire,
condividere e definire i messaggi
da riportare all’interno e
all’esterno della comunità
Rappresentare i messaggi elaborati secondo
la modalità espressiva prescelta dai ragazzi e
dalle ragazze condividendo tali messaggi da
un lato con il personale interno alla comunità
ai fini di un miglioramento della loro
condizione di vita e dall’altro con interlocutori
esterni alla comunità, ad esempio
associazioni, scuole, istituzioni.
Circle time
Brainstorming
Avere un feedback di tutto il
percorso per valutare se gli
obiettivi sono stati raggiunti o
per dare ulteriori chiarimenti
Attività ricreativa per raccogliere feedback
finalizzata a valutare quanto le varie fasi del
percorso sono state utili per i ragazzi. Ad
esempio elaborare delle domande stimolo
inerenti le varie fasi del percorso e chiedere ai
ragazzi di rispondere liberamente attraverso
tre faccine: una sorridente, una triste e una
annoiata. Per ottenere una valutazione
efficiente potrebbe essere utile far realizzare
questa attività da un educatore che non ha
preso parte agli incontri con i ragazzi in modo
tale che gli stessi si sentano maggiormente
liberi di rispondere.
Focus group
Domande stimolo
Cartoncini illustrati
Raccogliere proposte per un
nuovo percorso
Coinvolgere i partecipanti nel proporre
nuove tematiche di loro interesse (in
particolare se emerse durante lo svolgimento
del percorso stesso) per avviare un nuovo
percorso partecipativo. Ad esempio far
scrivere o disegnare delle proposte su un
cartellone.
Circle time
Brainstorming
Penne e cartellone
Conclusione dei lavori.
Momento di festa finale con possibile
esposizione di tutto il materiale prodotto
negli incontri
Creare una visione di gruppo sui
bisogni emersi
ATTENZIONE!
Fare in modo che i feedback e le
proposte dei partecipanti, emerse
durante l’intero percorso,
vengano ascoltate e prese in
considerazione in funzione di un
livello sempre maggiore di
partecipazione e condivisione
delle decisioni tra minori e adulti
50
CaPItolo 4
MEtoDoloGIa UtIlIZZata
- Stabilire con i ragazzi e le ragazze i principi del funzionamento del gruppo durante le
attività (libertà di espressione, dovere di ascolto, non discriminazione, rispetto della
cultura di appartenenza, possibilità di esprimersi nella propria lingua);
- Presentare e chiarire le finalità del percorso e le varie fasi in cui sarà articolato.
- Fare in modo che ogni incontri con i minori abbia un momento iniziale ed un momento
finale che contraddistingua le attività del percorso da ogni altra attività quotidiana della
comunità.
- Utilizzare sempre un approccio e materiale child friendly adeguato all’età e al grado di
maturità dei partecipanti.
- Chiarire la finalità del percorso e le varie fasi in cui sarà articolato
- Fornire per ogni tema proposto stimoli iniziali molto semplici per sollecitare una
discussione quanto più possibile originale, indirizzata su alcuni temi ma non pilotata nei
contenuti.
- Mettere a disposizione strumenti espressivi diversificati, semplici o più complessi,
accattivanti (carte, stoffe, pc, internet, colori, videocamera), per favorire la libertà di
espressione attraverso il linguaggio e il mezzo prescelto, e mantenere un clima positivo e
di gioco.
- Alla fine di ogni incontro è previsto un momento di restituzione immediata
sull’andamento dello stesso nonché una valutazione conclusiva alla fine dell’intero
percorso.
UtIlIZZo DEGlI StaNDaRD PER la PaRtECIPaZIoNE
Standard 1- Approccio etico: trasparenza, onestà e responsabilità
Il percorso ha consentito ai ragazzi e alle ragazze di ricostruire il loro vissuto, di
accrescere capacità e competenze chiarendo i limiti e l’impatto dei risultati attesi e infine
di creare un percorso realmente sostenibile dai ragazzi.
Standard 2 – Partecipazione rilevante e volontaria
Durante il percorso, i tempi di lavoro ed i contenuti vengono definiti con i ragazzi
secondo modalità, livelli e tempistiche consoni al loro grado di padronanza linguistica,
alfabetizzazione, capacità e condizioni di vita. I ragazzi vengono sostenuti nel
coinvolgimento dei loro pari in contesti positivi di scambio e riflessione e rafforzano la
capacità di relazionarsi su contenuti significativi sia in contesti formali che informali
(relazioni personali quotidiane).
Standard 3 – Ambiente motivante e a misura di ragazzo/a
Il percorso rafforza la percezione di sé come soggetti portatori di esperienza e
conoscenza che può essere utilizzata per la costruzione di una riflessività
Comune, assicura un tempo idoneo all’emersione delle risorse e allo sviluppo di
strumenti e azioni efficaci, sviluppa agio e benessere.
Standard 4 – Pari opportunità
Il percorso finalizza la loro partecipazione ad un rafforzamento della capacità di
inclusione sociale e protezione sia personale che dei pari coinvolti, valorizza le differenze
e il trasferimento di competenze tra i membri del gruppo, riconoscendo ad ognuno la
possibilità di offrire un apporto.
Standard 5 – Il personale è efficiente e preparato
I ragazzi e le ragazze devono essere accompagnati lungo il percorso da educatori esperti e
formati sulle metodologie partecipative
Standard 6 – La partecipazione promuove la sicurezza e la protezione dei
ragazzi/e
Fondamentale garantire a tutti i ragazzi e le ragazze la confidenzialità,
l’anonimato e il rispetto dei loro confini. Definire come regola del gruppo di lavoro quella
di ottenere sempre il consenso per poter usare le informazioni che i ragazzi forniscono e
salvaguardare tutte quelle confidenziali.
51
CaPItolo 4
Standard 7 – Follow up e valutazione
Al termine del percorso necessaria una valutazione con i ragazzi e le ragazze partecipanti sul
lavoro svolto e sull’importanza della condivisione dei risultati emersi.
RISUltatI
- Ragazzi e ragazze hanno accesso a un contesto e degli strumenti adeguati per essere
informati, quindi elaborare ed esprimere in modo autentico le loro opinioni e possibili
indicazioni di intervento a partire dalla propria esperienza.
- Ragazzi e ragazzi hanno la possibilità di ripercorrere il loro vissuto creando una mappa
che permetta di visualizzare buone prassi ed ostacoli.
- Ragazzi e ragazze possono comprendere in maniera semplice, chiara e partecipativa, il
ruolo ed i compiti dei duty bearers e confrontarsi tra loro e con gli operatori circa dubbi,
paure e necessità nell’avvicinarsi dei 18 anni.
- Ragazzi e ragazze hanno l’occasione di riportare all’esterno della comunità, in cui sono
accolti, la loro realtà.
CRItICItà
Può risultare difficile far costruire il percorso ai ragazzi e alle ragazze e far comprendere loro
il significato dei simboli; in particolare con coloro che hanno difficoltà a ricostruire e
condividere il loro vissuto.
PUNtI DI FoRZa
Lavorare con i ragazzi e le ragazze su questioni urgenti e realmente sentite nella loro
quotidianità ed esperienza di vita.
Un clima di lavoro di gruppo positivo ed emozionante, quindi propulsivo per la realizzazione
di una partecipazione effettiva.
TITolo del Percorso/ATTIVITà dI PArTecIPAzIone
Percorso partecipativo sui tema dell’accoglienza e dell’integrazione dei minori
stranieri non accompagnati26
FINalItà E oBIEttIVI
- Creare spazi di ascolto strutturato finalizzati alla condivisione di bisogni, stati d’animo e
percezioni dei minori circa il percorso di accoglienza e integrazione.
- Consultare e informare i minori circa i loro diritti e doveri in comunità.
- Migliorare il clima e la relazione educativa tra minori e operatori garantendo il diritto ad
essere ascoltati e partecipare.
- Far emergere le reali necessità del minore.
- Fornire al minore una corretta informativa sulle procedure dopo l’ingresso in Italia.
DURata
6 incontri: 1 ogni 15 giorni
RISoRSE E StRUMENtI
Due educatori;
Un mediatore linguistico/culturale;
Un Consulente legale
DESCRIZIoNE DEll’attIVItà DI PaRtECIPaZIoNE
Il percorso può essere articolato nelle seguenti fasi:
26
Percorso partecipativo
sperimentato dalla Comunità
Educativa “RondineA” di Oria (BR)
52
CaPItolo 4
1) FASE OBIETTIVI:
ATTIVITÀ
STRUMENTI
Condivisione obiettivi, modalità
di lavoro, calendario e orario
degli incontri.
Presentazione del percorso e dei suoi attori.
Realizzazione di un badge su cui i
partecipanti scriveranno il proprio nome e
verrà indossato all’inizio di ogni incontro. In
questo modo sarà più semplice conoscere e
ricordare i nomi di tutti i partecipanti
(operatori compresi) e garantire un
momento di ufficialità alle attività che le
distinguerà da altri momenti quotidiani
della comunità.
Circle time
Cartoncini
Colori
Raccolta impressioni, proposte e adesioni
su attività attraverso domande mirate
Domande stimolo
2) FASE OBIETTIVI:
ATTIVITÀ
STRUMENTI
Promuovere il protagonismo
attivo dei ragazzi ospiti della
Comunità.
Consegna del badge con il proprio nome.
Circle time
Badge dei partecipanti
Condividere ostacoli,
interrogativi, perplessità, bisogni,
richieste e messaggi per la
comunità ed il mondo esterno
rispetto all’accoglienza in
comunità e al processo di
integrazione nella società.
Accoglienza delle proposte e
delle domande del minore.
Gioco di gruppo;
ad ogni partecipante verranno consegnati
dei cartoncini colorati dove potrà annotare
le sue proposte, i suoi bisogni, le sue
richieste.
IMPORTANTE!
Coinvolgere i ragazzi sulla scelta
dei temi per avere una ricaduta
più ampia e significativa
IMPORTANTE!
In caso di messaggi e/o richieste
nei confronti della comunità è
fondamentale essere pronti a
dare feedback immediati
all’interno del percorso stesso
Raccolta feedback immediati dei
partecipanti
Presentazione dell’incontro.
Una volta elaborate e scritte su cartoncini
verranno attaccate ad un cartellone e
condivise con i presenti.
Collegamento internet;
A4 colorati;
Colori;
Cartoncini
Cartelloni
Cartoncini
Circle time
Quando tutti i partecipanti avranno
terminato, gli educatori, con il supporto del
consulente legale e del mediatore culturale,
forniranno loro tutte le risposte accogliendo
eventuali altre proposte.
Tali risposte posso essere scritte su cartoncini
e attaccate sul cartellone in prossimità della
domanda di riferimento. Una volta concluso
tale cartellone può essere affisso un punto
della comunità deciso insieme e che tutti
potranno consultare liberamente e quando
ne hanno bisogno.
“Il semaforo”: Su tre pareti dello spazio che
sarà adibito per l’incontro saranno posizionati
tre cartelloni che rappresentanti i colori del
semaforo per una restituzione immediata
circa l’andamento dell’incontro
- Rosso: non è andata bene perché…
- Giallo: poteva andar meglio perché…
- Verde: è andato molto bene perché…
Ogni partecipante attaccherà dei cartoncini
con la sua restituzione sul cartellone relativo
condividendo con i presenti le sue
motivazioni.
Cartelloni
Cartoncini
Focus group
53
CaPItolo 4
3) FASE OBIETTIVI:
da strutturare in 4 incontri
Descrivere il “sistema di tutela e
protezione” con tutti gli attori di
riferimento responsabili di
fornire risposte ai bisogni e alle
richieste dei minori (emersi nella
2 fase).
ATTIVITÀ
STRUMENTI
Consegna del badge con il proprio nome.
Circle time
Domande stimolo
Badge dei partecipanti
Presentazione dell’incontro e del tema
proposto.
Raccolta impressioni, proposte e domande
dei partecipanti circa il tema proposto.
Illustrare la procedura, le
tempistiche e gli attori relativi
all’ottenimento dei documenti e
all’iscrizione scolastica partendo
dalle domande e dai bisogni
emersi dai minori
Partendo dalle domande dei minori
costruire graficamente su un cartellone (con
l’ausilio di illustrazioni grafiche e immagini),
una mappa concettuale (o un percorso) che
illustra la procedura per i documenti, i vari
step, gli attori che intervengono nella
procedura, i vari tipi di documenti,
l’inserimento a scuola, la scuola
dell’obbligo, gli insegnanti
Cartoncini
Colori;
Illustrazioni grafica e/o immagini
Materiale child friendly che
facilita la comprensione degli
argomenti affrontati.
Raccolta feedback immediati
dei partecipanti.
Condivisione circa l’andamento
dell’incontro.
“Le due sedie - black and white”: a turno
ogni ragazzo e operatore verrà invitato a
sedersi su una sedia condividendo le
proprie impressioni sull’incontro con i
presenti
Sedia bianca: incontro positivo perché…
Sedia nera: incontro negativo perché…
Focus group
Illustrare tematiche relative
diritto alla salute e
all’integrazione partendo dalle
domande e dai bisogni emersi
dai minori.
Consegna del badge con il proprio nome.
Circle time
Domande stimolo
Badge dei partecipanti
Presentazione dell’incontro e del tema
proposto.
Partendo dalle domande dei minori
costruire graficamente su un cartellone (con
l’ausilio di illustrazioni grafiche e immagini),
una mappa concettuale (o un percorso) che
illustra la procedura e le prassi a garanzia
del loro diritto alla salute e all’integrazione,
come percorso verso l’autonomia
Cartoncini
Colori;
Illustrazioni grafica e/o immagini
Materiale child friendly che
facilita la comprensione degli
argomenti affrontati.
Raccolta feedback immediati
dei partecipanti
Condivisione circa l’andamento
dell’incontro
Il semaforo
Focus Group
Illustrare chi è il tutore, che
ruolo svolge, quali sono le sue
funzioni, i suoi compiti e le sue
responsabilità partendo dalle
domande e dai bisogni emersi
dai minori.
Consegna del badge con il proprio nome.
Circle time
Domande stimolo
Badge dei partecipanti
54
Presentazione
dell’incontro e del tema proposto.
Partendo dalle domande dei minori
costruire graficamente su un cartellone (con
l’ausilio di illustrazioni grafiche e immagini),
una mappa concettuale (o un percorso) che
illustra chi è il tutore e quali compiti svolge,
i tempi nei quali viene nominato, da chi
viene nominato.
Cartoncini
Colori;
Illustrazioni grafica e/o immagini
Materiale child friendly che
facilita la comprensione degli
argomenti affrontati.
CaPItolo 4
Raccolta feedback immediati
Condivisione circa l’andamento dell’incontro
Le due sedie
Focus group
Incontrare e conoscere il proprio
tutore
Consegna del badge con il proprio nome.
Circle time
Domande stimolo
Presentazione dell’incontro.
ATTENZIONE!
Fare in modo che i feedback e le
proposte dei partecipanti, emerse
durante l’intero percorso,
vengano ascoltate e prese in
considerazione in funzione di un
livello sempre maggiore di
partecipazione e condivisione
delle decisioni tra minori e adulti
Conclusione dei lavori.
Badge dei partecipanti
Momento di incontro e confronto con il
proprio tutore condividendo una buona
merenda insieme.
In questa occasione tutte le mappe e/o i
percorsi realizzati per ogni tematica
affronatat posso essere raggruppati in un
unico grande cartellone da affiggere in
comunità e consultabile da tutti in ogni
momento.
Condivisione circa l’andamento
dell’incontro
Il semaforo
Focus Group
MEtoDoloGIa UtIlIZZata
- Stabilire con i ragazzi e le ragazze i principi del funzionamento del gruppo durante le
attività (libertà di espressione, dovere di ascolto, non discriminazione, rispetto della
cultura di appartenenza, possibilità di esprimersi nella propria lingua).
- Presentare e chiarire le finalità del percorso e le varie fasi in cui sarà articolato.
- Fare in modo che ogni incontri con i minori abbia un momento iniziale ed un momento
finale che contraddistingua le attività del percorso da ogni altra attività quotidiana della
comunità.
- Utilizzare sempre un approccio e materiale child friendly adeguato all’età e al grado di
maturità dei partecipanti.
- Chiarire la finalità del percorso e le varie fasi in cui sarà articolato.
- Fornire per ogni tema proposto stimoli iniziali molto semplici per sollecitare una
discussione quanto più possibile originale, indirizzata su alcuni temi ma non pilotata nei
contenuti.
- Mettere a disposizione strumenti espressivi diversificati, semplici o più complessi,
accattivanti (carte, stoffe, pc, internet, colori, videocamera), per favorire la libertà di
espressione attraverso il linguaggio e il mezzo prescelto, e mantenere un clima positivo e
di gioco.
- Alla fine di ogni incontro è previsto un momento di restituzione immediata
sull’andamento dello stesso nonché una valutazione conclusiva alla fine dell’intero
percorso.
UtIlIZZo DEGlI StaNDaRD PER la PaRtECIPaZIoNE
Standard 1 - Approccio etico: trasparenza, onestà e responsabilità
Il percorso consentirà ai ragazzi di partecipare attivamente alle attività della Comunità in
maniera serena e nel riconoscimento dei ruoli di ognuno.
Standard 2 – Partecipazione rilevante e volontaria
Già dal primo incontro del percorso, i tempi di lavoro ed i contenuti verranno definiti con i
ragazzi secondo modalità, livelli e tempistiche consoni al loro grado di padronanza
linguistica, alfabetizzazione, capacità e condizioni di vita.
Standard 3 – Ambiente motivante e a misura di ragazzo/a
Il percorso rafforza la percezione di sé come soggetti portatori di diritti, esperienza e
conoscenza che può essere utilizzata per la costruzione di una riflessività comune, assicura
55
CaPItolo 4
un tempo idoneo all’emersione delle risorse e allo sviluppo di strumenti e azioni efficaci,
sviluppa agio e benessere.
Standard 4 – Pari opportunità
Il percorso finalizza la loro partecipazione ad un rafforzamento della capacità di
inclusione sociale e protezione sia personale che dei pari coinvolti, valorizza le differenze
e il trasferimento di competenze tra i membri del gruppo, riconoscendo ad ognuno la
possibilità di partecipare e di contribuire.
Standard 5 – Il personale è efficiente e preparato
I ragazzi e le ragazze devono essere accompagnati lungo il percorso da educatori esperti e
formati sulle metodologie partecipative
Standard 6 – La partecipazione promuove la sicurezza e la protezione
dei ragazzi/e
Fondamentale garantire a tutti i ragazzi, l’anonimato e il rispetto dei loro confini. Definire
come regola del gruppo di lavoro quella di ottenere sempre il consenso per poter usare
le informazioni che i ragazzi forniscono e salvaguardare tutte quelle confidenziali.
Standard 7 – Follow up e valutazione
Al termine del percorso necessaria una valutazione con i ragazzi e le ragazze partecipanti
sul lavoro svolto e sull’importanza della condivisione dei messaggi emersi.
RISUltatI
- Ragazzi e ragazze hanno accesso a un contesto e degli strumenti adeguati per essere
informati, quindi elaborare ed esprimere in modo autentico le loro opinioni e possibili
indicazioni di intervento a partire dalla propria esperienza;
- Migliorare la vita in Comunità;
- Far esprimere bisogni e necessità del minore;
- Comprensione delle corrette procedure dopo l’ingresso in Italia;
- Costruire una mappa concettuale grafica che permette a qualsiasi ospite presente e
futuro della Comunità di comprendere il sistema tutela e protezione per i minori
stranieri non accompagnati.
CRItICItà
- I tempi di accoglienza diversi per ogni minore.
- La difficoltà a comprendere tematiche complesse legate allo status di minore straniero
non accompagnato
PUNtI DI FoRZa
- Partecipazione autentica e attiva dei minori alla vita della Comunità.
- Lavorare con i ragazzi e le ragazze su questioni urgenti e realmente sentite nella loro
quotidianità ed esperienza di vita.
TITolo del Percorso/ATTIVITà dI PArTecIPAzIone
La Fiducia: Bene Comune!
Percorso partecipato di creazione di buone relazioni tra minori e adulti fondate sulla
fiducia e l’interesse per l’Altro27.
27
Percorso di partecipazione
sperimentato dalle Comunità
Educative “San Giuseppe” e
“Santa Lucia” di Borgo Tressanti
(Cerignola)
56
FINalItà E oBIEttIVI
Divenire sensibili all’Altro, considerando le sue caratteristiche culturali come tratti che
permettono di riconoscerlo, valorizzarlo e ritenerlo importante. Ciò implica il
coinvolgimento di molte dimensioni: cognitive, affettive, relazionali. Tutto ciò non
avviene in una persona ma è frutto di una reciprocità in cui tutto il contesto cambia
insieme alle persone. Attraverso i laboratori che affrontano il tema della fiducia, si
intende migliorare non solo il percorso socio - educativo dei minori, che sicuramente
sortirà degli effetti positivi, ma anche migliorare qualitativamente e professionalmente il
progetto educativo della comunità.
CaPItolo 4
In particolare gli obiettivi sono:
- Creare una buona relazione tra i minori e tra minori e operatori;
- Condividere e valorizzare la personalità, l’esperienza ed il bagaglio culturale di ogni
partecipante;
- Garantire ai minori momenti privilegiati di ascolto strutturato;
- Iniziare a costruire “insieme” un percorso verso l’integrazione e l’autonomia;
- Valorizzare la Fiducia come elemento fondamentale nelle relazioni tra le persone.
DURata
3 mesi strutturati in 9 incontri.
RISoRSE E StRUMENtI
Facilitatori: Psicologa e mediatrice linguistica.
Supportano le attività: educatore, mediatore interculturale-interreligioso, assistente sociale.
DESCRIZIoNE DEll’attIVItà DI PaRtECIPaZIoNE
Il percorso può essere articolato nelle seguenti fasi:
1) FASE OBIETTIVI:
Da strutturare in 2 incontri
Presentazione e condivisione
obiettivi, modalità del percorso,
calendario e orario degli incontri
IMPORTANTE!
La comprensione del percorso
da parte dei ragazzi e capire se
risponde ai loro bisogni
ATTIVITÀ
STRUMENTI
Presentazione del percorso da parte della
psicologa, coadiuvata dalla mediatrice
linguistica, al gruppo costituito dagli ospiti
della comunità e dalle figure professionali
inserite nel progetto. Conoscenza reciproca
dei partecipanti. Prime impressioni sul
lavoro proposto. Elaborazione delle
adesioni e degli eventuali rifiuti.
I partecipanti, riuniti in cerchio,
sono invitati ad esporre i loro
pensieri sul percorso appena
proposto e sull’importanza della
fiducia per un rapporto
costruttivo con l’altro.
Esplorazione dei vissuti e dei
timori che accompagnano la
propria esposizione in gruppo.
Domande stimolo
Creare un clima sereno ed
aperto all’interno del gruppo,
che permetta l’espressione libera
dei vissuti e dei pensieri dei
partecipanti. Maggiore
conoscenza gli uni degli altri.
Raccolta feedback immediati dei
partecipanti
Attraverso il dialogo ed alcuni giochi
cooperativi e di fiducia si cerca di creare una
nuova idea di squadra e collaborazione, che
abbia come fine un obiettivo comune tra il
personale operante e gli ospiti della
comunità. Fidarsi e affidarsi all’altro è
un’idea forte e vincente che deve venir fuori
nelle varie attività e che serve a stimolare gli
incontri futuri.
Circle time.
Alla fine di ogni incontro verranno raccolti
feedback circa l’andamento del l’incontro
stesso attraverso domande stimolo semplici
e chiare per tutti.
Focus Group
Giochi cooperativi e di fiducia:
- “gioco del cieco”;
- “caduta libera”;
- “la paura nel cappello”.
Brainstorming.
57
CaPItolo 4
2) FASE OBIETTIVI:
Da strutturare in 2 incontri
Far emergere nel gruppo
eventuali vissuti negativi come
rabbia, aggressività, paura,
estraneità, sfiducia,
permettendone il contenimento
all’interno di un contesto
protetto.
ATTIVITÀ
STRUMENTI
Visione di un film, da scegliere con l’aiuto
dei ragazzi, che permetta di far emergere
tutti i vissuti (precedentemente elencati tra
gli obiettivi di questa fase) e che consenta
un parallelismo tra la loro condizione
attuale di minori migranti e le vicende di
vita dei protagonisti della pellicola.
Video proiettore;
Discussione in gruppo sul film e sulle
esperienze personali eventualmente
rievocate dalla proiezione.
La condivisione dei propri pensieri, mediati
dalla visione del film, permetterà al gruppo
di aprirsi, magari condividendo piccoli pezzi
di storia personale. La psicologa porrà molta
attenzione affinché il clima sia sempre
attento all’ascolto e mai giudicante.
Focus group
Circle time
Cartellonistica.
ATTIVITÀ
STRUMENTI
Introduzione all’intelligenza emotiva, intesa
come la capacità di percepire, identificare e
riconoscere i sentimenti propri ed altrui nel
momento stesso in cui sorgono. Divenire
consapevoli delle proprie emozioni permette
di avere un maggior controllo sui propri
comportamenti e di conseguenza di capire
meglio gli altri.
Materiale Child Friendly
sull’intelligenza emotiva
mantenendo un clima stimolante
e interattivo.
Valutare le difficoltà incontrate
fino ad ora dai ragazzi nella loro
integrazione e proporre nuovi
modi di affrontare insieme i
piccoli e grandi problemi
quotidiani.
Attraverso simulate e role playing sarà
possibile far sperimentare ai ragazzi nuovi
modi di gestire il conflitto, cosa che si rivelerà
loro utile nel momento in cui si troveranno
fuori dalla comunità alla ricerca di un lavoro e
di nuove esperienze di vita più mature. Divisi
in squadre, ai ragazzi verrà proposta una
storia, caratterizzata da un conflitto, per la
quale la squadra avrà del tempo per trovare
un modo per risolverlo
Ideazione di una breve storia in
cui risulta centrale il conflitto.
Role playing.
Confronto aperto con chi ha
attraversato in passato lo stesso
percorso di vita di minore
straniero non accompagnato, per
alimentare nei ragazzi la speranza
in un futuro migliore, che è
possibile solo se ci si pone come
protagonisti attivi del “far bene”
e della “buona comunicazione”.
Dopo aver preliminarmente annunciato ai
ragazzi la presenza di un ex ospite della
comunità, sarà utile per loro ascoltare la sua
testimonianza relativa alla buona riuscita del
percorso educativo e alla sua integrazione
nel nostro paese.
Narrazione della propria storia
da parte di un ex ospite della
comunità.
Gli ospiti della comunità possono interagire
con domande e curiosità. La possibilità di
vedere e ascoltare un esempio di inserimento
ben riuscito può trasmettere loro fiducia e
speranza nel futuro, senza tralasciare però gli
aspetti concreti concernenti gli ostacoli reali
che essi incontreranno per forza di cose sul
loro cammino verso l’integrazione .
Confronto aperto con domande
e risposte tra i ragazzi e l’ex
ospite della comunità.
Destrutturare il pensiero e
l’ideologia del sospetto.
Far comprendere ai minori che la
loro permanenza temporanea
all’interno della comunità ha
come obiettivo primario il loro
benessere attuale e futuro.
3) FASE OBIETTIVI:
Da strutturare in 3 incontri
Far comprendere al gruppo che,
rapportandosi all’altro in modo
propositivo e leale, è possibile
integrarsi in un nuovo contesto,
seppur molto diverso rispetto al
luogo di origine.
58
Circle time.
Brainstorming.
CaPItolo 4
4) FASE OBIETTIVI:
Da strutturare in 2 incontri
Riflessioni sull’intero percorso
fatto insieme.
Far luce sulle dinamiche interne
che si sono sperimentate
durante gli incontri.
Valutare se la propria capacità di
fidarsi dell’altro sia migliorata e
come questo abbia inciso sul
modo di relazionarsi verso
l’esterno.
Raccogliere proposte per un
nuovo percorso.
ATTENZIONE!
Fare in modo che i feedback e le
proposte dei partecipanti,
emerse durante l’intero
percorso, vengano ascoltate e
prese in considerazione in
funzione di un livello sempre
maggiore di partecipazione e
condivisione delle decisioni tra
minori e adulti.
Conclusione dei lavori.
ATTIVITÀ
STRUMENTI
Lettura al gruppo della favola “In una notte
di temporale” di Yuichi Kimura. La lettura di
due persone disposte ad interpretare il
ruolo dei due protagonisti del racconto può
rendere la storia più coinvolgente ed
entusiasmante.
Lettura recitata di una storia.
Al termine si propone una discussione di
gruppo stimolando i ragazzi a riflettere su
quanto si possa essere simili seppur nelle
diversità, e di come aver fiducia nell’altro
rende di certo un rapporto più maturo e
positivo. Successivamente, dal momento
che l’autore della storia, lascia sospesa la
fine del racconto, i ragazzi si suddividono in
piccoli gruppi (massimo 4 persone),
ognuno dei quali prova ad immaginare e a
scrivere (o disegnare) come si potrebbe
concludere la vicenda. Ciascun gruppo è
libero di mostrare agli altri partecipanti il
suo finale secondo la modalità che
preferisce: ad esempio attraverso la messa
in scena teatrale, un disegno, un racconto,
un fumetto.
Divisione in piccoli gruppi.
Domande stimolo
Ideazione del finale della storia.
Esposizione dei lavori all’intero
gruppo.
Prendendo spunto dalle varie storie si potrà
condividere insieme idee ed emozioni e
nuove proposte per la vita in comunità..
Brainstorming.
In un secondo momento, con la modalità
del circle time, tutti i partecipanti alle attività
verranno invitati ad esprimere un pensiero
sull’intero percorso svolto e a riflettere su
quanto siano eventualmente migliorati i
loro rapporti di amicizia grazie anche al
clima positivo di condivisione attenta e mai
giudicante che ha fatto da filo conduttore
all’intero progetto.
Circle time.
Coinvolgere i partecipanti nel proporre
nuove tematiche di loro interesse (in
particolare se emerse durante lo
svolgimento del percorso stesso) per
avviare un nuovo percorso partecipativo.
Ad esempio far scrivere o disegnare delle
proposte su un cartellone.
Circle time
Brainstorming
Penne e cartellone
Elaborazione dei vissuti.
Fogli, penne e colori.
Momento di festa finale con possibile
esposizione di tutto il materiale prodotto
negli incontri
59
CaPItolo 4
MEtoDoloGIa UtIlIZZata
Stabilire con i partecipanti i principi di una buona comunicazione, che permettono al
gruppo di funzionare al meglio per gli obiettivi prefissati dal progetto. Inoltre, la libertà di
espressione, il dovere di ascolto, la non discriminazione, la condivisione di vissuti,
l’empatia, il rispetto delle singole culture di appartenenza ed anche la possibilità di
esprimersi nella propria lingua grazie all’aiuto del mediatore linguistico, permette ai ragazzi
di far proprie delle competenze relazionali che saranno utili anche al di fuori della
comunità, facendo cadere quei pregiudizi che ostacolano l’inserimento sociale.
Fare in modo che ogni incontro con i minori abbia un momento iniziale ed un momento
finale che contraddistingua le attività del percorso da ogni altra attività quotidiana della
comunità.
Utilizzare sempre un approccio e materiale child friendly adeguato all’età e al grado di
maturità dei partecipanti.
Pertanto, si realizzerà una comunicazione chiara ed efficace e verranno esplicitate le finalità
del percorso e le principali modalità di intervento. Ciascuno di essi sarà lasciato libero di
decidere se partecipare o meno agli incontri, trasmettendo loro l’idea di
autodeterminazione e soprattutto del rispetto per l’opinione altrui, anche quando questa si
discosta dalla propria. Proprio per favorire ancor meglio quest’idea di condivisione, è stata
accolta la proposta fattaci da Save the Children relativa alla creazione di una casella postale
in cui i ragazzi, in forma anonima o personale, possano lasciare al suo interno idee,
sensazioni, proposte, richieste e quant’altro loro sentano il bisogno di comunicare agli altri.
Un incontro alla settimana è dedicato alla lettura dei messaggi e alla discussione di gruppo.
Durante il primo incontro sarà precisato che le interazioni dovranno seguire delle regole
ben precise volte al rispetto di ciascun membro. Quando qualcuno parla deve rivolgersi
all’intero gruppo, che in silenzio deve ascoltare senza intervenire, se non quando gli viene
data la parola. Questo permette a chi si espone in prima persona di sentirsi più sicuro e
sereno nell’esprimere la propria idea.
Verrà, inoltre, utilizzata la modalità del “role playing”, per permettere non solo di
sperimentare in prima persona i vissuti dei protagonisti delle loro storie, ma anche per
permettere agli stessi di trovare, nella figura della psicologa e nel gruppo stesso, un
contenitore adeguato e supportivo.
Alla fine di ogni incontro è previsto un momento di restituzione immediata sull’andamento
dello stesso nonché una valutazione conclusiva alla fine dell’intero percorso.
UtIlIZZo DEGlI StaNDaRD PER la PaRtECIPaZIoNE
Standard 1 - Approccio etico: trasparenza, onestà e responsabilità
Il percorso consente ai ragazzi di lavorare affinché si costruisca un contesto in cui il
confronto aperto e accogliente sciolga i dubbi e le riserve che non di rado si
accompagnano al loro ingresso in comunità. Sin dai primi incontri è chiaro ai ragazzi che
obiettivo primario del progetto è quello di creare un clima di fiducia all’interno del loro
attuale contesto di vita e soprattutto è essenziale che loro non confondano coloro che
operano in comunità con le Istituzioni. Far comprendere loro le reali potenzialità che la
permanenza in una comunità di accoglienza offre è prerequisito essenziale per la buona
riuscita del progetto, oltre che dell’intero percorso all’interno della comunità.
Standard 2 – Partecipazione rilevante e volontaria
Durante il percorso, i tempi di lavoro ed i contenuti vengono definiti con i ragazzi secondo
modalità, livelli e tempistiche consoni al loro grado di padronanza linguistica,
alfabetizzazione, capacità e condizioni di vita. Con la giusta attenzione, i ragazzi vengono
sollecitati al dialogo e al confronto empatico, lasciando sempre libero ciascuno di loro di
astenersi dall’esprimersi, nel rispetto delle proprie volontà.
Standard 3 – Ambiente motivante e a misura di ragazzo/a
Il percorso rafforza e promuove la percezione di sé come portatori di esperienza e
conoscenza che può essere utilizzata per la costruzione di una riflessività comune, assicura
un tempo idoneo all’emersione delle risorse e allo sviluppo di strumenti e azioni efficaci,
migliora la capacità di rapportarsi all’altro in maniera propositiva e di conseguenza accresce
il benessere.
60
CaPItolo 4
Standard 4 – Pari opportunità
Le modalità del circle time e dell’ascolto empatico e non giudicante non solo permettono
una partecipazione attiva e propositiva di tutti i ragazzi, ma anzi la favoriscono. Rispettare i
tempi di interazione e favorire il contributo di tutti i partecipanti, serve ai ragazzi per
superare le comuni paure e inibizioni tipiche della fase adolescenziale.
Standard 5 – Il personale è efficiente e preparato
I ragazzi per tutto il percorso sono accompagnati da educatori esperti e formati sulle
metodologie partecipative. Inoltre, la presenza della psicologa e dell’assistente sociale,
garantisce loro in qualsiasi momento uno spazio dedicato all’ascolto competente e
professionale.
Standard 6 – La partecipazione promuove la sicurezza e la protezione
dei ragazzi/e
Fondamentale garantire a tutti i ragazzi la confidenzialità, l’anonimato e il rispetto dei loro
confini. Definire come regola del gruppo di lavoro quella di ottenere sempre il consenso per
poter usare le informazioni che i ragazzi forniscono e salvaguardare tutte quelle confidenziali
tramite il segreto professionale.
Standard 7 – Follow up e valutazione
Al termine del percorso sarà essenziale proporre una valutazione da parte dei ragazzi che
permetta di comprenderne gli effettivi risultati raggiunti e di operare le opportune
modifiche, affinché si possano ottenere riscontri ancor più favorevoli in futuro. Inoltre, sarà
importante condividere i contenuti più significativi emersi durante gli incontri, per favorire
un’ulteriore elaborazione dei messaggi veicolati. Infine, le attività previste nel progetto si
riproporranno con i nuovi utenti con l’intento di rendere più armoniosa l’integrazione e la
conoscenza dei minori tra di loro e con le varie figure professionali.
RISUltatI
- Migliorare la relazione dei ragazzi ospiti della comunità con le figure professionali che
operano al suo interno, permettendo di far chiarezza su quelli che realmente sono i
compiti e i doveri che la comunità deve adempiere nell’accoglienza dei minori.
- Condividere che la comunità non è “un contenitore chiuso” ma un percorso verso il
futuro, del quale possono beneficiare per un miglior inserimento in una società tanto
diversa per usi e costumi dalle loro, non può che favorire un clima più sereno e
accogliente.
- Migliorare la relazione tra i ragazzi ospiti della comunità, favorendo il dialogo e il
confronto costruttivo.
- Promuovere una cultura all’ascolto empatico e non giudicante, che favorisca una più
facile integrazione tra i ragazzi.
- Favorire nei ragazzi l’idea che avere fiducia nell’altro sia un valore aggiunto, che rende
unica una relazione.
CRItICItà
La diversità di lingue, usi e costumi può rappresentare una difficoltà nell’attuazione del
percorso, perché la comprensione del messaggio che si vuole veicolare non sempre sarà di
facile trasmissione. Le resistenze nel mettersi in gioco in prima persona e la comunicazione
franca e sincera possono essere un ostacolo per una condivisione di vissuti profondi, ma la
presenza attenta e competente della psicologa e delle altre figure professionali rappresenterà
sempre un occhio vigile e pronto ad intervenire nel modo migliore per ciascuna occasione.
Si farà uso di un approccio child friendly in particolare quando verranno affrontati argomenti
che risultano densi di significato per i ragazzi, in modo da mitigare un possibile rifiuto e/o
disinteresse da parte dei ragazzi.
PUNtI DI FoRZa
Investire sul lavoro di gruppo che favorisca un clima di accettazione e condivisione è
sicuramente la chiave vincente per una buona partecipazione ed una pronta risposta da
parte di ragazzi e operatori. Lo stare insieme in uno spazio strutturato e il condividere
emozioni e pezzi di storia personale favorirà certamente la creazione di un clima più sereno
all’interno della comunità e nelle varie attività in cui sono coinvolti i ragazzi. Inoltre, poter
61
CaPItolo 4
interagire con un ex ospite della comunità che sia testimone di un buon percorso di
integrazione nel territorio italiano, di certo sarà per i ragazzi una buona opportunità di
confronto, nonché uno stimolo positivo per il loro imminente futuro. Infine, l’assistente
sociale, durante i colloqui individuali con i ragazzi, rafforzerà ancor di più il concetto di
fiducia come valore aggiunto al rapporto tra ospiti e personale della comunità, già elemento
centrale degli incontri di gruppo che si snoderanno nelle 9 giornate previste dal progetto.
TITolo del Percorso/ATTIVITà dI PArTecIPAzIone
“WHO I AM, WHERE I AM AND WHERE I WANT TO GO”
Laboratorio partecipato di riscoperta e valorizzazione del bagaglio culturale ed
esperienziale dei minori stranieri non accompagnati accolti in comunità in funzione di un
progetto di vita futuro28.
FINalItà E oBIEttIVI
Il percorso è finalizzato a fornire ai minori gli strumenti per operare scelte di vita
consapevoli, in virtù dei propri interessi, capacità, abilità e competenze maturate.
E’ un percorso volto alla scoperta di se stessi e del proprio “progetto di vita” che vede i
ragazzi protagonisti delle diverse fasi dello stesso.
In particolare gli obiettivi sono:
- Migliorare il clima e la relazione educativa tra minori e operatori garantendo il diritto ad
essere ascoltati e partecipare;
- Creare spazi di ascolto strutturato finalizzati alla condivisione di bisogni, stati d’animo e
percezioni dei minori circa il loro percorso di vita e quello relativo all’accoglienza e
all’integrazione integrazione;
- Promuovere l’autostima e la fiducia in se stessi;
- Promuovere la capacità di operare scelte consapevoli;
- Promuovere e valorizzare le esperienze e le capacità dei minori.
DURata
7 incontri ( a cadenza settimanale)
RISoRSE E StRUMENtI
Facilitatore: educatore
Supportano le attività: psicologo e mediatore culturale
28
Percorso di partecipazione
sperimentato dalla Comunità
“San Francesco” di Cerignola
(FG)
DESCRIZIoNE DEll’attIVItà DI PaRtECIPaZIoNE
Il percorso può essere articolato nelle seguenti fasi:
1) FASE OBIETTIVI:
ATTIVITÀ
STRUMENTI
Condivisione obiettivi, modalità
di lavoro, calendario e orario
degli incontri.
Presentazione del percorso al gruppo
Raccolta impressioni, proposte e adesioni
su attività con domande mirate. Ad esempio
realizzando dei cartelloni che rappresentino
graficamente (anche attraverso dei simboli
o fumetti) i temi degli incontri e garantendo
ai partecipanti la possibilità di proporre
suggerimenti e idee scrivendole su
cartoncini da attaccare al cartellone con il
tema sul quale vogliono fare la proposta.
Circle time
I partecipanti, riuniti in cerchio,
sono invitati ad esporre i loro
pensieri e idee sul percorso
appena proposto attraverso
domande stimolo
Coinvolgere i ragazzi sulla scelta
dei temi per avere una ricaduta
più ampia e significativa
IMPORTANTE!
La comprensione del percorso
da parte dei ragazzi e capire se
risponde ai loro bisogni
62
IMPORTANTE!
Spiegare ai ragazzi perché alcune proposte
verranno accolte e altre no.
Cartoncini, fogli e penne.
CaPItolo 4
2) FASE OBIETTIVI:
ATTIVITÀ
STRUMENTI
Presentare paesi di provenienza
e bagagli culturali propri di
ciascun partecipante e ricostruire
il percorso migratorio.
Ripercorrere insieme la propria storia
personale partendo dal punto di partenza
del loro viaggio per riconfigurare insieme:
dove è cominciato, quali sono state le tappe
intermedie e quali le prospettive future del
loro viaggio. Ad esempio ogni partecipante
(o piccoli gruppi divisi per nazionalità)
possono segnalare su di una carta
geografica il loro paese di origine
(presentando e condividendo alcune
caratteristiche della loro cultura di
appartenenza) e dei luoghi che hanno
attraversato.
Questa attività è fondamentale per ciascuno
degli utenti per poter individuare “dove
realmente si vuole andare” sia da un punto
di vista fisico (la meta del viaggio che si
vuole fare) sia da un punto di vista
metaforico (chi si vuole diventare).
Circle time
Raccolta feedback immediati
dei partecipanti
Alla fine di ogni incontro verranno raccolti
feedback circa l’andamento del l’incontro
stesso attraverso domande stimolo semplici
e chiare per tutti.
Focus Group
3) FASE OBIETTIVI:
ATTIVITÀ
STRUMENTI
Promuovere azioni specifiche di
orientamento,
accompagnamento e supporto
tesi ad agevolare l’accoglienza e
l’integrazione sociale.
Partendo dal riconoscimento della
condizione attuale (realtà della comunità e
persone che vi operano) riuscire a
individuare di quali risorse esterne si
dispone e di cui si può usufruire.
Viene utilizzata una lavagna a fogli mobili
dove poter buttare giù tutti i nomi che
gravitano all’interno dell’equipe di lavoro
della comunità, se si conoscono tutti i
membri, se si conoscono le diverse funzioni
e in base ai propri bisogni a chi ci si può
rivolgere.
E’ molto importante avere un riscontro sulle
percezione dei partecipanti e, in particolare,
integrare e correggere quelle incomplete o
errate nei confronti della comunità e di chi
vi opera).
Circle time
Alla fine di ogni incontro verranno raccolti
feedback circa l’andamento del l’incontro
stesso attraverso domande stimolo semplici
e chiare per tutti.
Focus Group
IMPORTANTE!
In caso di messaggi e/o richieste
nei confronti della comunità è
fondamentale essere pronti a
dare feedback immediati
all’interno del percorso stesso
Raccolta feedback immediati dei
partecipanti
Utilizzo di cartine e mappe
geografiche e un cartellone per
personalizzare le traiettorie dei
viaggi anche attraverso l’uso di
colori.
Cartelloni
Illustrazione grafiche o disegni
delle figure professionali e dei
servizi/compiti della comunità
63
CaPItolo 4
4) FASE OBIETTIVI:
Da strutturare in 2 incontri:
ATTIVITÀ
STRUMENTI
Partendo dalla condivisione della propria
personalità e delle propria condizione
attuale (ovvero quanto svolto nelle fasi
precedenti), si inizia a delineare il percorso
di vita verso l’autonomia.
Chiedere ai partecipanti di condividere le
loro esperienze di studio e/o di lavoro
maturate per valorizzare il loro bagaglio di
capacità ed esperienze.
Circle time
In un secondo momento si può utilizzare
un esempio di annuncio di lavoro per
simulare l’elaborazione di una lettera di
presentazione e la costruzione di un
curriculum vitae.
Realizzare un cartellone nel quale sono
illustrati graficamente i contenuti base di un
curriculum (ad esempio Foto, dati
personali, formazione, esperienze
professionali, capacità) e fare in modo che
ciascun partecipante compili il proprio.
Cartelloni
Fogli
Penne e colori
Illustrazioni grafiche, disegni e/o
immagini
Raccolta feedback immediati
dei partecipanti
Alla fine di ogni incontro verranno raccolti
feedback circa l’andamento del l’incontro
stesso attraverso domande stimolo semplici
e chiare per tutti.
Focus group
5) FASE OBIETTIVI:
Da strutturare in 2 incontri:
ATTIVITÀ
STRUMENTI
A seguito della condivisione di esperienze e
competenze proprie di ciascun partecipante
attraverso il curriculum è fondamentale
completarlo con la descrizione delle
caratteristiche della personalità attraverso la
rilevazione di “punti di forza” e “punti
deboli”. Chiedere ai ragazzi di disegnare il
proprio percorso di vita (realizzato ad
esempio come un labirinto o una strada)
all’interno del quale inserire i loro punti di
forza e di debolezza anch’essi rappresentati
da simboli (scelti individualmente). Una
volta completato il percorso ogni
partecipante lo presenterà spiegando i
propri simboli e relativi significati.
Circle time
Attività ricreativa per raccogliere feedback
finalizzata a valutare quanto le varie fasi del
percorso sono state utili per i ragazzi. Ad
esempio elaborare delle domande stimolo
inerenti le varie fasi del percorso e chiedere
ai ragazzi di rispondere liberamente
attraverso tre faccine: una sorridente, una
triste e una annoiata. Per ottenere una
valutazione efficiente potrebbe essere utile
far realizzare questa attività da un educatore
Focus group
Domande stimolo
Cartoncini illustrati
Elaborare un proprio progetto di
vita partendo dal proprio
bagaglio di esperienze e capacità
in funzione di possibili
orientamenti di studio e/o di
lavoro.
Rafforzare la percezione della
propria identità, la stima di sé, la
fiducia nelle proprie capacità, la
curiosità, la motivazione nel
raggiungere un obiettivo.
Avere un feedback di tutto il
percorso per valutare se gli
obiettivi sono stati raggiunti o
per dare ulteriori chiarimenti
ATTENZIONE!
Fare in modo che i feedback e le
proposte dei partecipanti, emerse
durante l’intero percorso,
vengano ascoltate e prese in
64
Cartelloni
Fogli
Penne e colori
CaPItolo 4
considerazione in funzione di un
livello sempre maggiore di
partecipazione e condivisione
delle decisioni tra minori e adulti
Raccogliere proposte per un
nuovo percorso
Conclusione dei lavori.
che non ha preso parte agli incontri con i
ragazzi in modo tale che gli stessi si sentano
maggiormente liberi di rispondere.
Coinvolgere i partecipanti nel proporre
nuove tematiche di loro interesse (in
particolare se emerse durante lo
svolgimento del percorso stesso) per
avviare un nuovo percorso partecipativo.
Ad esempio far scrivere o disegnare delle
proposte su un cartellone.
Circle time
Brainstorming
Penne e cartellone
Momento di festa finale con possibile
esposizione di tutto il materiale prodotto
negli incontri.
MEtoDoloGIa UtIlIZZata
- Stabilire con i ragazzi e le ragazze i principi del funzionamento del gruppo durante le
attività (libertà di espressione, dovere di ascolto, non discriminazione, rispetto della
cultura di appartenenza, possibilità di esprimersi nella propria lingua).
- Presentare e chiarire le finalità del percorso e le varie fasi in cui sarà articolato.
- Fare in modo che ogni incontri con i minori abbia un momento iniziale ed un momento
finale che contraddistingua le attività del percorso da ogni altra attività quotidiana della
comunità.
- Utilizzare sempre un approccio e materiale child friendly adeguato all’età e al grado di
maturità dei partecipanti.
- Chiarire la finalità del percorso e le varie fasi in cui sarà articolato
- Fornire per ogni tema proposto stimoli iniziali molto semplici per sollecitare una
discussione quanto più possibile originale, indirizzata su alcuni temi ma non pilotata nei
contenuti.
- Mettere a disposizione strumenti espressivi diversificati, semplici o più complessi,
accattivanti (carte, stoffe, pc, internet, colori, videocamera), per favorire la libertà di
espressione attraverso il linguaggio e il mezzo prescelto, e mantenere un clima positivo e
di gioco.
- Elaborare, per ogni azione, specifici strumenti in grado di indagare le differenti criticità e
aree oggetto di osservazione, e fissare degli standard di servizio necessari per valutare il
raggiungimento degli obiettivi e il livello di gradimento delle prestazioni realizzate;
- Alla fine di ogni incontro è previsto un momento di restituzione immediata
sull’andamento dello stesso nonché una valutazione conclusiva alla fine dell’intero
percorso.
Il percorso si fonda sull’utilizzo delle seguenti metodologie: su forme
innovative, quali l’orientamento narrativo; su processi comunitari di sensibilizzazione e
sviluppo di sinergie; su strategie di rete orientate ad attivare confronti.
Un’attenzione particolare è dedicata alla dimensione del gioco come elemento comune e
canale di comunicazione tra culture differenti.
UtIlIZZo DEGlI StaNDaRD PER la PaRtECIPaZIoNE
Standard 1 - Approccio etico: trasparenza, onestà e responsabilità
Il percorso consente ai minori di ricostruire il loro vissuto, di accrescere capacità e
competenze chiarendo i limiti e l’impatto dei risultati attesi e infine di creare un percorso
realmente sostenibile dai ragazzi ai quali si rivolge.
Standard 2 – Partecipazione rilevante e volontaria
Lo spazio, il tempo e i contenuti di lavoro vengono definiti di volta in volta con i ragazzi e ad
ogni incontro un partecipante può essere nominato come facilitatore del gruppo, per
supportare i pari nelle attività proposte (peer support).
65
CaPItolo 4
Standard 3 – Ambiente motivante e a misura di ragazzo/a
Il percorso rafforza la percezione di sé come soggetti portatori di esperienza e conoscenza
che può essere utilizzata per la costruzione di una riflessività comune; assicura un tempo
idoneo all’emersione delle risorse e allo sviluppo di strumenti e azioni efficaci; sviluppa agio
e benessere.
Standard 4 – Pari opportunità
Il percorso finalizza la loro partecipazione ad un rafforzamento della capacità di inclusione
sociale e protezione sia personale che dei pari coinvolti, valorizza le differenze e il
trasferimento di competenze tra i membri del gruppo, riconoscendo ad ognuno la possibilità
di offrire un apporto.
Standard 5 – Il personale è efficiente e preparato
I ragazzi vengono accompagnati da operatori formati sulla metodologia partecipativa.
Standard 6 – La partecipazione promuove la sicurezza e la protezione
dei ragazzi/e
Fondamentale garantire a tutti i ragazzi e le ragazze la confidenzialità, l’anonimato e il
rispetto dei loro confini. Definire come regola del gruppo di lavoro quella di ottenere
sempre il consenso per poter usare le informazioni che i ragazzi forniscono e salvaguardare
tutte quelle confidenziali.
Standard 7 – Follow up e valutazione
Al termine del percorso necessaria una valutazione con i ragazzi e le ragazze partecipanti sul
lavoro svolto e sull’importanza della condivisione dei risultati emersi.
RISUltatI
Il percorso contribuisce all’integrazione culturale e sociale dei minori ai quali si rivolge.
I Ragazzi hanno accesso a un contesto e degli strumenti adeguati per essere informati,
quindi elaborare ed esprimere in modo autentico le loro opinioni e possibili indicazioni di
intervento a partire dalla propria esperienza; hanno la possibilità di ripercorrere il loro
vissuto creando una mappa che permetta di visualizzare conoscenze, capacità ed esperienze.
Ogni minore ha una nuova percezione di sé, pienamente consapevole dei suoi diritti e dei
suoi doveri, e del suo ruolo fondamentale come responsabile del benessere sociale della
comunità.
Rientrano inoltre tra i risultati attesi: la realizzazione di un modello di intervento
riproponibile; la crescita umana e professionale di tutti i soggetti coinvolti; una
sensibilizzazione attiva sul territorio.
CRItICItà
Le criticità sono rappresentate nella difficoltà della comprensione linguistica delle tematiche
affrontate.
Per superare le criticità si consiglia il supporto di un mediatore culturale e l’utilizzo di
materiale child friendly che agevola la comprensione delle tematiche che possono risultare
più complesse.
PUNtI DI FoRZa
Lavorare con i ragazzi e le ragazze su questioni urgenti e realmente sentite nella loro
quotidianità ed esperienza di vita.
Un clima di lavoro di gruppo positivo ed emozionante, quindi propulsivo per la realizzazione
di una partecipazione effettiva.
La possibilità di poter esprimere liberamente la propria personalità attraverso strumenti e
attività mirate.
La presentazione e valorizzazione del proprio bagaglio culturale rafforza l’autostima, la
percezione di sé e stimola ad un coinvolgimento attivo.
66
CaPItolo 4
aREa VIta IN CoMUNItà
tItolo DEl PERCoRSo/attIVItà DI PaRtECIPaZIoNE
“Culture a Confronto”
Laboratorio partecipato per minori migranti sui temi del confronto culturale, dei diritti e
dell’integrazione29.
FINalItà E oBIEttIVI
- Stimolare il dibattito tra i minori attraverso la visione di film, cortometraggi, video.
- Far emergere le opinioni ed il punto di vista dei ragazzi su temi di comune interesse,
quali: diritti, integrazione, sessualità, ruolo della donna, culto religioso.
- Promuovere la conoscenza ed il confronto con altre culture.
- Favorire l’integrazione dei minori all’interno e all’esterno della comunità.
- Creare spazi di ascolto strutturato finalizzati alla condivisione di bisogni, stati d’animo e
percezioni dei minori circa il percorso di accoglienza e integrazione.
- Consultare e informare i minori circa i loro diritti e doveri in comunità.
- Migliorare il clima e la relazione educativa tra minori e operatori garantendo il diritto ad
essere ascoltati e partecipare.
DURata
Un incontro al mese della durata di due ore circa.
RISoRSE E StRUMENtI
Un operatore che facilita gli incontri ed un mediatore culturale che supporta il confronto;
locali per la visione, attrezzatura multimediale.
29
Percorso sperimentato dalla
Comunità di pronta accoglienza
Cooperativa “Prospettiva” (San
Giovanni Galermo - CT)
DESCRIZIoNE DEll’attIVItà DI PaRtECIPaZIoNE
il percorso puo’ essere articolato nelle seguenti fasi:
1) FASE OBIETTIVI:
ATTIVITÀ
STRUMENTI
Condividere con i minori il
percorso che si intende
realizzare, le attività e gli obiettivi
.
Si propone la visione di un primo video e/o
cortometraggio, relativo ad un tema di
interesse comune, in modo tale da
presentare al gruppo l’attività che si
propone di realizzare.
Attrezzatura multimediale.
A seguire i ragazzi vengono coinvolti nella
individuazione dei temi che potrebbero
essere affrontati nei successivi due incontri.
Ad esempio scrivendo liberamente su un
grande cartelloni i temi che vorrebbero
affrontare nei successivi incontri.
Un grande cartellone dove
indicare i temi proposti dai
minori.
Chiedere la loro opinione su
cadenza e orario degli incontri.
Coinvolgerli nella scelta delle
tematiche da affrontare in modo
da avere il più alto grado di
partecipazione ed interesse.
Circle time
Brainstorming
Conduzione del gruppo a cura
del mediatore culturale e
dell’insegnante del laboratorio di
lingua italiana.
67
CaPItolo 4
2) FASE OBIETTIVI:
ATTIVITÀ
STRUMENTI
Favorire i processi di
partecipazione ed il confronto
tra culture.
Si propone la visione del secondo film e/o
cortometraggio.
Attrezzatura multimediale.
Promuovere l’emersione dei
vissuti, delle curiosità, dei
bisogni, in riferimento al tema di
comune interesse, scelto dai
minori nella prima fase.
A seguire i ragazzi vengono coinvolti dagli
operatori nell’esprimere pareri e punti di
vista relativi al film che e’ stato proiettato ad
esempio attraverso domande stimolo che
possono facilitare il confronto.
Circle time
Un grande cartellone dove
indicare le emozioni, i vissuti, le
opinioni suscitate dalla visione
del film .
Conduzione del gruppo a cura
del mediatore culturale e
dell’insegnante del laboratorio di
lingua italiana.
Raccolta feedback dei
partecipanti in merito all’attività
svolta.
Nella fase conclusiva dell’incontro vengono
raccolti i feedback dei partecipanti attraverso
la proposizione di brevi e chiari quesiti.
Focus group
3) FASE OBIETTIVI:
ATTIVITÀ
STRUMENTI
Stimolare l’emersione e la
condivisone dei punti di vista dei
minori in relazione alla pellicola
visionata.
Si propone la visione del terzo film.
Attrezzatura multimediale.
A seguire i ragazzi vengono coinvolti dagli
operatori nell’esprimere pareri e punti di
vista relativi al film che e’ stato proiettato. Se
necessario facilitare l’emersione dei punti di
vista ed il confronto attraverso l’utilizzo di
illustrazioni grafiche e/o disegni.
Circle time
Attività ricreativa per raccogliere feedback
finalizzata a valutare quanto le varie fasi del
percorso sono state utili per i ragazzi. Ad
esempio elaborare delle domande stimolo
inerenti le varie fasi del percorso e chiedere ai
ragazzi di rispondere liberamente attraverso
tre faccine: una sorridente, una triste e una
annoiata. Per ottenere una valutazione
efficiente potrebbe essere utile far realizzare
questa attività da un educatore che non ha
preso parte agli incontri con i ragazzi in modo
tale che gli stessi si sentano maggiormente
liberi di rispondere.
Focus group
Domande stimolo
Cartoncini illustrati
IMPORTANTE!
Valutare, alla luce del dibattito, le
aspettative, le fragilità , i vissuti dei
ragazzi in modo da poter realizzare
interventi di sostegno “mirati”.
Avere un feedback di tutto il
percorso per valutare se gli
obiettivi sono stati raggiunti o
per dare ulteriori chiarimenti
68
Un grande cartellone dove
indicare le emozioni, i vissuti, le
opinioni suscitate dalla visione
del film.
CaPItolo 4
Raccogliere proposte per un
nuovo percorso
Coinvolgere i partecipanti nel proporre
nuove tematiche di loro interesse (in
particolare se emerse durante lo
svolgimento del percorso stesso) per
avviare un nuovo percorso partecipativo.
Ad esempio far scrivere o disegnare delle
proposte su un cartellone.
Circle time
Brainstorming
Penne e cartellone
Conclusione dei lavori
Per ufficializzare la conclusione delle attività
viene realizzato un momento di convivialità.
procedendo alla preparazione del tè
secondo la tradizione nord africana.
Materiali per la preparazione e
somministrazione del tè
secondo la tradizione nord
africana.
Conduzione del gruppo a cura
del mediatore culturale e
dell’insegnante del laboratorio di
lingua italiana.
MEtoDoloGIa UtIlIZZata
Chiarire, preliminarmente, gli obiettivi del percorso e le attività che ne scandiscono lo
svolgimento.
Creare un clima sereno che implementi la positiva relazione tra i minori, e tra questi ultimi
e gli operatori.
Stabilire, con i ragazzi, le regole di funzionamento del gruppo, quali: ascolto attivo, libera
espressione, rispetto per il punto di vista altrui, contrasto a pregiudizi e discriminazioni.
Fornire adeguati stimoli affinché vengano proposte dai minori tematiche di interesse
comune.
Adottare un approccio child friendly adeguato all’età ed al grado di maturità dei partecipanti.
Mettere a disposizione strumenti espressivi diversificati, semplici o più complessi,
accattivanti (carte, stoffe, pc, internet, colori, videocamera), per favorire la libertà di
espressione attraverso il linguaggio e il mezzo prescelto, mantenendo un clima positivo e di
gioco.
Alla fine di ogni incontro è previsto un momento di restituzione immediata sull’andamento
dello stesso nonché una valutazione conclusiva alla fine dell’intero percorso in modo da
cogliere il livello di interesse e coinvolgimento del gruppo rispetto alle attività svolte.
UtIlIZZo DEGlI StaNDaRD PER la PaRtECIPaZIoNE
Standard 1 - Approccio etico: trasparenza, onestà e responsabilità
Il percorso è stato realizzato in modo tale da assicurare che i minori potessero esprimere
liberamente le loro idee ed opinioni. Lo scopo della loro partecipazione e’ stato chiarito in
fase preliminare e, sempre nella suddetta fase, sono state fornite tutte le informazioni in
merito al loro coinvolgimento.
Standard 2 – Partecipazione rilevante e volontaria
I tempi e le modalità di realizzazione del percorso partecipativo vengono stabiliti insieme ai
minori, conformemente alle loro capacità, caratteristiche ed interessi.
Standard 3 – Ambiente motivante e a misura di ragazzo/a
Chiarire, in via preliminare, il contenuto delle attività, garantendo un clima sereno e positivo
e mettendo a disposizione tempi e risorse adeguate assicurando un ambiente motivante per
i minori coinvolti.
Standard 4 – Pari opportunità
Le regole ed i principi di funzionamento del gruppo hanno reso possibile una piena
partecipazione dei suoi componenti, priva di qualsiasi forma di discriminazione.
69
CaPItolo 4
Standard 5 – Il personale è efficiente e preparato
Gli operatori coinvolti nelle attività rivolte ai minori sono stati adeguatamente formati alla
metodologia partecipativa.
Standard 6 – La partecipazione promuove la sicurezza e la protezione
dei ragazzi/e
Fondamentale garantire a tutti i ragazzi e le ragazze la confidenzialità,
l’anonimato e il rispetto dei loro confini. Definire come regola del gruppo di lavoro quella di
ottenere sempre il consenso per poter usare le informazioni che i ragazzi forniscono e
salvaguardare tutte quelle confidenziali. Inoltre è stato loro garantito un adeguato supporto
quando la partecipazione ha fatto emergere particolari vulnerabilità
Standard 7 – Follow up e valutazione
In ogni singola fase del percorso si procede ad una restituzione e conseguente valutazione
di quanto realizzato con i minori stessi.
Nella fase conclusiva sono stati valutati i risultati conseguiti.
RISUltatI
Integrazione culturale, implementazione del dialogo e dei livelli di partecipazione dei minori
migranti. Interiorizzazione delle regole e dei principi che scandiscono il funzionamento del
gruppo, possibilità di esprimere il proprio punto di vista e confrontarlo con quello degli altri.
Contrasto di ogni forma di discriminazione.
CRItICItà
Iniziale difficoltà dei membri del gruppo nel proporre le possibili tematiche oggetto delle
attività. Reticenza nell’esprimere i propri vissuti e punti di vista rispetto a questioni delicate
quali la sessualità, la condizione femminile, il credo religioso. difficoltà nell’intercettazione e
nel contrasto dei pregiudizi.
PUNtI DI FoRZa
Eterogeneità del gruppo, interesse per le tematiche trattate, condivisione di spazi e momenti
“dedicati”, ruolo centrale delle regole e dei principi che scandiscono il funzionamento del
gruppo.
TITolo del Percorso/ATTIVITà dI PArTecIPAzIone
Percorso partecipato di prevenzione sui temi: tabagismo, contagio H.I.V. e
malattie sessualmente trasmissibili, cura e igiene personale30.
FINalItà E oBIEttIVI
Le attività di educazione alla salute sono mirate alla prevenzione dei comportamenti a rischio
maggiormente diffusi nella popolazione giovanile, tra i quali; tabagismo, il contagio da H.I.V.
e dalle malattie sessualmente trasmissibili.
Risulta necessario favorire la consapevolezza circa l’importanza della prevenzione e
promuovere una cultura del benessere per contrastare efficacemente l’avvio di pericolose
abitudini.
30
Percorso partecipativo
sperimentato dallo Sprar per
minori “Il Vivarium” di Squillace
(CZ).
70
Obiettivi specifici:
- Consultare e informare i ragazzi circa i temi legati alla cura del proprio corpo.
- Ampliare e approfondire la conoscenza di tematiche delicate come quelle inerenti il
proprio corpo.
- Affrontare tali tematiche con l’ausilio ed il supporto di professionisti del settore e
materiale child friendly.
- Facilitare e sensibilizzare all’adozione di comportamenti preventivi.
- Promuovere atteggiamenti e comportamenti alternativi.
- Promuovere stili di vita sani.
- Riduzione consapevole di comportamenti e abitudini dannose per la salute.
- Garantire ai ragazzi la possibilità di divenire protagonisti di cambiamenti per la loro vita.
CaPItolo 4
DURata
4 incontri da svolgere nell’arco di 2 mesi (un incontro da svolgere ogni 15 giorni circa )
RISoRSE E StRUMENtI
Due educatori che facilitano il confronto e il mediatore culturale che supporta il gruppo
dei ragazzi durante lo svolgimento degli incontri, con l’ausilio di materiale child friendly e
tecniche interattive di sensibilizzazione e partecipazione.
Figure professionali specializzate
DESCRIZIoNE DEll’attIVItà DI PaRtECIPaZIoNE
Il percorso può essere articolato nelle seguenti fasi:
1) FASE OBIETTIVI:
ATTIVITÀ
STRUMENTI
Condivisione obiettivi, modalità
di lavoro presentando ai ragazzi
le figure professionali esterne
alla comunità che
parteciperanno ad alcuni degli
incontri spiegando loro il motivo
di tale coinvolgimento e
ascoltando le loro opinioni in
merito.
Creazioni di illustrazioni/disegni
sui temi che si propongono ai
ragazzi lasciando loro la
possibilità di proporne uno
ulteriore.
Domande stimolo
Fogli, penne e colori
Coinvolgere i ragazzi sulla scelta
dei temi per avere una ricaduta
più ampia e significativa.
Presentazione del percorso al gruppo.
Raccolta impressioni, proposte e adesioni
su attività attraverso domande mirate.
Illustrare il percorso che si svolgerà, su cosa
verteranno i vari incontri e quali sono le
“regole” da rispettare durante tali
appuntamenti. Ad esempio attraverso la
creazione di una “linea del tempo” nella
quale collocare gli incontri che si terranno e
il tema che si affronterà in ogni incontro.
Ogni tema può essere presentato
graficamente su dei cartelloni da attaccare
alla linea del tempo; coinvolgere i ragazzi
nella realizzazione dei cartelloni.
2) FASE OBIETTIVI:
ATTIVITÀ
STRUMENTI
Introduzione al tema:
Cura e igiene personale
Informare correttamente i
ragazzi sul tema, rafforzare i
fattori protettivi e
promuovere il benessere.
Chiedere ai ragazzi cosa significa secondo
loro il concetto di “cura del proprio corpo”
e di “igiene della persona” (presentandolo a
parole o attraverso disegni) e di elencare
quelli che secondo loro sono gli accessori
per la cura e l’igiene personale.
Cartelloni
Illustrazioni grafiche e/o disegni
Domande stimolo
Cartoncini
Fornire agli ospiti le regole
basilari per una corretta cura e
igiene personale.
Partendo da quanto emerso, un operatore
spiegherà loro come usare in modo
corretto gli accessori per l’igiene personale.
Insieme ai ragazzi si stilerà un verbale
dell’incontro e un vademecum per la cura e
l’igiene personale realizzato attraverso loro
disegni e/o illustrazioni che può essere
affisso nei locali della comunità.
Presentare gli accessori per la cura
e l’igiene personale (Spazzolino,
sapone, bagno schiuma, creme).
L’informazione viene realizzata
offrendo ai ragazzi materiale child
friendly (illustrazioni, disegni,
immagini) sui temi proposti;
i ragazzi vengono stimolati a
partecipare attivamente con
discussioni, a raccontare le
proprie esperienze.
Raccolta feedback immediati dei
partecipanti
Alla fine di ogni incontro verranno raccolti
feedback circa l’andamento del l’incontro
stesso attraverso domande stimolo semplici
e chiare per tutti.
Focus group
71
CaPItolo 4
3) FASE OBIETTIVI:
ATTIVITÀ
STRUMENTI
Introduzione al tema:
Tabagismo.
Informare i ragazzi circa i rischi
connessi all’utilizzo del tabacco
per prevenire o limitare
l’instaurarsi di abitudini sbagliate
e dannose.
Coinvolgere i partecipanti
nell’individuazione dei danni che
l’assunzione di tabacco provoca
nel nostro corpo.
Rivolgere loro domande stimolo per
comprendere e condividere il loro punto
di vista.
Prevedere la partecipazione di un esperto
nella prevenzione e/o nella cura del
tabagismo esterno alla struttura può
essere molto utile ai fini del
coinvolgimento e dell’interesse dei
ragazzi.
La tecnica usata è quella del
brainstorming, e l’utilizzo di
materiale cartaceo illustrativo,
slide. Personale esterno alla
struttura
Raccolta feedback immediati dei
partecipanti
Alla fine di ogni incontro verranno raccolti
feedback circa l’andamento del l’incontro
stesso attraverso domande stimolo
semplici e chiare per tutti.
Focus group
4) FASE OBIETTIVI:
ATTIVITÀ
STRUMENTI
Introduzione al tema:
HIV
Facilitare la capacità di riflessione
e verbalizzazione dei ragazzi
nell’esprimere eventuali difficoltà
legate alle tematica in oggetto.
Dal momento che tale argomento risulta il
più delicato e complesso è fondamentale la
presenza ed il supporto di personale
specializzato esterno alla struttura con il quale
i ragazzi possano confrontarsi
Verrà condiviso con i partecipanti
l’importanza del sesso sicuro e le buone
pratiche relative ai rapporti sessuali protetti.
Personale professionale
specializzato esterno alla
struttura.
Valutare insieme ai minori
l’impatto delle attività svolte e
l’utilità delle indicazioni condivise
A conclusione del percorso verranno
condivise con i ragazzi alcune domande per
valutare l’andamento dell’intero percorso. Ad
esempio elaborare delle domande stimolo
inerenti le varie fasi del percorso e chiedere ai
ragazzi di rispondere liberamente attraverso
tre faccine: una sorridente, una triste e una
annoiata. Per ottenere una valutazione
efficiente potrebbe essere utile far realizzare
questa attività da un educatore che non ha
preso parte agli incontri con i ragazzi in modo
tale che gli stessi si sentano maggiormente
liberi di rispondere.
Focus Group
Domande stimolo
Cartoncini illustrati
Raccogliere proposte
per un nuovo percorso
Coinvolgere i partecipanti nel proporre
nuove tematiche di loro interesse (in
particolare se emerse durante lo
svolgimento del percorso stesso) per
avviare un nuovo percorso partecipativo.
Ad esempio far scrivere o disegnare delle
proposte su un cartellone.
Circle time
Brainstorming
Conclusione dei lavori
Momento di festa finale con possibile
esposizione di tutto il materiale prodotto
negli incontri
ATTENZIONE!
Fare in modo che i feedback e le
proposte dei partecipanti, emerse
durante l’intero percorso,
vengano ascoltate e prese in
considerazione in funzione di un
livello sempre maggiore di
partecipazione e condivisione
delle decisioni tra minori e adulti
72
Pc, illustrazioni e materiale child
friendly riguardante l’educazione
sessuale.
CaPItolo 4
MEtoDoloGIa UtIlIZZata
- Coinvolgere i ragazzi sulla scelta dei temi per avere una ricaduta più ampia e significativa.
- Chiarire le finalità del percorso e le varie fasi in cui sarà articolato il progetto.
- Presentare ai partecipanti tutte le figure professionali che prenderanno parte agli incontri
e relativa motivazione.
- Fare in modo che ogni incontri con i minori abbia un momento iniziale ed un momento
finale che contraddistingua le attività del percorso da ogni altra attività quotidiana della
comunità.
- Utilizzare sempre un approccio e materiale child friendly adeguato all’età e al grado di
maturità dei partecipanti.
- I ragazzi vengono stimolati a partecipare attivamente con discussioni, attività grafiche,
volti a favorire la libertà di espressione e mantenere un clima positivo e di gioco.
- Fornire per ogni tema proposto stimoli iniziali, utilizzando la tecnica del brainstorming,
questo per far emergere nuove idee, in un clima in cui ogni partecipante sia tenuto ad
esprimere il proprio pensiero, senza pregiudizi o critiche preventive.
- Alla fine di ogni incontro è previsto un momento di restituzione immediata
sull’andamento dello stesso nonché una valutazione conclusiva alla fine dell’intero
percorso.
UtIlIZZo DEGlI StaNDaRD PER la PaRtECIPaZIoNE
Standard 1 - Approccio etico: trasparenza, onestà e responsabilità
Le tematiche, gli obiettivi ed i risultati vengono condivisi con i partecipanti in maniera
trasparente. Il percorso prevede la collaborazione tra operatori e minori; il coinvolgimento
degli operatori è indispensabile per far comprendere ai ragazzi che il percorso intrapreso è
stato adottato per e con loro in un ottica di trasparenza e onestà, al fine di creare un
percorso realmente sostenibile per i minori.
Standard 2 – Partecipazione rilevante e volontaria
Durante gli incontri, le modalità di lavoro ed i tempi vengono definiti con i ragazzi secondo
modalità e tempistiche consoni al loro grado di padronanza linguistica, esso stesso è un
intervento volto al supporto del rafforzamento delle competenze linguistiche dei minori
Standard 3 – Ambiente motivante e a misura di ragazzo/a
La spinta motivazionale ad agire, partecipare, progettare è tanto più alta quanto più i ragazzi
sono stimolati a liberarsi dalla condizione di uditori passivi, in grado di dare un valido
contributo alla stesura del percorso, e non come meri destinatario a cui offrire discorsi
preconfezionati.
Standard 4 – Pari opportunità
Il percorso permette la partecipazione ed il coinvolgimento di tutti i minori presenti nella
struttura, promuovendo ruoli ed impegni, attraverso il quale sarà possibile esprimere la
propria cultura, la storia, le tradizioni, gli usi e i costumi del paese di provenienza
Standard 5 – Il personale è efficiente e preparato
I ragazzi devono essere accompagnati lungo il percorso da educatori, operatori socio-sanitari
esperti e formati sui temi trattati e sulle metodologie partecipative
Standard 6 – La partecipazione promuove la sicurezza e la protezione
dei ragazzi/e
Il principio del superiore interesse del minore definisce, come regola del gruppo di lavoro,
quella di ottenere sempre il consenso, per poter usare le informazioni che i ragazzi forniscono
e salvaguardare tutte quelle confidenziali. Vista la delicatezza di alcune tematiche proposte
nessun partecipante deve essere forzato a partecipare o a condividere esperienze personali.
Standard 7 – Follow up e valutazione
Al termine del percorso si effettuerà una valutazione con i ragazzi sul lavoro svolto e
sull’importanza della condivisione dei bisogni e necessità emersi per valutare l’acquisizione
dei concetti generali di salute e prevenzione. In base a quanto emerso dai partecipanti si
potrà strutturare un nuovo percorso partecipativo.
73
CaPItolo 4
RISUltatI
- sviluppare le capacità personali a partire da una educazione alla responsabilità e alla
partecipazione, potenziando la partecipazione alle scelte e alle decisioni che riguardano la
propria salute.
- promuovere la conoscenza dei comportamenti che hanno rilevanza per la salute.
- intervenire sulle variabili psicologiche, relazionali, sociali, culturali e ambientali che
influenzano i comportamenti a rischio e che rendono difficile l’acquisizione di
comportamenti sani.
- ridurrei comportamenti a rischio per la salute, favorendo l’acquisizione di nuove
conoscenze, atteggiamenti e capacità operative attinenti a stili di vita sani.
CRItICItà
Potrebbe risultare difficile promuovere una riflessione e intervenire sulle eventuali resistenze
alla modifica di comportamenti a rischio.
Incontrare difficoltà ad affrontare determinate tematiche particolarmente delicate sia sotto
un punto di vista personale che religioso e culturale.
PUNtI DI FoRZa
Lavorare con i ragazzi utilizzando metodologie flessibili e dinamiche volte ad analizzare,
affrontare, risolvere incertezze ed incomprensioni su tematiche delicate, attraverso una
comunicazione assertiva e ad ampio raggio, volta a favorire il dialogo e la partecipazione sia
per coloro che presentano ottime potenzialità dialogiche, sia per coloro che incontrano
difficoltà nell’ambito emotivo e socio-relazionale
TITolo del Percorso/ATTIVITà dI PArTecIPAzIone
La CONSULTA dei Ragazzi
Percorso partecipato per la creazione di uno strumento di partecipazione attiva e
consapevole dei ragazzi e delle ragazze all’interno delle comunità in cui sono accolti.31
FINalItà E oBIEttIVI
- Coinvolgere attivamente i minori nella vita della comunità rendendoli protagonisti dei
cambiamenti delle loro condizioni di vita.
- Conoscere e saper utilizzare strumenti di partecipazione.
- Creare spazi di ascolto strutturato finalizzati alla condivisione di bisogni, stati d’animo e
percezioni dei minori circa il percorso di accoglienza e l’integrazione nella comunità.
- Consultare e informare i minori circa i loro diritti e doveri in comunità.
- Imparare a prendere decisioni condivise tra minori e adulti di riferimento.
- Valorizzare e rafforzare le competenze di ogni partecipante ai fini di una partecipazione
etica e significativa.
DURata
6 incontri da svolgere nell’arco di 3 mesi (un incontro ogni 15gg circa)
RISoRSE E StRUMENtI
Una psicologa ed un mediatore culturale facilitano il gruppo dei ragazzi durante lo
svolgimento degli incontri.
DESCRIZIoNE DEll’attIVItà DI PaRtECIPaZIoNE
Il percorso di creazione della Consulta può essere articolato nelle seguenti fasi:
31
Percorso partecipativo
sperimentato dalla Comunità
Alloggio “L’Albero della Vita”
di Pachino (SR).
74
CaPItolo 4
1) FASE OBIETTIVI:
ATTIVITÀ
STRUMENTI
Presentazione e condivisione
obiettivi, modalità del percorso,
calendario e orario degli incontri
Illustrare il percorso che si svolgerà, su cosa
verteranno i vari incontri e quali sono le
“regole” da rispettare durante tali
appuntamenti. Ad esempio attraverso la
creazione di una “linea del tempo” nella
quale collocare gli incontri che si terranno e
il tema che si affronterà in ogni incontro.
Ogni tema può essere presentato
graficamente su dei cartelloni da attaccare
alla linea del tempo; coinvolgere i ragazzi
nella realizzazione dei cartelloni.
I partecipanti, riuniti in cerchio,
sono invitati ad esporre i loro
pensieri e idee sul percorso
appena proposto.
2) FASE OBIETTIVI:
ATTIVITÀ
STRUMENTI
Approfondire con i ragazzi la
conoscenza della comunità, del
suo funzionamento e delle figure
professionali che vi operano
Attività di descrizione delle funzioni della
Comunità. Ad esempio rappresentando la
comunità come una casa da riempire con
mattoncini su cui sono scritti alcuni
concetti chiave (equipe, accoglienza,
ragazzi, progetti individuali). A gruppetti o
individualmente i ragazzi scrivono il
significato che per loro ha ogni concetto sui
mattoncini, lo attaccano e lo condividono
con i presenti.
Cartellone,
Mattoncini di cartone
Penne e colori
Approfondire aspetti non ancora
chiari dopo i colloqui individuali
di ingresso e orientamento
Attività di descrizione delle funzioni e ruoli
partendo da quanto espresso dai
partecipanti durante l’attività precedente
Ad esempio aiutandosi con la creazione
cartoncini raffiguranti le figure professionali
che operano nella comunità ed il ruolo che
ognuna di esse svolge.
Illustrazioni grafiche/disegni
delle figure professionali presenti
nella comunità
Raccolta feedback immediati dei
partecipanti
Alla fine di ogni incontro verranno raccolti
feedback circa l’andamento del l’incontro
stesso attraverso domande stimolo semplici
e chiare per tutti.
Focus Group
Domande stimolo
IMPORTANTE!
La comprensione del percorso
da parte dei ragazzi e capire se
risponde ai loro bisogni
Domande stimolo
Cartoncini, fogli e penne.
75
CaPItolo 4
3) FASE OBIETTIVI:
Da strutturare in 2 incontri:
ATTIVITÀ
STRUMENTI
Lavorare sul “Sistema di tutela e
protezione”.
Raccogliere opinioni e percezioni circa le
sensazioni provate dai ragazzi subito dopo il
collocamento in comunità, cosa li ha
rassicurati e cosa si potrebbe fare o sarebbe
utile per migliorare le condizioni di vita in
comunità. Ad esempio attraverso la
realizzazione di un fumetto.
Circle time
Fogli, penne e colori
Definire uno strumento di
partecipazione finalizzato a
migliorare la vita in comunità.
“la Consulta dei ragazzi”
In base a quanto emerso nell’attività
precedente (aspetti positivi, idee e proposte
dei ragazzi), proporre ai partecipanti di
creare uno strumento “consultivo” per
affrontare proposte e temi di loro interesse
e decidere insieme come
migliorare/modificare alcuni aspetti della
vita in comunità
Illustrazioni grafiche/disegni su
cosa significa, cosa fa e a cosa
serve un “organo consultivo”
Slides su pc
Brainstorming
Raccolta feedback immediati
dei partecipanti
Alla fine di ogni incontro verranno raccolti
feedback circa l’andamento del l’incontro
stesso attraverso domande stimolo semplici
e chiare per tutti.
Focus Group
4) FASE OBIETTIVI:
ATTIVITÀ
STRUMENTI
Progettare “la Consulta”
stabilendone il regolamento.
Divisi in piccoli gruppi i ragazzi creano un
regolamento.
Ogni gruppo presenta agli altri la sua
proposta e infine verranno adottate le 2 o 3
regole migliori per ogni gruppetto che
andranno a comporre il regolamento della
stessa. Anche gli educatori parteciperanno
inserendo a loro volta 2 o 3 regole. In
conclusione, le regole selezionate verranno
riportate su un cartellone fatto dai ragazzi
Lavoro di gruppo
Brainstorming
Cartelloni
Penne e colori
Stabilire con i minori il
funzionamento e gli ambiti di
intervento della stessa.
Decidere insieme ai partecipanti:
- Tematiche da affrontare
- Calendario delle riunioni
- Strumenti
- Risultati
- Momento di valutazione
Ad esempio chiedendo loro di
disegnare/rappresentare graficamente su un
cartellone la consulta ed il suo
funzionamento
Circle time
Cartelloni
Penne e colori
Avere un feedback di tutto il
percorso per valutare se gli
obiettivi sono stati raggiunti o
per dare ulteriori chiarimenti
Attività ricreativa per raccogliere feedback
finalizzata a valutare quanto le varie fasi del
percorso sono state utili per i ragazzi. Ad
esempio elaborare delle domande stimolo
inerenti le varie fasi del percorso e chiedere
ai ragazzi di rispondere liberamente
attraverso tre faccine: una sorridente, una
Focus group
Domande stimolo
Cartoncini illustrati
Far emergere i principali bisogni
di accoglienza dei minori
stranieri non accompagnati dal
loro punto di vista
76
CaPItolo 4
ATTENZIONE!
Fare in modo che i feedback e le
proposte dei partecipanti,
emerse durante l’intero
percorso, vengano ascoltate e
prese in considerazione in
funzione di un livello sempre
maggiore di partecipazione e
condivisione delle decisioni tra
minori e adulti
triste e una annoiata. Per ottenere una
valutazione efficiente potrebbe essere utile
far realizzare questa attività da un educatore
che non ha preso parte agli incontri con i
ragazzi in modo tale che gli stessi si sentano
maggiormente liberi di rispondere.
Raccogliere proposte per un
percorso da realizzare
nell’ambito della “Consulta”
Coinvolgere i partecipanti nel proporre
tematiche di loro interesse (in particolare se
emerse durante lo svolgimento del percorso
stesso) per avviare un percorso
partecipativo.
Ad esempio far scrivere o disegnare delle
proposte su un cartellone.
Conclusione dei lavori.
Momento di festa finale con possibile
esposizione di tutto il materiale prodotto
negli incontri
Circle time
Brainstorming
Penne e cartellone
MEtoDoloGIa UtIlIZZata
Stabilire con il gruppo il funzionamento dello stesso: i principi di comunicazione e le regole
durante le attività. Presentare e chiarire le finalità del percorso e le varie fasi in cui sarà
articolato. Fare in modo che ogni incontro con i minori abbia un momento iniziale ed un
momento finale che contraddistingua le attività del percorso da ogni altra attività quotidiana
della comunità.
Utilizzare sempre un approccio e materiale child friendly adeguato all’età e al grado di
maturità dei partecipanti.
Fornire per ogni tema proposto degli stimoli iniziali molto semplici per sollecitare una
discussione il più possibile interessante e ricca di informazioni e contenuti.
Offrire loro uno spazio ricreativo in cui sperimentarsi insieme al resto del gruppo.
Utilizzare degli strumenti con alto livello di interazione e di facile accesso per ragazzi con
diversi livelli linguistici e cognitivi, che prevedano utilizzo di linguaggio verbale (più che
scritto), utilizzo altri mezzi espressivi (disegno, video, foto, ecc), che facciano sperimentare ai
ragazzi la negoziazione, il lavoro di gruppo, lo sviluppo di idee. Tra questi strumenti ci sono
creazione di glossari condivisi, brainstorming, storie-simulazioni, creazione di materiali.
Alla fine di ogni incontro è previsto un momento di restituzione immediata sull’andamento
dello stesso nonché una valutazione conclusiva alla fine dell’intero percorso.
UtIlIZZo DEGlI StaNDaRD PER la PaRtECIPaZIoNE
Standard 1 - Approccio etico: trasparenza, onestà e responsabilità
Il percorso ha consentito ai ragazzi e alle ragazze di costruire uno spazio, uno strumento
partecipativo (la Consulta), di accrescere capacità e competenze, chiarendo i limiti e
l’impatto dei risultati attesi e infine di creare un percorso realmente sostenibile.
Standard 2 – Partecipazione rilevante e volontaria
Durante il percorso, i tempi di lavoro ed i contenuti vengono definiti con i ragazzi secondo
modalità, livelli e tempistiche consoni al loro grado di padronanza linguistica,
alfabetizzazione, capacità e condizioni di vita. I ragazzi vengono sostenuti nel coinvolgimento
dei loro pari in contesti positivi di scambio e riflessione e rafforzano la capacità di relazionarsi
su contenuti significativi sia in contesti formali che informali (relazioni personali quotidiane).
77
CaPItolo 4
Standard 3 – Ambiente motivante e a misura di ragazzo/a
Il percorso rafforza la percezione di sé come soggetti portatori di esperienza e conoscenza
che può essere utilizzata per la costruzione di una riflessività comune, assicura un tempo
idoneo all’emersione delle risorse e allo sviluppo di strumenti e azioni efficaci, sviluppa agio
e benessere.
Standard 4 – Pari opportunità
Il percorso finalizza la loro partecipazione ad un rafforzamento della capacità di inclusione
sociale e protezione sia personale che dei pari coinvolti, valorizza le differenze e il
trasferimento di competenze tra i membri del gruppo, riconoscendo ad ognuno la possibilità
di offrire un apporto.
Standard 5 – Il personale è efficiente e preparato
I ragazzi e le ragazze devono essere accompagnati lungo il percorso da educatori esperti e
formati sulle metodologie partecipative
Standard 6 – La partecipazione promuove la sicurezza e la protezione
dei ragazzi/e
Fondamentale garantire a tutti i ragazzi e le ragazze la confidenzialità, l’anonimato e il
rispetto dei loro confini. Assicurare inoltre che il percorso non aumenti l’esposizione a
situazioni di violenza, maltrattamento o sfruttamento; definire come regola del gruppo di
lavoro quella di ottenere sempre il consenso per poter usare le informazioni che i ragazzi
forniscono e salvaguardare tutte quelle confidenziali.
Standard 7 – Follow up e valutazione
Al termine del percorso necessaria una valutazione con i ragazzi e le ragazze partecipanti sul
lavoro svolto e sull’importanza di consolidare lo strumento (La Consulta) con sviluppi futuri
RISUltatI
- Coinvolgimento e partecipazione attiva dei ragazzi nella comunità in cui vivono.
- Miglioramento della qualità della loro vita.
- Responsabilizzazione, socializzazione e rafforzamento dell’autostima.
- Miglioramento della socialità e della convivenza interna.
- Promozione dell’investimento e della partecipazione politico-istituzionale.
CRItICItà
Può risultare difficile far comprendere ai ragazzi l’utilizzo e il funzionamento dello strumento
(la Consulta) e renderli protagonisti in questo ambito. E’ fondamentale fornire loro
strumenti adeguati e accessibili che li supportino nel percorso.
PUNtI DI FoRZa
Lavorare con i ragazzi e le ragazze su questioni urgenti e realmente sentite nella loro
quotidianità ed esperienza di vita.
Un clima di lavoro di gruppo positivo ed emozionante, quindi propulsivo per la realizzazione
di una partecipazione effettiva.
Stimolare la partecipazione alle attività attraverso la valorizzazione di competenze e capacità
dei minori.
78
CaPItolo 4
TITolo del Percorso/ATTIVITà dI PArTecIPAzIone
Laboratorio interculturale partecipato “Mappamondo”32
FINalItà E oBIEttIVI
- Promuovere la conoscenza e lo studio delle altre culture (compresa quella del paese di
accoglienza), dei diversi modi di vivere e di pensare, delle caratteristiche economiche e
sociali, come momento di arricchimento e di crescita comune e miglioramento dei
contatti e delle relazioni interpersonali.
- Favorire l’integrazione dei minori all’interno e all’esterno della comunità.
- Migliorare i rapporti interpersonali tra minori e tra minori e operatori.
- Favorire relazioni positive; facilitare l’inserimento nella vita del paese attraverso la
conoscenza dello stesso; attivare servizi ed interventi specifici per l’inserimento
socio-culturale e lavorativo rispondenti ai bisogni dei beneficiari.
- Sviluppo e arricchimento delle relazioni tra i minori, gli operatori, le istituzioni, uffici
(musei-biblioteca) nonché agevolare scelte più consapevoli per il futuro.
DURata
4 incontri da svolgere nell’arco di 2 mesi (circa uno ogni 15 giorni)
RISoRSE E StRUMENtI
Un educatore che facilita lo svolgimento delle attività con il supporto di un mediatore
culturale e di uno psicologo.
PC, videoproiettore.
Schede informative.
Mappamondo.
Visita guidata presso un museo.
32
Percorso partecipativo
sperimentato dalla Comunità
Alloggio “L’Albero della Vita”
di Pachino (SR).
DESCRIZIoNE DEll’attIVItà DI PaRtECIPaZIoNE
Il percorso può essere articolato nelle seguenti fasi:
1) FASE OBIETTIVI:
ATTIVITÀ
STRUMENTI
Condivisione obiettivi, modalità
di lavoro, calendario e orario
degli incontri.
Illustrare il percorso che si svolgerà, su
cosa verteranno i vari incontri e quali sono
le “regole” da rispettare durante tali
appuntamenti. Chiedere ai partecipanti di
indicare su un mappamondo o sulla carta
geografica il loro paese di provenienza e
spiegare agli stessi che, durante il
percorso, avranno la possibilità di
presentare il loro paese di origine e
conoscere le caratteristiche del paese di
accoglienza e dei paesi di provenienza
degli altri minori presenti in comunità
Presentare poi ai ragazzi le schede che
serviranno loro per inserire le
informazioni relative al proprio paese
specificando gli ambiti da approfondire
(ad esempio aspetti geografici, sociali,
religiosi, economici, tradizionali) realizzati
sotto forma di illustrazioni grafiche per
renderli maggiormente comprensibili ai
minori.
Mappamondo
(o Cartina geografica)
Alla fine di ogni incontro verranno raccolti
feedback circa l’andamento del l’incontro
stesso attraverso domande stimolo
semplici e chiare per tutti.
Focus group
Coinvolgere i ragazzi sulla
scelta dei temi per avere una
ricaduta più ampia e significativa
IMPORTANTE! La comprensione
del percorso da parte dei ragazzi
e capire se risponde ai loro
bisogni
Raccolta feedback immediati
dei partecipanti
Scheda informativa da compilare,
riguardante alcuni aspetti
caratteristici degli Stato di
provenienza (ad esempio aspetti
geografici, sociali, religiosi,
economici, tradizionali).
Le schede potranno essere
compilate individualmente o
per gruppi di nazionalità
79
CaPItolo 4
2) FASE OBIETTIVI:
(realizzare un incontro
per ciascun aspetto da
approfondire)
ATTIVITÀ
STRUMENTI
Redazione della scheda informativa.
In ogni incontro verrà chiesto ai
partecipanti di approfondire uno degli
aspetti caratteristici del proprio paese e
riportare quanto rilevato, nella scheda
informativa. Verrà messa a disposizione dei
ragazzi una connessione internet e dei libri
per fare delle ricerche. E’ molto importante
che i partecipanti possano integrare le
proprie conoscenze di base altri elementi
trovati grazie alle ricerche. Durante la
compilazione della scheda, il conduttore
delle attività, stimolerà confronti tra i
partecipanti sui diversi aspetti caratteristici
di ogni paese.E’ possibile organizzare anche
una visita in un museo per arricchire ancor
di più la ricerca.
Scheda informativa da compilare
Raccolta feedback immediati
dei partecipanti
Alla fine di ogni incontro verranno raccolti
feedback circa l’andamento del l’incontro
stesso attraverso domande stimolo semplici
e chiare per tutti
Focus Group
3) FASE OBIETTIVI:
ATTIVITÀ
STRUMENTI
Presentare le peculiarità culturali
rilevate durante i lavori di
gruppo
Incontro plenario dove ciascun gruppo
presenterà le caratteristiche del proprio Stato
di appartenenza. Lasciare ai ragazzi la libertà
di scegliere il modo migliore di presentare il
proprio lavoro e favorire un clima di
arricchimento reciproco non competitivo.
Cartelloni
illustrazioni grafiche
PC
Oggetti tipici
Musica etnica
Raccogliere informazioni sulla
cultura dei ragazzi da
confrontare con quella del paese
ospitante
Gruppi di lavoro
Libri di testo, siti internet.
Visita al museo
Raccolta di oggetti tipici
di ciascun Paese
Possibile divulgazione itinerante del prodotto
finale nelle scuole del territorio.
Si possono realizzare dei pannelli informativi,
relativi ad ogni paese di provenienza che i
ragazzi stessi presenteranno a loro pari.
Valutare insieme ai minori
l’impatto delle attività svolte e
l’utilità delle indicazioni
condivise
ATTENZIONE!
Fare in modo che i feedback e le
proposte dei partecipanti, emerse
durante l’intero percorso,
vengano ascoltate e prese in
considerazione in funzione di un
livello sempre maggiore di
partecipazione e condivisione
delle decisioni tra minori e adulti
Conclusione dei lavori
80
A conclusione del percorso verranno
condivise con i ragazzi alcune domande per
valutare l’andamento dell’intero percorso.
Ad esempio elaborare delle domande stimolo
inerenti le varie fasi del percorso e chiedere ai
ragazzi di rispondere liberamente su dei
cartoncini da attaccare all’albero delle idee.
Per ottenere una valutazione efficiente
potrebbe essere utile far realizzare questa
attività da un educatore che non ha preso
parte agli incontri con i ragazzi in modo tale
che gli stessi si sentano maggiormente liberi
di rispondere.
Momento di festa finale con possibile
esposizione di tutto il materiale prodotto
negli incontri
L’albero delle idee: realizzare un
cartellone raffigurante un albero
Cartoncini
Penne e colori
CaPItolo 4
MEtoDoloGIa UtIlIZZata
Stabilire con i ragazzi e le ragazze i principi del funzionamento del gruppo durante le attività
(libertà di espressione, dovere di ascolto, non discriminazione, rispetto della cultura di
appartenenza, possibilità di esprimersi nella propria lingua). Presentare e chiarire le finalità
del percorso e le varie fasi in cui sarà articolato.
Fare in modo che ogni incontri con i minori abbia un momento iniziale ed un momento
finale che contraddistingua le attività del percorso da ogni altra attività quotidiana della
comunità.
Utilizzare sempre un approccio e materiale child friendly adeguato all’età e al grado di
maturità dei partecipanti.
Chiarire la finalità del percorso e le varie fasi in cui sarà articolato.
Fornire per ogni tema proposto stimoli iniziali molto semplici per sollecitare una discussione
quanto più possibile originale, indirizzata su alcuni temi ma non pilotata nei contenuti.
Mettere a disposizione strumenti espressivi diversificati, semplici o più complessi,
accattivanti (carte, stoffe, pc, internet, colori, videocamera), per favorire la libertà di
espressione attraverso il linguaggio e il mezzo prescelto, e mantenere un clima positivo e di
gioco.
Alla fine di ogni incontro è previsto un momento di restituzione immediata sull’andamento
dello stesso nonché una valutazione conclusiva alla fine dell’intero percorso.
In particolare, la metodologia è strutturata in lavori di gruppo, ricerche sul
territorio e uscite guidate al fine di:
- favorire l’integrazione e la collaborazione tra i ragazzi appartenenti a
diverse nazionalità;
- lasciare l’opportunità ai ragazzi di organizzare il lavoro senza troppe restrizioni operative;
- garantire la possibilità di esplorare il territorio e di studiarlo sotto nuovi punti di vista;
- presentare il proprio Paese di provenienza in base in maniera soggettiva e personale .
UtIlIZZo DEGlI StaNDaRD PER la PaRtECIPaZIoNE
Standard 1 - Approccio etico: trasparenza, onestà e responsabilità
I ragazzi verranno informati sulla scelta del percorso da intraprendere e sui risultati attesi,
oltre che sull’importanza del loro essere protagonisti del percorso.
Standard 2 – Partecipazione rilevante e volontaria
Il laboratorio sarà inserito all’interno di un’attività già strutturata e stabilita insieme ai ragazzi
dunque tutti partecipanti hanno padronanza con gli strumenti partecipativi realizzati
(consulta dei ragazzi – vedi scheda percorso relativa).
Standard 3 – Ambiente motivante e a misura di ragazzo/a
Il percorso permette il rafforzamento della percezione di sé e delle conoscenze pregresse,
ma anche l’esternalizzazione delle suddette conoscenze agli altri, favorendone l’integrazione
Standard 4 – Pari opportunità
Il percorso prevede la partecipazione ed il coinvolgimento di tutti i ragazzi accolti presso la
comunità ed anche l’intervento degli educatori che operano presso la struttura.
Standard 5 – Il personale è efficiente e preparato
Per lo svolgimento dell’intero laboratorio verranno utilizzati professionisti qualificati e
formati alla metodologia partecipativa (es. psicologo, educatore).
Standard 6 – La partecipazione promuove la sicurezza e la protezione
dei ragazzi/e
I ragazzi verranno informati sulle attività previste e potranno dare il loro consenso alla
partecipazione nelle attività esterne alla struttura garantendo la loro sicurezza, rispetto della
privacy e anonimato.
Standard 7 – Follow up e valutazione
Al termine del percorso è previsto un momento di valutazione per raccogliere le
impressioni, criticità e punti di forza da parte dei ragazzi.
81
CaPItolo 4
RISUltatI
- Maggiore conoscenza delle diverse culture che convivono all’interno della comunità.
- Migliore convivenza tra ragazzi di culture diverse.
- Maggiore conoscenza e integrazione in comunità e nel territorio.
- Strutturazione più consapevole da parte dei ragazzi del loro futuro.
CRItICItà
Potrebbe risultare difficile far lavorare in gruppo ragazzi che parlano lingue diverse, così
come potremmo non ritrovare la loro collaborazione in ogni fase del laboratorio.
PUNtI DI FoRZa
Il laboratorio così come è stato strutturato mira ad un rafforzamento della rete etnica positiva
e ad una riduzione dei malintesi tra i ragazzi e tra ragazzi e operatori, dovuti ad una mancata
conoscenza delle culture di appartenenza.
La presentazione e valorizzazione del proprio bagaglio culturale rafforza l’autostima, la
percezione di sé e stimola ad un coinvolgimento attivo.
aREa laVoRo & aUtoNoMIa
TITolo del Percorso/ATTIVITà dI PArTecIPAzIone
Lavor@ndo.. insieme.33
Percorso partecipativo per giovani stranieri dai 16 ai 19 anni, su diritti e doveri del lavoratore
all’interno del nostro Paese.
FINalItà E oBIEttIVI
- Consultare e informare i ragazzi circa la normativa italiana sul lavoro con particolare
riferimento al lavoro minorile;
- Fornire uno stimolo ad apprendere e far propri i concetti di comunicazione efficace
rispettando tempi e ruoli nella comunicazione e nell’ ascolto
- Chiarire e contestualizzare il ruolo e i compiti della comunità in questo particolare
ambito: la ricerca di lavoro
- Far emergere bisogni e istanze dei ragazzi in tema di lavoro.
- Fornire mezzi e strumenti per una indagine attiva e abile nella ricerca di lavoro
contestualizzata nella realtà territoriale della comunità.
- Riuscire a fornire un bagaglio nozionistico in modo che i partecipanti possano farne buon
uso nel percorso verso l’autonomia
DURata
4 incontri da svolgere nell’ arco di 2 mesi (un incontro ogni 15 gg circa)
RISoRSE E StRUMENtI
- 2 educatori che preparano e facilitano gli incontri.
- 1 mediatore culturale che supporta la comprensione a livello linguistico e culturale.
- 1 consulente legale che chiarisca dubbi ai ragazzi
- 1 responsabile che faccia da supervisore agli appuntamenti
33
Percorso partecipativo sperimentato dalla Comunità Alloggio
“Futura 89” di Catania.
82
DESCRIZIoNE DEll’attIVItà DI PaRtECIPaZIoNE
Il percorso può essere articolato nelle seguenti fasi:
CaPItolo 4
1) FASE OBIETTIVI:
Da strutturare in 2 incontri:
ATTIVITÀ
STRUMENTI
Illustrare il percorso che si svolgerà, su cosa
verteranno i vari incontri e quali sono le
“regole” da rispettare durante tali
appuntamenti. Ad esempio attraverso la
creazione di una “linea del tempo” nella
quale collocare gli incontri che si terranno e
il tema che si affronterà in ogni incontro.
Ogni tema può essere presentato
graficamente su dei cartelloni da attaccare
alla linea del tempo; coinvolgere i ragazzi
nella realizzazione dei cartelloni.
Attività ricreativa per favorire un
clima distensivo all’ interno del
gruppo.
Far emergere i bisogni e le
curiosità del minore fornendo
risposte immediate e concrete.
Capire cosa pensano e cosa sanno i ragazzi
sul diritto del lavoro in Italia. Tale attività
può essere realizzata attraverso la creazione
di un cartellone in cui i ragazzi possono
scrivere o disegnare cosa pensano e/o
sanno rispetto alle regole del lavoro in Italia.
Brainstorming
cartelloni, cartoncini, pennarelli,
pennelli, tempere.
Esporre ed informare circa la
normativa italiana sul lavoro con
particolare riferimento agli
aspetti che interessano
maggiormente.
Esporre diritti e doveri del lavoratore (tipi di
contratti, ore lavorative, retribuzioni,
CCNL). E’ importante in questa fase
sottolineare la differenza di tutela normativa
tra un minore ed un maggiorenne.
Chiedere loro di spiegare/raccontare la
situazione lavorativa nei paesi di origine
(età, salari, contratti, ore di lavoro, tipologie
di lavoro) in modo da poter effettuare un
confronto con la normativa italiana
partendo però dalla loro esperienza
personale.
Preparazione e professionalità da
parte di un Consulente Legale.
Raccolta feedback immediati
dei partecipanti
Alla fine di ogni incontro verranno raccolti
feedback circa l’andamento del l’incontro
stesso attraverso domande stimolo semplici
e chiare per tutti.
Focus Group
Condivisione obiettivi, modalità
di lavoro presentando ai ragazzi
le figure professionali esterne
alla comunità che
parteciperanno ad alcuni degli
incontri spiegando loro il motivo
di tale coinvolgimento e
ascoltando le loro opinioni in
merito.
Circle time
I partecipanti, riuniti in cerchio,
sono invitati ad esporre i loro
pensieri e idee sul percorso
appena proposto.
Cartoncini, fogli e penne.
IMPORTANTE! Contestualizzare
le tematiche che verranno
affrontate durante il percorso
con la realtà territoriale
(mercato del lavoro) in cui si
trova la comunità per evitare di
creare false aspettative circa le
possibilità di trovare un qualsiasi
tipo di lavoro.
Utilizzo di materiale child friendly
(disegni, illustrazioni grafiche,
immagini) che renda tematiche
complesse, come la normativa
sul lavoro, più semplici e
comprensibili per dei minori
(le schede illustrate in appendice
al manuale posso essere di
supporto in questa fase).
83
CaPItolo 4
2) FASE OBIETTIVI:
ATTIVITÀ
STRUMENTI
Acquisire padronanza nella
stesura di un Curriculum Vitae
e nella lettera di presentazione.
Prova pratica su come si scrive ed elabora
un Cv e relativa lettera di presentazione
chiedendo loro che lavoro vorrebbero
svolgere o cosa gli piacerebbe imparare.
Realizzare un cartellone nel quale sono
illustrati graficamente i contenuti base di
un curriculum (ad esempio Foto, dati
personali, formazione, esperienze
professionali, capacità).
Utilizzo del pc
Fornire delle informazioni su
come funziona un colloquio di
lavoro.
Attività ricreative sulla comunicazione
efficace in relazione al colloquio di lavoro.
Simulare colloqui di lavoro chiedendo ad
alcuni ragazzi di interpretare il ruolo del
candidato e ad altri quello del datore di
lavoro e fornendo loro un copione con
delle brevi frasi semplici da cui prendere
spunto per interpretare il personaggio
assegnato.
Circle time
Raccolta feedback immediati
dei partecipanti
Alla fine di ogni incontro verranno raccolti
feedback circa l’andamento del l’incontro
stesso attraverso domande stimolo
semplici e chiare per tutti.
Focus Group
3) FASE OBIETTIVI:
ATTIVITÀ
STRUMENTI
Capire come approcciarsi alla
ricerca attiva del lavoro: come
funziona un centro per l’
impiego, cosa sono le agenzie
interinali, come cercare lavoro
sui siti web; cosa può fare la
comunità in questo ambito.
Chiedere loro in che modo cercherebbero
lavoro e spiegare i rischi cui potrebbe andare
incontro un minore o un neo maggiorenne
nel cercare lavoro in un paese che non
conosce bene e non sapendo bene la lingua.
Realizzare un cartellone riguardante le
modalità di ricerca del lavoro (ad esempio
Intenet, annunci, riviste, giornali, passaparola)
e realizzare un altro cartellone relativo ai
rischi che si potrebbero correre nel cercare
lavoro (nelle modalità elencate nel cartellone
precedente).
In base a ciò che emerge da parte dei ragazzi,
condividere vari modi di fare ricerca attiva di
lavoro in sicurezza .
Cartelloni
Penne e colori
Uso del pc.
In questa fase è importante
anche chiarire ai minori che
partecipare a questa attività non
permetterà loro di trovare
subito lavoro ma li aiuterà a
capire meglio come funzione il
mondo del lavoro in Italia e
cosa è importante sapere se lo
stai cercando.
84
Cartellone
Illustrazioni grafiche e/o disegni
Materiale Child friendly
Simulazioni di colloqui
CaPItolo 4
Avere un feedback di tutto il
percorso per valutare se gli
obiettivi sono stati raggiunti o
per dare ulteriori chiarimenti
Attività ricreativa per raccogliere feedback
finalizzata a valutare quanto le varie fasi del
percorso sono state utili per i ragazzi. Ad
esempio elaborare delle domande stimolo
inerenti le varie fasi del percorso e chiedere
ai ragazzi di rispondere liberamente
attraverso tre faccine: una sorridente, una
triste e una annoiata. Per ottenere una
valutazione efficiente potrebbe essere utile
far realizzare questa attività da un educatore
che non ha preso parte agli incontri con i
ragazzi in modo tale che gli stessi si sentano
maggiormente liberi di rispondere.
Focus group
Domande stimolo
Cartoncini illustrati
Raccogliere proposte per un
nuovo percorso
Coinvolgere i partecipanti nel proporre
nuove tematiche di loro interesse (in
particolare se emerse durante lo
svolgimento del percorso stesso) per
avviare un nuovo percorso partecipativo.
Ad esempio far scrivere o disegnare delle
proposte su un cartellone.
Circle time
Brainstorming
Penne e cartellone
Conclusione dei lavori.
Momento di festa finale con possibile
esposizione di tutto il materiale prodotto
negli incontri.
ATTENZIONE!
Fare in modo che i feedback e le
proposte dei partecipanti,
emerse durante l’intero
percorso, vengano ascoltate e
prese in considerazione in
funzione di un livello sempre
maggiore di partecipazione e
condivisione delle decisioni tra
minori e adulti
MEtoDoloGIa UtIlIZZata
Stabilire con il gruppo il funzionamento dello stesso: i principi di comunicazione e le regole
durante le attività.
Presentare e chiarire le finalità del percorso e le varie fasi in cui sarà articolato.
Fare in modo che ogni incontri con i minori abbia un momento iniziale ed un momento
finale che contraddistingua le attività del percorso da ogni altra attività quotidiana della
comunità.
Utilizzare sempre un approccio e materiale child friendly adeguato all’età e al grado di
maturità dei partecipanti.
Fornire per ogni tema proposto degli stimoli iniziali molto semplici per sollecitare una
discussione il più possibile interessante e ricca di informazioni e contenuti.
Offrire loro uno spazio ricreativo in cui sperimentarsi insieme al resto del gruppo.
Realizzare simulazioni di situazioni che possono verificarsi nella realtà da cui attingere
informazioni ad esempio durante un colloquio di lavoro. Utilizzare di un linguaggio semplice
in modo che sia compreso da tutti. Evitare scambi di informazione solo verticale ma favorire
il dialogo e le domande.
Alla fine di ogni incontro è previsto un momento di restituzione immediata sull’andamento
dello stesso nonché una valutazione conclusiva dell’intero percorso.
UtIlIZZo DEGlI StaNDaRD PER la PaRtECIPaZIoNE
Standard 1 - Approccio etico: trasparenza, onestà e responsabilità
Il percorso consente ai ragazzi di esporre dubbi e domande.
Da subito vengono chiariti ruoli e modalità con cui avverranno gli incontri così come gli
obiettivi esplicitando i limiti e l’impatto dei risultati attesi e creando un percorso realmente
sostenibile dai ragazzi.
85
CaPItolo 4
Standard 2 – Partecipazione rilevante e volontaria
Si propone un percorso che riesca a coinvolgere tutti i membri del gruppo, utilizzando un
linguaggio semplice ed evitando toni competitivi che ostacolino la buona comunicazione.
I tempi di lavoro ed i contenuti vengono definiti con i ragazzi secondo modalità, livelli e
tempistiche consoni al loro grado di padronanza linguistica, alfabetizzazione, capacità e
condizioni di vita.
Standard 3 – Ambiente motivante e a misura di ragazzo/a
Si alternano momenti di presentazione frontale a momenti di ricreativi rendendo più
stimolante e sostenibile la partecipazione di tutti i minori. Si tende a creare un ambiente
motivante perché il tema trattato interessa ognuno dei ragazzi a livello personale
rafforzando la percezione di sé come soggetti portatori di esperienze e conoscenze.
Standard 4 – Pari opportunità
Si mira a creare relazioni cooperative attraverso l’utilizzo di una comunicazione assertiva
favorendo l’ascolto ed evitando interruzioni. Tutti posso prendere parte alle attività.
Standard 5 – Il personale è efficiente e preparato
I ragazzi sono accompagnati durante il percorso da educatori e collaboratori che vengono
preparati ad affrontare le tematiche in questione.
Standard 6 – La partecipazione promuove la sicurezza e la protezione
dei ragazzi/e
Viene garantito un clima confidenziale e di rispetto tra chi gestisce gli incontri ed il resto
del gruppo così come tra i componenti del gruppo stesso. Fondamentale garantire a tutti
i ragazzi la confidenzialità, l’anonimato e il rispetto dei loro confini. Definire come regola
del gruppo di lavoro quella di ottenere sempre il consenso per poter usare le
informazioni che i ragazzi forniscono e salvaguardare tutte quelle confidenziali tramite il
segreto professionale.
Standard 7 – Follow up e valutazione
Al termine del percorso è fondamentale una valutazione finale e un feedback sul lavoro
svolto in modo da fornire dei chiarimenti.
RISUltatI
- Coinvolgimento attivo da parte dei membri del gruppo.
- Maggior fiducia nei confronti degli operatori della comunità.
- Riuscire a far proprie informazioni sui diritti e doveri dei lavoratori in Italia in modo da
sfruttarle e utilizzarle nel futuro.
- Sensibilizzare i ragazzi circa i rischi che si corrono nel cercare lavoro senza gli strumenti e
le indicazioni adeguate.
- Fornire ai ragazzi gli strumenti per poter discutere, rielaborare e portare fuori dalla
comunità le tematiche affrontate.
CRItICItà
- Difficoltà di comprensione delle tematiche sia a livello linguistico che culturale.
- Difficoltà a parlare e a far parlare l’ altro rispettando i tempi della comunicazione.
- Scarsa propensione al lavoro di gruppo.
- Poca maturità nell’ affrontare in maniera seria e paziente le tematiche e nel riuscire a
rielaborarle.
PUNtI DI FoRZa
- Effettivo interesse verso la tematica affrontata.
- Lavorare con i ragazzi su questioni urgenti e realmente sentite nella loro quotidianità ed
esperienza di vita.
- Un clima di lavoro di gruppo positivo ed emozionante, quindi propulsivo per la
realizzazione di una partecipazione effettiva.
86
CaPItolo 4
TITolo del Percorso/ATTIVITà dI PArTecIPAzIone
Io, il Mio Oggi e il Mio Nuovo Domani.34
Percorso partecipato per giovani stranieri dai 16 ai 19 anni sul tema dell’autonomia realizzato
attraverso la valorizzazione delle competenze dei ragazzi e l’esperienza di una borsa lavoro.
FINalItà E oBIEttIVI
- Stimolare e valorizzare il bagaglio di esperienze e competenze dei partecipanti in
funzione della costruzione del loro futuro.
- Consultare e informare i ragazzi circa gli strumenti e le prassi per la ricerca di un lavoro;
- Fornire momenti privilegiati di autonomia e condivisione di decisioni con gli adulti di
riferimento.
- Far emergere bisogni e istanze dei ragazzi in tema di lavoro.
- Fornire mezzi e strumenti per una indagine attiva e abile nella ricerca di lavoro
contestualizzata nella realtà territoriale della comunità.
- Riuscire a fornire un bagaglio nozionistico in modo che i partecipanti possano farne
buon uso nel percorso verso l’autonomia.
- Garantire una esperienza di borsa lavoro in base alle competenze dei partecipanti.
DURata
10 incontri (da svolgere ogni 15 giorni circa)
RISoRSE E StRUMENtI
- 1 educatore che facilita gli incontri
- 1 mediatore culturale che supporta le attività
34
Percorso partecipativo
sperimentato dalla Comunità
Alloggio “Passo dopo Passo” di
Foggia (Associazione Emmaus).
DESCRIZIoNE DEll’attIVItà DI PaRtECIPaZIoNE
Il percorso può essere articolato nelle seguenti fasi:
1) FASE OBIETTIVI:
ATTIVITÀ
STRUMENTI
Condivisione obiettivi, modalità
di lavoro, calendario e orario
degli incontri.
Illustrare il percorso che si svolgerà, su
cosa verteranno i vari incontri e quali sono
le “regole” da rispettare durante tali
appuntamenti. Ad esempio attraverso la
creazione di una “linea del tempo” nella
quale collocare gli incontri che si terranno
e il tema che si affronterà in ogni incontro.
Ogni tema può essere presentato
graficamente su dei cartelloni da attaccare
alla linea del tempo; coinvolgere i ragazzi
nella realizzazione dei cartelloni.
Circle time
Coinvolgere i ragazzi sulla scelta
dei temi per avere una ricaduta
più ampia e significativa
IMPORTANTE!
La comprensione del percorso
da parte dei ragazzi e capire se
risponde ai loro bisogni
I partecipanti, riuniti in cerchio,
sono invitati ad esporre i loro
pensieri e idee sul percorso
appena proposto.
Cartoncini, fogli e penne.
87
CaPItolo 4
2) FASE OBIETTIVI:
ATTIVITÀ
STRUMENTI
Supportare i partecipanti nella
ricostruzione del proprio
percorso personale,
nell’emersione e valorizzazione
delle caratteristiche della propria
personalità
Realizzare incontri e colloqui individuali con
i partecipanti durante i quali si
sottopongono domande stimolo per
ricostruire il loro percorso valorizzando le
capacità e le esperienze.
Ad esempio si può creare una “Scheda
autobiografica” che il partecipante può
compilare durante gli incontri e che lo aiuti
a riflettere su se stesso e sulle sue capacità.
E’ molto importante che il contenuto della
scheda sia semplice (si possono utilizzare
illustrazioni grafiche e/o disegni per
semplificare) e che possa essere scritta in
una lingua comprensibile al partecipante. Se
necessario avvalersi del supporto di un
mediatore culturale.
Domande stimolo
Raccolta feedback immediati dei
partecipanti
Alla fine di tutti gli incontri individuali verrà
realizzato un incontro di gruppo per
raccogliere feedback circa l’andamento
delle attività attraverso domande stimolo
semplici e chiare.
Circle time
ATTIVITÀ
STRUMENTI
Ogni partecipante, nel modo che ritiene
più opportuno, si presenta agli altri
condividendo il suo vissuto, le
caratteristiche della sua personalità, le sue
abilità e competenze e tutto ciò che vuole
condividere. Ad esempio attraverso la
presentazione della propria scheda
autobiografica realizzata durante gli incontri
individuali. In questo caso tutte le schede
potrebbero essere raccolte in un grande
cartellone da affiggere nell’appartamento.
Cartelloni
Fogli, penne e colori
Gioco per organizzare la gestione interna
del gruppo appartamento. Chiedere ai
partecipanti cosa serve secondo loro per
organizzare la vita dell’appartamento ad
esempio i turni di cucina e delle pulizie. In
base a ciò che emerge dai ragazzi, si
consiglia di realizzare una scheda che con
gli impegni individuali giornalieri che
ciascuno si assume che verrà poi affissa
nell’appartamento e aggiornata ogni
settimana.
Fogli, penne
Illustrazioni grafiche e/o disegni
Scheda impegni giornalieri
individuali
Alla fine dell’incontro verranno raccolti
feedback circa l’andamento delle attività
attraverso domande stimolo semplici e
chiare.
Circle time
Domande stimolo.
3) FASE OBIETTIVI:
Da strutturare in 2 incontri
Accogliere i partecipanti nel
gruppo appartamento fornendo
loro il giusto supporto per
l’organizzazione e la gestione di
gruppo dell’appartamento.
Raccolta feedback immediati
dei partecipanti
88
Scheda autobiografica con
illustrazioni grafiche e approccio
child friendly.
Domande stimolo
CaPItolo 4
4) FASE OBIETTIVI:
Da strutturare in 3 incontri
Conoscenza approfondita dei
servizi erogati sul territorio e
degli uffici proposti a tali servizi;
a cosa servono e perché sono
importanti.
ATTIVITÀ
STRUMENTI
Con l’ausilio di un pc e connessione
internet, fare una ricerca insieme ai
partecipanti circa i servizi erogati sul
territorio in cui si trova la comunità e
spiegare loro che lavoro svolgono questi
uffici (ad esempio comune, agenzia delle
entrate, questura, ufficio di collocamento,
servizi e agenzie per l’impiego, poste,
banche, centro interculturale).
Cartelloni
Penne e colori
Uso del pc.
In un secondo momento stampare e
mostrare ai partecipanti che tipi di
documenti e moduli potrebbero dover
compilare presto questi uffici per richiedere
un servizio. Si consiglia di simulare in
gruppo la compilazione di documenti e
moduli, se necessario con il supporto di un
mediatore culturale.
Riproduzione di moduli e
documenti
Fogli e penne
Organizzare una visita presso i gli uffici
suddetti e cercare insieme ai ragazzi il modo
di raggiungerli in autonomia (ad esempio
con i mezzi pubblici)
Raccolta feedback immediati
dei partecipanti
Alla fine dell’incontro verranno raccolti
feedback circa l’andamento delle attività
attraverso domande stimolo semplici e
chiare.
Circle time
Domande stimolo
5) FASE OBIETTIVI:
Da strutturare in 2 incontri
ATTIVITÀ
STRUMENTI
Prova pratica su come si scrive ed elabora un
Cv e relativa lettera di presentazione
chiedendo loro che lavoro vorrebbero
svolgere o cosa gli piacerebbe imparare.
Realizzare un cartellone nel quale sono
illustrati graficamente i contenuti base di un
curriculum (ad esempio Foto, dati personali,
formazione, esperienze professionali,
capacità) o richiedere il supporto di personale
professionale esterno alla comunità.
Utilizzo del pc
Supportare i partecipanti nella
realizzazione di un curriculum
vitae e di un port-folio di
competenze; come leggere un
contratto di lavoro e cos’è una
busta paga.
Cartellone
Illustrazioni grafiche e/o disegni
Materiale Child friendly
IMPORTANTE!
In questa fase è molto importante supportare
i partecipanti nel comprendere cosa si
intende per “capacità” ed in che modo
valorizzarla.
Realizzare una mappatura di
aziende e uffici del territorio di
riferimento, in cui lasciare il
proprio CV
Effettuare insieme ai partecipanti una ricerca
su internet delle aziende sul territorio
(indirizzo e orario di apertura) e creare, su un
grande cartellone una mappa con tali
aziende. Inoltre supportare i ragazzi
nell’elaborazione di un calendario per recarsi
presso tali aziende per consegnare il
proprio CV
Utilizzo del Pc
Cartelloni
Fogli e penne
Calendario
89
CaPItolo 4
6) FASE OBIETTIVI:
ATTIVITÀ
Realizzazione di una borsa lavoro
di 6 mesi in base alle competenze
e alle capacità dei ragazzi
Creare sul territorio una rete di aziende e
imprenditori cui proporre possibili tirocini
e/o borse lavoro dei ragazzi.
Avere un feedback di tutto il
percorso per valutare se gli
obiettivi sono stati raggiunti o
per dare ulteriori chiarimenti
Attività ricreativa per raccogliere feedback
finalizzata a valutare quanto le varie fasi del
percorso sono state utili per i ragazzi. Ad
esempio elaborare delle domande stimolo
inerenti le varie fasi del percorso e chiedere
ai ragazzi di rispondere liberamente
attraverso tre faccine: una sorridente, una
triste e una annoiata. Per ottenere una
valutazione efficiente potrebbe essere utile
far realizzare questa attività da un educatore
che non ha preso parte agli incontri con i
ragazzi in modo tale che gli stessi si sentano
maggiormente liberi di rispondere.
Focus group
Domande stimolo
Cartoncini illustrati
Raccogliere proposte per un
nuovo percorso
Coinvolgere i partecipanti nel proporre
nuove tematiche di loro interesse (in
particolare se emerse durante lo
svolgimento del percorso stesso) per
avviare un nuovo percorso partecipativo.
Ad esempio far scrivere o disegnare delle
proposte su un cartellone.
Circle time
Brainstorming
Penne e cartellone
Conclusione dei lavori.
Momento di festa finale con possibile
esposizione di tutto il materiale prodotto
negli incontri
ATTENZIONE!
Fare in modo che i feedback e le
proposte dei partecipanti, emerse
durante l’intero percorso,
vengano ascoltate e prese in
considerazione in funzione di un
livello sempre maggiore di
partecipazione e condivisione
delle decisioni tra minori e adulti
STRUMENTI
MEtoDoloGIa UtIlIZZata
Stabilire con il gruppo il funzionamento dello stesso: i principi di comunicazione e le regole
durante le attività.
Presentare e chiarire le finalità del percorso e le varie fasi in cui sarà articolato.
Fare in modo che ogni incontri con i minori abbia un momento iniziale ed un momento finale
che contraddistingua le attività del percorso da ogni altra attività quotidiana della comunità.
Utilizzare sempre un approccio e materiale child friendly adeguato all’età e al grado di maturità
dei partecipanti.
Fornire per ogni tema proposto degli stimoli iniziali molto semplici per sollecitare una
discussione il più possibile interessante e ricca di informazioni e contenuti.
Offrire loro uno spazio ricreativo in cui sperimentarsi insieme al resto del gruppo.
Realizzare simulazioni di situazioni che possono verificarsi nella realtà da cui attingere
informazioni ad esempio durante un colloquio di lavoro. Utilizzare di un linguaggio semplice in
modo che sia compreso da tutti. Evitare scambi di informazione solo verticale ma favorire il
dialogo e le domande.
Alla fine di ogni incontro è previsto un momento di restituzione immediata sull’andamento
dello stesso nonché una valutazione conclusiva dell’intero percorso.
UtIlIZZo DEGlI StaNDaRD PER la PaRtECIPaZIoNE
Standard 1 - Approccio etico: trasparenza, onestà e responsabilità
Il percorso consente ai ragazzi di esporre dubbi e domande.
Da subito vengono chiariti ruoli e modalità con cui avverranno gli incontri così come gli
obiettivi esplicitando i limiti e l’impatto dei risultati attesi e creando un percorso realmente
sostenibile dai ragazzi.
90
CaPItolo 4
Standard 2 – Partecipazione rilevante e volontaria
Si propone un percorso che riesca a coinvolgere tutti i membri del gruppo, utilizzando un
linguaggio semplice ed evitando toni competitivi che ostacolino la buona comunicazione. I
tempi di lavoro ed i contenuti vengono definiti con i ragazzi secondo modalità, livelli e
tempistiche consoni al loro grado di padronanza linguistica, alfabetizzazione, capacità e
condizioni di vita.
Standard 3 – Ambiente motivante e a misura di ragazzo/a
Si alternano momenti di presentazione frontale a momenti di ricreativi rendendo più
stimolante e sostenibile la partecipazione di tutti i minori. Si tende a creare un ambiente
motivante perché il tema trattato interessa ognuno dei ragazzi a livello personale
rafforzando la percezione di sé come soggetti portatori di esperienze e conoscenze.
Standard 4 – Pari opportunità
Si mira a creare relazioni cooperative attraverso l’utilizzo di una comunicazione assertiva
favorendo l’ascolto ed evitando interruzioni. Tutti posso prendere parte alle attività.
Standard 5 – Il personale è efficiente e preparato
I ragazzi sono accompagnati durante il percorso da educatori e collaboratori che vengono
preparati ad affrontare le tematiche in questione.
.
Standard 6 – La partecipazione promuove la sicurezza e la protezione
dei ragazzi/e
Viene garantito un clima confidenziale e di rispetto tra chi gestisce gli incontri ed il resto del
gruppo così come tra i componenti del gruppo stesso. Fondamentale garantire a tutti i
ragazzi la confidenzialità, l’anonimato e il rispetto dei loro confini. Definire come regola del
gruppo di lavoro quella di ottenere sempre il consenso per poter usare le informazioni che i
ragazzi forniscono e salvaguardare tutte quelle confidenziali tramite il segreto professionale.
Standard 7 – Follow up e valutazione
Al termine del percorso è fondamentale una valutazione finale e un feedback sul lavoro
svolto in modo da fornire dei chiarimenti.
RISUltatI
- Coinvolgimento attivo dei membri del gruppo.
- Maggior fiducia nei confronti degli operatori della comunità.
- Riuscire a far proprie informazioni sui diritti e doveri dei lavoratori in Italia in modo da
sfruttarle e utilizzarle nel futuro.
- Sensibilizzare i ragazzi circa i rischi che si corrono nel cercare lavoro senza gli strumenti e
le indicazioni adeguate.
- Fornire ai ragazzi gli strumenti per poter discutere, rielaborare e portare fuori dalla
comunità le tematiche affrontate.
- Garantire ai ragazzi un’esperienza lavorativa reale sul territorio.
CRItICItà
- Difficoltà di comprensione delle tematiche sia a livello linguistico che culturale.
- Difficoltà a parlare e a far parlare l’ altro rispettando i tempi della comunicazione.
- Difficoltà nell’imparare a gestire i propri tempi.
- Difficoltà al lavoro di gruppo.
- Poca pazienza nell’ affrontare le tematiche e nel riuscire a rielaborarle.
PUNtI DI FoRZa
- Effettivo interesse verso la tematica affrontata.
- Lavorare con i ragazzi su questioni urgenti e realmente sentite nella loro quotidianità ed
esperienza di vita.
- Un clima di lavoro di gruppo positivo ed emozionante, quindi propulsivo per la
realizzazione di una partecipazione effettiva.
91
CaPItolo 4
21
Sono state coinvolte nelle attività 21 comunità di cui 6 in Calabria (nelle province di Catanzaro, Cosenza, Reggio
Calabria, Vibo Valentia), 6 in Puglia (nelle province di Foggia, Bari, Brindisi) e 9 in Sicilia (nelle province di Catania,
Siracusa, Agrigento). Sono state individuate in base a determinati criteri quali ad esempio: comunità autorizzate;
numero minori accolti nella norma; stabilità della comunità e dell’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati nel
tempo; comunità che accolgono minori; disponibilità operatori; presenza del mediatore o facilità di comunicazione
operatori/minori; turn over elevato oppure ridotto; più comunità nella stessa provincia oppure diverse province.
22
A tale scopo, sono stati elaborati strumenti ad hoc per lo svolgimento delle prime due fasi: un modulo formativo
partecipativo per gli operatori di comunità e un piano di monitoraggio strutturato in periodici contatti telefonici durante
la fase di implementazione del percorso fra referente Save the Children e referente della comunità per confronto su
alcuni elementi del percorso nonché un monitoraggio dello stesso presso la comunità (di metà percorso) per
condividere con operatori e ragazzi l’andamento delle attività.
23
Gli standard per una partecipazione etica e significativa sono: 1)Approccio etico, trasparenza, onestà e responsabilità;
2) partecipazione rilevante e volontaria; 3) ambiente motivante e a misura di bambino e bambina; 4) pari opportunità;
5) il personale è efficiente e preparato; 6) la partecipazione promuove la sicurezza e la protezione dei bambini; 7) Follow
up e valutazione
(consultare scheda in appendice del manuale).
24
Alcuni passi del paragrafo sono tratti da “Paurismo e altre storie. Un percorso di consultazione - Accoglienza, tutela e
partecipazione dei minori dal punto di vista dei ragazzi e delle ragazze” realizzato da Save the Children Italia (2008) e
scaricabile gratuitamente dal sito www.savethechildren.it
25
Per scaricare gratuitamente il kit o farne richiesta consultare il sito www.garanteinfanzia.org
92
Conclusioni:
le sfide della
partecipazione
D
all’adozione della CRC, si è registrato un progresso notevole nella ricerca
ed applicazione del concetto della partecipazione dei minori
Le associazioni, le organizzazioni e le Istituzioni che, come Save the Children,
lavorano per la protezione e tutela dei diritti dei bambini hanno dedicato notevoli sforzi e
risorse per promuovere la partecipazione dei minori in una vasta gamma di settori,
tra cui la salute, l’istruzione, la protezione, la riduzione del rischio di catastrofi,
nell’utilizzo dei nuovi media e nella governance. Tuttavia, resta ancora molto da fare: non
c’è ancora stato un vero cambiamento socio-culturale utile a favorire l’affermazione dei
minori come protagonisti.
Questa mancanza di cambiamento può essere attribuita al fatto che i diritti civili dei
bambini e dei giovani sono più difficili da comprendere rispetto ad altri diritti (come
quello alla sopravvivenza, allo sviluppo o alla protezione) e che la loro realizzazione
continua a rappresentare una sfida per gli adulti, che sentono di essere in una posizione
superiore rispetto ai minori: i bambini e gli adolescenti non sono sempre incoraggiati a
esprimere le loro opinioni o a fare domande, né viene loro riconosciuta la capacità di
farlo, così come la loro presenza in contesti e ruoli pubblici è perlopiù “decorativa”.
Vi sono anche altri fattori particolarmente rilevanti, tra i quali:
a. La mancanza di chiarezza sul significato di partecipazione:
il termine “Partecipazione” continua ad essere usato per descrivere una vasta gamma
di diverse attività, che sono spesso a breve termine o singoli processi che offrono
solo limitate opportunità per i bambini di realizzare i loro diritti civili. Probabilmente è
stata posta molta attenzione sull’articolo 12 CRC e insufficiente attenzione agli altri
aspetti della partecipazione sanciti dalla CRC - per esempio, il diritto all’informazione e
il diritto al rispetto delle capacità evolutive di un individuo nell’esercizio dei propri
diritti.
b. La mancanza di formazione degli adulti:
le iniziative per promuovere la partecipazione sono spesso fallimentari perché gli
adulti che lavorano con i bambini non hanno le competenze e l’esperienza necessarie
per realizzare tali attività. Ci sono casi in cui gli adulti non comprendono realmente
come rinunciare al loro potere e al controllo sui minori in favore di un approccio
basato sulla partnership e sulla collaborazione.
c. La mancanza di strumenti per il monitoraggio e la valutazione
della partecipazione:
se si vuole realizzare il diritto alla partecipazione dei minori, è importante sviluppare
standard e indicatori per monitorare e misurare quanto è stato fatto e perché.
Nonostante un lungo dibattito sullo sviluppo di strumenti e indicatori per aiutare a
monitorare e misurare ciò che viene raggiunto attraverso la partecipazione e come,
non sono ancora state concordate e applicate in modo sistematico.
93
Per innescare un reale cambiamento è quindi necessario che vengano realizzate una serie
di azioni fondamentali, tra le quali:
a. offrire informazioni adeguate ed accessibili in merito al diritto dei minori di
tutte le età e capacità. I bambini non possono esercitare i propri diritti se non hanno
accesso all’informazione in un formato e una modalità che possono comprendere ed
usare facilmente.
b. investire nella sensibilizzazione e consapevolezza degli adulti. È necessario
sensibilizzare ed educare maggiormente gli adulti in merito ai diritti alla partecipazione
dei minori e tutte i relativi vantaggi. Infatti, la partecipazione necessita di una
cooperazione sia con gli adulti che con i bambini e ciò implica una formazione specifica
per i professionisti del settore che lavorano con e per i bambini, cosi come una
sensibilizzazione dei genitori, dei media e di altri gruppi influenti.
c. introdurre sistematici meccanismi di influenza dei processi decisionali pubblici
a tutti i livelli. Ciò include: la promozione dell’accesso all’informazione ed alla
formazione a sostegno del diritto alla partecipazione dei minori, con l’obiettivo di
promuovere e sviluppare servizi pubblici collaborativi ed a misura di bambino, sostenere
l’educazione tra pari (peer education) e organizzazioni guidate da bambini, facilitare
l’accesso ai mezzi di informazione (media), incentivare le comunità alla mobilitazione e
coinvolgerle in un dialogo costante con il governo in merito a tutti gli aspetti più
importanti dello sviluppo di politiche inerenti.
d. migliorare la qualità dei programmi o delle iniziative per la promozione della
partecipazione dei minori. Con ciò si intende la promozione di pratiche che siano
etiche, sensibili alle esigenze dei bambini, di rilievo, inclusive, sicure, sostenute in modo
appropriato e comprese nell’ambito delle famiglie dei minori e nelle comunità a cui essi
appartengono.
e. dimostrare impegno nel valutare e monitorare i progressi registrati per la
promozione e l’attuazione del diritto alla partecipazione dei minori attraverso lo
sviluppo di indicatori che misurino il lavoro svolto a sostegno del diritto alla
partecipazione dei minori.
Attraverso le attività di partecipazione che sono state realizzate e descritte nel presente
documento Save the Children ha inteso offrire il proprio contributo al raggiungimento di
questi obiettivi con l’auspicio di una diffusione ed uno sviluppo della metodologia
partecipativa e della tutela del diritto all’ascolto, anche nei contesti più difficili, come
l’accoglienza in frontiera.
94
appendice
CoNVENZIoNE oNU
SUI DIRIttI DEll’INFaNZIa
E DEll’aDolESCENZa
Art.1 Tutte le persone di età inferiore ai
diciotto anni godono dei seguenti diritti.
Art.2 Hai diritto a essere protetto/a contro
ogni discriminazione. Questo significa che
nessuno può trattarti diversamente dagli
altri per il colore della pelle, nazionalità,
sesso, religione, lingua o perché sei
disabile, ricco/a o povero/a.
Art.3 Il tuo superiore interesse deve
guidare gli adulti nelle decisioni che ti
riguardano.
Art.4 Hai diritto a vedere realizzati i tuoi
diritti da parte delle Istituzioni pubbliche
(Parlamento, Governo, Scuola ecc).
Art.5 Hai diritto a essere aiutato/a e
consigliato/a dai tuoi genitori e dalla tua
famiglia.
Art.16 Hai diritto ad avere una tua vita
privata, anche all’interno della tua
famiglia, compreso il diritto ad avere una
tua corrispondenza privata.
Art.30 Se appartieni a una minoranza
etnica, religiosa o linguistica, hai diritto a
mantenere la tua cultura, praticare la tua
religione e parlare la tua lingua.
Art.17 Hai diritto a ricevere informazioni
provenienti da tutto il mondo, attraverso
i media (radio, giornali, televisione) e ad
essere protetto/a da materiali e
informazioni dannosi.
Art.31 Hai diritto, al riposo, al tempo
libero, a giocare e a partecipare ad attività
culturali (ad esempio la musica, il teatro
e lo sport).
Art.18 Hai diritto ad essere cresciuto/a ed
educato/a dai tuoi genitori, nel rispetto
del tuo superiore interesse.
Art.19 Hai diritto ad essere protetto/a da
ogni forma di maltrattamento, abuso o
sfruttamento da parte di chiunque.
Art.20 Hai diritto ad avere protezione e
assistenza speciali se non puoi vivere con
i tuoi genitori.
Art.32 Hai diritto a non svolgere lavori
pesanti e pericolosi per la tua salute o
che ti impediscono di andare a scuola.
Art.33 Hai diritto a essere protetto/a
dall’uso e dal traffico di droghe.
Art.34 Hai diritto a essere protetto/a da
ogni tipo di sfruttamento e abuso
sessuale.
Art.35 Hai diritto ad essere protetto/a per
impedire che tu sia rapito/a o venduto/a.
Art.21 La decisione di una tua adozione
deve essere presa nel tuo superiore
interesse.
Art.36 Hai diritto a essere protetto/a da
ogni forma di sfruttamento.
Art.22 Hai diritto a protezione speciale e
assistenza nel caso in cui tu sia un
rifugiato/a (ad esempio se provieni da un
Paese in guerra).
Art.37 Hai diritto a non subire torture o
punizioni crudeli. Se hai commesso un
reato non puoi essere condannato alla
pena di morte o alla detenzione a vita.
Art.23 Se sei disabile, mentalmente o
fisicamente, hai diritto ad avere
un’assistenza speciale, al fine di renderti
autonomo/a e di partecipare pienamente
alla vita sociale.
Art.38 Hai diritto a essere protetto/a in
caso di guerra e, nel caso in cui tu abbia
meno di quindici anni, non puoi e non
devi essere arruolato/a nell’esercito.
Art.6 Hai diritto alla vita.
Art.7 Hai diritto ad avere un nome e una
nazionalità.
Art.8 Hai diritto ad avere una tua identità.
Art.9 Hai diritto a vivere con i tuoi genitori,
a meno che questo non risulti dannoso
per la tua crescita.
Art.10 Se vivi in un Paese diverso da quello
dei tuoi genitori, hai diritto al
ricongiungimento con loro e a vivere nello
stesso luogo.
Art.24 Hai diritto alla salute, all’assistenza
medica e a ricevere tutte le informazioni
necessarie per garantire tale diritto.
Art.39 Hai diritto a cure appropriate e
al reinserimento nella società nel caso in
cui tu sia stato/a vittima di abbandono,
guerra, tortura, o di qualunque forma di
sfruttamento o maltrattamento.
Art.25 Hai diritto ad un controllo regolare
delle terapie e delle condizioni in cui vivi,
qualora tu venga affidato/a a centri di
cura
o assistenza.
Art.40 Hai diritto a essere adeguatamente
difeso/a nel caso in cui tu sia accusato/a o
abbia commesso un reato.
Art.12 Hai diritto a esprimere la tua
opinione su tutte le questioni che ti
riguardano. La tua opinione deve essere
ascoltata e presa in seria considerazione.
Art.26 Hai diritto ad un sostegno speciale
da parte dello Stato se sei in condizioni
economiche o sociali disagiate.
Art.41 Hai diritto a usufruire delle leggi
nazionali ed internazionali che ti
garantiscano maggiore protezione
rispetto alle norme di questa
Convenzione.
Art.13 Hai diritto ad essere informato/a e
ad esprimerti liberamente nel modo che ti
è più congeniale (verbalmente, per iscritto
ecc), sempre nel rispetto dei diritti degli
altri.
Art.27 Hai diritto ad un livello di vita
adeguato. Ciò significa che i tuoi genitori,
o in mancanza lo Stato, dovranno
garantirti cibo, vestiti e una casa in cui
vivere.
Art.14 Hai diritto ad avere le tue idee e a
professare la religione che preferisci sotto
la guida dei tuoi genitori.
Art.28 Hai diritto ad avere un’istruzione/
educazione.
Art.11 Hai diritto a essere protetto/a per
evitare che tu venga allontanato/a dalla tua
famiglia e trasferito/a illegalmente
all’estero.
Art.15 Hai diritto a riunirti con i tuoi amici,
a partecipare o a fondare associazioni,
sempre nel rispetto dei diritti degli altri.
Art.42 Hai diritto ad essere informato/a
sui diritti previsti da questa Convenzione.
Gli Stati devono far conoscere la
Convenzione a tutti gli adulti, i bambini le
bambine, i ragazzi e le ragazze.
Art.29 Hai diritto a una educazione che
sviluppi la tua personalità, le tue capacità
e il rispetto dei diritti, dei valori, delle
culture degli altri popoli e dell’ambiente.
95
CaPItolo 1
appendice
GlI StaNDaRD SaVE tHE CHIlDREN
PER UNa PaRtECIPaZIoNE
EtICa E SIGNIFICatIVa
StaNDaRD 1
Approccio etico: trasparenza, onestà e responsabilità
Questo comporta:
- assicurare che i bambini possano esprimere liberamente le proprie idee ed opinioni, che
siano seriamente ascoltati e che le loro idee e punti di vista vengano presi in
considerazione nelle decisioni da prendere;
- esplicitare chiaramente quale sia lo scopo e la portata della loro partecipazione e quale
impatto possa avere;
- fornire loro accesso a tutte le informazioni necessarie riguardanti il loro coinvolgimento;
- garantire loro il tempo necessario per decidere se partecipare e dare il proprio consenso
informato;
- sensibilizzare e formare gli adulti coinvolti a lavorare e a relazionarsi con i bambini e ad
essere consapevoli e pertinenti al contesto in cui vivono.
StaNDaRD 2
Partecipazione rilevante e volontaria
Questo comporta:
- assicurare che i bambini possano scegliere se partecipare o no, come farlo e per quanto
tempo;
- coinvolgerli secondo modalità, livelli e tempi che sono consoni alle loro capacità ed
interessi;
- scegliere modalità di lavoro che vedano sempre il bambino al centro di ogni attività e
prevedere anche metodologie di coinvolgimento volte al miglioramento del contesto in
cui vive, a livello strutturale e culturale.
StaNDaRD 3
Ambiente motivante e a misura di bambino
Questo comporta:
- utilizzare metodologie che sviluppino nei bambini l’autostima e la fiducia in se stessi;
- assicurare il tempo e le risorse necessarie a garantire una partecipazione di qualità;
- identificare o creare spazi a misura di bambino dove bambini e bambine, ragazzi e ragazze
possano sentirsi a proprio agio;
- fornire loro, fin dall’inizio, tutte le informazioni necessarie, utilizzando format e linguaggi
che siano loro facilmente accessibili e comprensibili.
StaNDaRD 4
Pari opportunità
Questo comporta:
- garantire a tutti i bambini, le bambine, i ragazzi e le ragazze la possibilità di partecipare, in
modo che nessuno di loro venga discriminato per età, “razza”, colore della pelle, genere,
lingua, religione, opinioni politiche o di qualsiasi altra natura, nazionalità, appartenenza
etnica o sociale, mezzi economici, disabilità, censo o status di qualsiasi tipo;
- nel caso in cui il processo di coinvolgimento dovesse prevedere forme di rappresentanza,
condividere con i bambini i criteri di selezione dei propri rappresentanti e dar loro la
possibilità di sceglierli fra i loro pari;
96
- avere come guida, nel decidere le modalità di partecipazione, l’età, il genere e le abilità e
le competenze dei bambini che si vogliono coinvolgere, senza esprimere opinioni né sulla
loro diversità né su quello che sanno non sanno fare;
- finalizzare la partecipazione all’inclusione sociale e all’impatto positivo sulla loro vita a
livello individuale e collettivo.
StaNDaRD 5
Lo staff e il personale è efficiente e preparato
Questo comporta:
- garantire che tutto il personale ed i gruppi dirigenti siano sensibilizzati e formati su tutte
le questioni inerenti la partecipazione dei bambini e resi consapevoli del fatto che questa
è parte integrante dell’assetto organizzativo;
- fornire al personale il supporto e la supervisone necessari a monitorare e valutare le
pratiche di partecipazione attuate;
- supportare il personale ed i gruppi dirigenti nell’affrontare l’eventuale cambiamento
personale e culturale che la partecipazione dei bambini comporta, senza che questo sia
considerato un problema.
StaNDaRD 6
La partecipazione promuove la sicurezza e la protezione dei bambini
Questo comporta:
- fare tutto il possibile per salvaguardare e ridurre al minimo i rischi di abuso e
sfruttamento o di altre conseguenze negative che i bambini possono incontrare durante
la loro partecipazione;
- garantire la confidenzialità, l’anonimato ed il rispetto dei loro confini: è un loro diritto
decidere cosa vogliono rivelare della propria vita;
- assicurare che la loro partecipazione non aumenti l’esposizione a situazioni di violenza,
abuso, maltrattamento e sfruttamento;
- offrire loro il supporto psicologico adeguato se la partecipazione rischia di far rivivere loro
il trauma delle violenze subite o sperimentare emozioni forti;
- richiedere ed ottenere il loro consenso per poter usare tutte le informazioni che
forniscono e salvaguardare sempre tutte le informazioni confidenziali;
- non riprendere o pubblicare mai fotografie, video o immagini digitali di bambini e
bambine senza il loro consenso esplicito, meglio se scritto. Il consenso deve prevedere
anche menzione dell’utilizzo specifico che si intende fare delle immagini.
StaNDaRD 7
Follow up e valutazione
Questo comporta:
- impegnarsi fin dall’inizio del processo a fornire una restituzione rapida e chiara sui
risultati della loro partecipazione e/o il follow up;
- realizzare insieme ai bambini e alle bambine, ai ragazzi e alle ragazze la valutazione della
qualità e dell’impatto della loro partecipazione;
- realizzare e rendere disponibile la versione child-friendly dei rapporti finali riguardanti il
processo di partecipazione, in modo che i bambini possano verificare i risultati della loro
partecipazione;
- assicurare che gli adulti valutino a loro volta se e come hanno tenuto conto delle priorità
e delle raccomandazioni espresse dai bambini e se le hanno integrate nelle loro policy,
strategie e programmi;
- riconoscere gli errori individuati durante il processo di valutazione ed impegnarsi ad
utilizzare le lezioni apprese per migliorare i processi di partecipazione futuri.
97
Materiali utili
da utilizzare
nella realizzazione
delle attività
partecipative
Le illustrazioni possono
essere fotocopiate
e utilizzate durante lo svolgimento
di alcune delle attività
illustrate in questo volume.
Comunità per minori
Ospedale
Operatore/Educatore
Tutore
99
100
Mediatore
Avvocato
Medico
Struttura di accoglienza
temporanea
Scuola
Gioco
Lavoro
Documenti
101
102
Telefono
Amici
Cibo
Vestiti
Famiglia
Faccina sorridente
Faccina triste
103
Albero genealogico
104
FINLANDIA
SVEZIA
NORVEGIA
ESTONIA
RUSSIA
LETTONIA
DANIMARCA
LITUANIA
BIELORUSSIA
IRLANDA
REGNO
UNITO
POLONIA
PAESI BASSI
GERMANIA
BELGIO
UCRAINA
R. CECA
LUSSEMBURGO
SLOVACCHIA
AUSTRIA
FRANCIA
MOLDAVIA
UNGHERIA
SVIZZERA
ROMANIA
SLOVENIA
CROAZIA
BOSNIA
ITALIA
SERBIA
MONTENEGRO
KOSOVO
BULGARIA
MACEDONIA
ALBANIA
SPAGNA
PORTOGALLO
GRECIA
TURCHIA
SIRIA
CIPRO
LIBANO
TUNISIA
MAROCCO
ISRAELE
GIORDANIA
EGITTO
ALGERIA
LIBIA
MAURITANIA
MALI
NIGERIA
CIAD
SUDAN
105
appendice
BIBlIoGRaFIa
E SItoGRaFIa
Convention on the Rights of the
Child, Assemblea Generale delle
Nazioni Unite, New York, 1989
http://images.savethechildren.it/f/do
wnload/CRC/CR/CRCsemplificata.pdf;
Save the Children Italia Onlus,
Tu Partecipi Io Partecipo, un’analisi
dei metodi di lavoro e delle buone
pratiche di partecipazione di
bambini e adolescenti realizzate da
Save the Children Italia, Roma, 2010
http://images.savethechildren.it/IT/f/i
mg_pubblicazioni/img127_b.pdf?_g
a=1.169849121.1214635175.1400686
566;
Save the Children Italia Onlus,
Paurismo e altre storie, un percorso
di consultazione – accoglienza,
tutela e partecipazione dei minori
stranieri dal punto di vista dei
ragazzi e delle ragazze, Roma, 2008
http://images.savethechildren.it/IT/f/i
mg_pubblicazioni/img31_b.pdf?_ga
=1.95713948.1214635175.140068656
6;
The Save the Children Found, Every
Child’s Right To Be Heard, a resource
guide on the UN Committee on the
Rights of the Child general comment
no.12, London, 2011
http://www.savethechildren.org.uk/r
esources/online-library/every-childsright-be-heard;
Save the Children Italia Onlus,
Educazione e Nuovi Media, diritti e
responsabilità verso una
cittadinanza digitale, Roma, 2011;
Save the Children UK, Child
Participation handouts – Core
learning, London, 2012;
The Save the Children Found,
A Toolkit for Monitoring and
Evaluating Children Participation,
London, 2014
www.savethechildren.org.uk/resourc
es/online-library/toolkit-monitoringand-evaluating-childrens-participation;
106
International Save the Children
Alliance, Practice Standards in
Children’s Participation,
London, 2005;
lINK UtIlI
www.savethechildren.it
www.savethechildren.org
Hart, R., Children’s Participation.
From Tokenism to Citizenship,
Unicef, 1992;
Save the Children Italia Onlus,
L’accoglienza dei minori in arrivo
via mare – Rapporto di
monitoraggio delle comunità
alloggio per minori in Sicilia, Puglia
e Calabria, Roma, 2012
http://images.savethechildren.it/IT/f/i
mg_pubblicazioni/img227_b.pdf?_g
a=1.158756922.1214635175.1400686
566;
International Save the Children
Alliance, So You Want to Consult with
Children? A Toolkit for a Good
Practice, London, 2003;
Save the Children Italia Onlus,
Progetto Interact – Rapporto finale
sulle metodologie e sugli strumenti
di sensibilizzazione, Roma, 2012
http://images.savethechildren.it/IT/f/i
mg_pubblicazioni/img205_b.pdf?_g
a=1.157069371.1214635175.1400686
566;
Welcome Kit promosso da Autorità
Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza
– www.garanteinfanzia.org
www.interactonline.eu
Partecipazione e sensibilizzazione
per un uso più sicuro delle nuove
tecnologie. Lo scopo generale del
progetto è stato proteggere i minori
che vivono in comunità dai rischi
connessi ad un uso non sicuro delle
nuove tecnologie.
www.youtube.com
/watch?v=wiQ3hTqyPos
The Italianaire; video cartoon
realizzato con la partecipazione
di 5 ragazzi residenti in Italia e
provenienti dall’Egitto, facilitati da
Save the Children, finalizzato ad
informare e sensibilizzare i minori
egiziani che vivono in tre
governatorati ad alto tasso di
emigrazione minorile in Egitto
(Alexandria, Beheira e Gharbeya)
circa le condizioni di vita in Italia
dei minori migranti egiziani.
Save the Children è la più
importante organizzazione
internazionale indipendente, dedicata
dal 1919 a salvare i bambini in pericolo
e a promuovere i loro diritti, subito
e ovunque, con coraggio, passione,
efficacia e competenza.
Opera in 119 paesi per garantire a tutti
i bambini salute, protezione, educazione,
sviluppo economico, sicurezza alimentare
e promuovere la partecipazione di tutti i
minori. Inoltre risponde alle emergenze
causate da conflitti o catastrofi naturali.
Save the Children è stata costituita in
Italia alla fine del 1998 come Onlus e
ha iniziato le sue attività nel 1999.
Oggi è una Ong riconosciuta dal
Ministero degli Affari Esteri.
Oltre all’importante impegno a livello
internazionale Save the Children Italia
da più di 10 anni sviluppa programmi che
hanno l'obiettivo di migliorare la vita dei
bambini e delle bambine che vivono sul
nostro territorio con interventi
nell’ambito della lotta alla povertà
minorile, della protezione dei minori a
rischio di sfruttamento (come i minori
stranieri non accompagnati),
dell’educazione e della scuola, dell’uso
sicuro delle nuove tecnologie, della tutela
dei minori nelle emergenze.
Save the Children Italia Onlus
Via Volturno 58 - 00185 Roma
tel +39 06 480 70 01
fax +39 06 480 70 039
[email protected]
www.savethechildren.it