N. 15/2015 - Londra Sera

REACHING
NEW HEIGHTS
San Carlo
Group
recognized
in the
‘Sunday
Times’
Profit
Track 100 San Carlo Group, the parent company of San Carlo,
Cicchetti, Fumo, Bottega and Farmacia Del Dolce
in Manchester, has featured in ‘The Sunday Times’
Profit Track 100 ‘Ones to Recognise: 10 Rising Companies’. The family-run Italian restaurant business
was included in the newspaper’s annual supplement on Sunday 12 April, named as one of 10 firms
that showed ‘good growth but didn’t make the main
list’ - appearing alongside well-known brands such
as Quorn, Gtech and William Reed Business Media.
Carlo Distefano, Chairman of San Carlo Group
which was founded in Birmingham in 1992, said:
“We are delighted to be mentioned in the ‘Sunday
Times’ Profit Track 100 ‘Ones to Recognise’. The
Group has grown considerably over the past five
years but we are still very much a family business. The San Carlo name is not only renowned throughout the UK but also internationally in the Middle
East and Asia. These are very exciting times for us
with new sites planned for London, Dubai and Bahrain.”
Marcello Distefano, Managing Director added:
“Our growth has come through a recession and we
believe this reflects our constant focus on quality
and, of course, our customers. We have continued
to show like for like sales growth in an increasingly
crowded market.” San Carlo Manchester in King Street West is the
Group’s flagship restaurant. The company currently
operates 16 restaurants nationwide and has an
overseas portfolio with outlets in Kuwait and Bangkok. San Carlo Group restaurants include San Carlo
in Birmingham, Manchester, Liverpool, Leeds, Bristol and Leicester; Cicchetti in Manchester, Piccadilly
and Covent Garden, London; Fumo in Birmingham
and Manchester; Bottega and Farmacia Del Dolce
in Selfridges, Manchester; Fiorentina, Hale; Flying
Pizza, Roundhay and Signor Sassi in Knightsbridge
Green. Sito Ufficiale: www.londrasera.london
Grafica: www.fotographic.eu
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LONDRA SERA
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LONDRA SERA
A cura di Isabella Grimaldi de Monterval
Il cibo surgelato salvaguarda le vitamine
Nel periodo d’oro per chefs e cuochi, diventati icone della tv campioni
di tiratura in libreria con programmi di cucina, il cibo surgelato potrebbe
prendersi una rivincita. “In termini di contenuti nutrizionali, il congelamento non danneggia il cibo, anzi conserva vitamine e minerali meglio
e più a lungo rispetto a lasciare i prodotti comprati freschi in frigo. La
verdura presa al mercato, se non consumata, dopo tre giorni perde naturalmente l’80% della vitamina C che contiene”. A portare avanti la campagna per sostenere il prodotti surgelati è Brian Young, responsabile della
British Frozen Food Federation (BFFF).
Oggi - sottolinea Young - la carne e il pesce possono essere rapidamente surgelati (a -23°) con l’azoto liquido, in questo modo si riesce a
trattenere tutte le proprietà organolettiche della carne, tra cui i minerali
e le vitamine A e D. “È importante - osserva l’esperto - che il processo di
surgelamento avvenga eliminando l’acqua contenuta nel prodotto, perché
solo quando si forma un minor numero di cristalli di ghiaccio c’è la possibilità di conservare al meglio la consistenza e il gusto del prodotto”. Ci
sono anche alcune regole da rispettare, le carni bianche surgelate vanno
consumate entro sei mesi, dopo questo limite diventano più acquose e
meno saporite.
Un altro alimento preso in esame dal fronte pro-surgelati è il pesce. “I
congelatori a bordo dei pescherecci - prosegue l’esperto - permettono di
conservare sotto lo zero i prodotti della pesca entro poche ore dalla cattura. Così si mettono in sicurezza le qualità nutrienti e il pesce tende anche
ad essere più economico, di circa il 25%, ed è più facile da trasportare. Si
può ancora gustare fresco dopo tre mesi passati nel congelatore, dove
muffe e batteri non possono crescere viste le temperature basse. Gamberoni, gamberetti e altri crostacei si mantengono particolarmente bene
se congelati, perché hanno un alto contenuto di grassi e questo significa
un minor numero di cristalli di ghiaccio, perfetto per l’ottima resa quando
sono portati sottozero”.
Infine, quando si tratta di frutta congelata, i consumatori hanno
l’imbarazzo della scelta: da quella esotica come il mango o l’ananas ai
frutti di bosco che si possono trovare freschi solo in alcuni mesi dell’anno.
“La ricerca - ricorda la BFFF - ha dimostrato che i flavonoidi e le antocianine, i composti responsabili del colore brillante a molta della frutta in
commercio, si conservano molto bene se i prodotti sono congelati freschi”.
Festival del Risotto Italiano
Ottanta chefs, circa duecento risotti diversi (e decine di agnolotti e
tajarin), centinaia di eccellenze enogastronomiche italiane nei numerosi stands a corollario. Questi i numeri più significativi del V
Festival Nazionale del Risotto Italiano che, riconosciuto fra le
tipicità italiane di EXPO 2015, propone quest’anno un’edizione
straordinaria che proseguirà ogni fine settimana, fino al 2 giugno.
Dirige la manifestazione Edoardo Raspelli, conduttore del programma TV ‘Melaverde’, che un recente referendum popolare promosso da un’importante rivista di settore ha incoronato come il
più noto, amato ed influente critico gastronomico italiano. Il centro
espositivo Biella Fiere, a Gaglianico di Biella, luogo di svolgimento del Festival, per tutto il mese di maggio e fino al 2 giugno, sarà
meta di numerosi turisti provenienti da EXPO 2015 all’interno del
quale il riso e il risotto italiano saranno adeguatamente promossi.
Alla degustazione dei risotti e alle proposte degli stands enogastronomici, sono abbinati eventi culturali e di spettacolo che avendo
come tema la cultura del riso e della campagna piemontese. Tutte le
iniziative e gli orari di apertura sono sul sito dedicato www.festivalgastronomici.it . Following recent expansion, the San Carlo Group is now recruiting
qualified restaurant staff worldwide. We are looking for General
Managers, Assistant General Managers, Head Chefs, sous-Chefs.
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I migliori chefs italiani che vivono e lavorano a Londra si
sono ritrovati ad ExCel durante l’IFE (International Food
& Drink) dove si sono esibiti per un pubblico di appassionati del mangiare all’italiana. Durante l’evento, Enzo
Oliveri, meglio conosciuto nel Regno Unito come ‘Enzo
the Sicilian Chef’, ha annunciato l’apertura a Knightsbridge Green del nuovo locale ‘Fratelli la Bufala’.
La pizzeria più famosa di Londra aperta qualche anno
fa a Shaftesbury Avenue, è diventata, grazie alla professionalità di Enzo, simbolo dell’italianità d’Inghilterra.
Frequentato da personalità internazionali, il locale ha
ricevuto il ‘Premio Italia per la Ristorazione’, rilasciato
dalla Camera di Commercio ed Industria Italiana in Gran
Bretagna per la squisita elaborazione del menù, la sua
centralità, lo stile caratteristico, il servizio inappuntabile,
l’accoglienza e l’affabilità dimostrata nei confronti della
selezionata clientela. Il Ristorante-Pizzeria è considerato
il centro italiano per eccellenza, dove si recano ogni
settimana centinaia di italiani per incontrarsi con i loro
amici inglesi.
Enzo Oliveri continua ad ottenere tanti riconoscimenti, come quello di cultore dei buoni vini italiani,
dell’Associazione Camere di Commercio Italiane
all’Estero ed è anche un autentico ambasciatore della
sicilianità nel mondo. Attivo promotore di prodotti mediterranei Enzo ha partecipato, sempre promuovendo il
Made in Italy, ad importantissimi eventi gastronomici
come ‘Taste of London’ che si tiene ogni anno in estate a
Regent’s Park e ‘Welcome Italia’. Le sue lezioni di cucina
che si tengono nell’University of West London sono sempre affollate. Ma la sua passione per la cucina non finisce
qui; egli è anche promotore dell’Accademia del Gusto il
cui obiettivo è di aiutare gli allievi italiani delle scuole
alberghiere a trascorrere un paio di settimane in Inghilterra, per fare esperienza. Leggendari i suoi pranzi privati
preparati per Tom Cruise, John Travolta, Madonna e per
le celebrità della moda durante il London Fashion Show.
(Nelle foto Enzo ad ExCel ed uno dei locali ‘Fratelli La
Bufala’, centro italiano per eccellenza)
LONDRA SERA
Enzo Oliveri
alla conquista di Knightsbridge
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LONDRA SERA
The London Book Fair, appena svoltasi a Olympia è
stata dopo quella di Francoforte uno dei maggiori
appuntamenti internazionali del mondo dell’editoria
e dello scambio dei diritti d’autori. In pieno secolo
digitale, i libri si propongono nel mondo con svariate forme di eccellenza. L’Italia, anche quando si
tratta di editoria si presenta con una professionalità
riconosciuta a livello mondiale.
Puntare maggiormente sulla diffusione della lingua italiana e della nostra cultura all’estero è un
dovere spesso dimenticato. Durante i tre giorni di
kermesse libraria, si sono negoziati i diritti degli autori emergenti e le vendite e distribuzione di iniziative editoriali. La London Book Fair ha registrato più
di 2.000 espositori provenienti da 61 Paesi in una
superfice espositiva di quasi ventimila metri quadri.
Le case editrici italiane hanno partecipato con
l’obiettivo di espandere la loro presenza sul mercato
europeo del libro, particolarmente in quello britannico, il secondo mercato più importante del Vecchio
Continente (450 milioni di sterline il giro d’affari,
8000 società e case editrici e circa 164.000 impiegati). Le case di produzione del nostro Bel Paese hanno
La Fiera Mondiale
del Libro
presentato testi di ogni genere ed argomenti; dalle
pubblicazioni scientifiche, a quelle storiche, alle edizioni sportive fino ad arrivare ai libri fotografici e
di cucina, quest’ultimi stampati con una particolare
tecnica su carta speciale.
La FUIS (Federazione Unitaria Italiana Scrittori) ha partecipato alla Fiera del Libro di Londra,
con una propria delegazione composta da Natale
Antonio Rossi, Silvia Capo, Simone Di Conza e Ida
Baucia. In questa occasione i delegati FUIS hanno
incontrato rappresentanti della Society of Authors,
della ALCS inglese e delle francesi CPE e SGDL, in
previsione di possibili azione coordinate a difesa
del Diritto d’Autore europeo e a rafforzamento
delle prerogative della categoria degli scrittori.
In tal modo la FUIS prosegue la propria attività di rappresentanza all’estero e di promozione di
forme attive di tutela della proprietà intellettuale,
anche in vista dell’applicazione in Italia della diret-
tiva 26/2014/UE e di un contratto unico di edizione
digitale e di un contratto unico europeo di edizione. (Nelle foto il salone di London Olympia dove
quest’anno si è svolta la London Book Fair che ha
attratto una miriade di visitatori provenienti da tutto il mondo. Anche ‘Londra Sera’ era presente con
un distributore della nostra pubblicazione).
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(the Editor)
LONDRA SERA
Comitato di
presidenza CGIE
Sono circa 243.000 gli iscritti agli elenchi elettorali
predisposti per il rinnovo dei Comites previsto il 17
aprile prossimo, il 6,5% degli aventi diritto: questi
i dati sveati dal segretario generale del CGIE Elio
Carozza a margine dei lavori del Comitato di presidenza del Consiglio Generale svoltosi alla Farnesina. L’atteso e più volte rinviato rinnovo dei Comites
è stata infatti una delle principali questioni di dibattito del Cdp, insieme a riforma e rinnovo del CGIE e
diffusione di lingua e cultura italiana.
Carozza ritiene la percentuale di cittadini che
hanno esercitato l’opzione – ossia l’iscrizione agli
elenchi elettorali necessaria alla partecipazione al
voto – “importante per la rappresentanza”, tanto più considerato il contesto: i ripetuti rinvii del
rinnovo che hanno “sfilacciato” a lungo andare
il rapporto con gli organismi di rappresentanza,
“l’esperimento pilota dell’introduzione dell’opzione e un’informazione nulla o quasi nulla” su tale
necessità. In parallelo, Carozza richiama la disaffezione alla partecipazione politica testimoniata dalle
percentuali di partecipanti al voto nelle ultime consultazioni amministrative, non solo italiane. Sono
condizioni, dunque, che in gran parte spiegano le
cifre riscontrate e su cui il segretario generale si
sofferma perché “dobbiamo essere preparati a far
fronte a coloro che non conoscono la situazione e in
particolare a coloro che sono in malafede, i nemici
degli italiani all’estero, che potrebbero facilmente
avere da questa situazione ogni elemento per poter attaccare il sistema della rappresentanza”. Non
si tratterebbe quindi di una “non legittimazione
della rappresentanza eletta”, ma di una situazione
determinata da tutti gli aspetti connessi a questo
rinnovo dei Comites; il segretario generale ricorda
una partecipazione al rinnovo dei Comites dell’ormai lontano 2004 di circa il 30% degli aventi diritto.
Le percentuali di iscrizione più alte si registrano nei Paesi dell’America latina – in Argentina o
Venezuela Carozza parla di percentuali che arrivano sino al 14 o 15% - mentre ben più basse sono
quelle registrate in Europa, “dove i cittadini italiani
guardano con più interesse all’integrazione europea rispetto ai Comites”. Sull’avvicinamento delle
giovani generazioni Carozza non è pessimista, segnalando come esse siano presenti tra i candidati
in lista per il rinnovo dei Comites, tuttavia ammette
che “qualcosa stia cambiando rapidamente. Nessuno può dire che non ci sia bisogno di rappresentanza. Ora si vota – afferma - poi si apre un’altra
pagina, una fase in cui sarà necessario rivisitare la
rappresentanza alla luce dei cambiamenti che ci
sono stati”.
Una questione – quella della riforma del sistema
della rappresentanza degli italiani all’estero – che il
CGIE ha già sollevato al governo, fa sapere Carozza,
ribadendo di considerare la novità dell’opzione un
requisito da mantenere, “anche per gli altri livelli
di voto”: meglio sarebbe – suggerisce – conservare
gli elenchi elettorali compilati in questa occasione e
procedere con le iscrizioni, così da non farsi trovare
un’altra volta impreparati alla vigilia della prossima
scadenza elettorale. Per il segretario generale, dunque, una volta esercitata l’opzione, essa dovrebbe
valere di lì in avanti, per le successive consultazioni,
salvo comunicazioni contrarie. Per fare ciò sarebbe sufficiente “una revisione dell’esercizio di voto
all’estero, per valutare come introdurre tale opzione, e procedere sin da ora. La questione determinante – avverte - resterebbe l’informazione”.
Sul fronte lingua e cultura italiana, il segretario
generale informa di come il CGIE abbia preparato
una propria proposta di legge, inerente tutto il sistema di promozione culturale e inserita in un “quadro
di internazionalizzazione dell’Italia” nel mondo –
proposta che non si limita dunque a riformare la
legge 153 del 1971 – inviata in questi giorni ai vertici di governo e Parlamento. Rileva come disponibilità ed aperture sul tema siano pervenute nel corso
dell’incontro con il Comitato per le Questioni degli
Italiani all’Estero del Senato – il Comitato sta conducendo un’indagine conoscitiva sulla questione.
Nessun riscontro al momento da parte del governo
– anche se il segretario generale considera questa
“la riforma delle riforme” e sollecita l’esecutivo “ad
arrivare a fine mandato, nel 2018, con una visione
sul tema, che non deve essere necessariamente la
nostra” – e cautela da parte del Maeci, riconducibile per Carozza alla proposta di un’Agenzia di
Coordinamento degli interventi facente capo alla
presidenza del Consiglio dei Ministri.
Si attenua quindi, su questo fronte, l’ottimismo
del segretario generale: “Forse una proposta che
coinvolge anche la struttura dell’intervento ha generato un atteggiamento, per come l’ho percepito
io personalmente, di difensiva da parte del personale addetto ai lavori all’interno del Maeci, mentre
ho l’impressione che ci siano troppi freni all’interno
del governo per permettere che si giunga ad una
proposta innovativa e all’altezza dei tempi”. Carozza proseguirà comunque a sensibilizzare governo
e ministro degli Esteri, ma l’auspicio più immediatamente concretizzabile è che sia il Parlamento ad
elaborare una propria proposta sulla promozione di
lingua e cultura all’estero.
Altro tema spinoso, la ripartizione geografica
dei consiglieri del CGIE, il cui numero è stato ridotto nello scorso mese di aprile con un decreto
legge convertito in legge – ricorda Carozza - nei
mesi successivi. A preoccupare in questo caso è la
ripartizione basata esclusivamente sul numero dei
cittadini italiani residenti all’estero, criterio che si
discosta da quello indicato nella legge istitutiva
del CGIE. “Nel calcolo del numero di consiglieri, lo
spirito della legge istitutiva del CGIE teneva conto
sia del numero di connazionali presenti all’estero
che dell’italianità nel mondo e dell’estensione delle diverse aree geografiche”, afferma Carozza, che
indica a testimonianza di tale spirito la costituzione delle assemblee elettive del Consiglio Generale, “assemblee formate in Europa dai componenti
dei Comites e da un terzo di rappresentanti delle
maggiori associazioni italiane presenti sul territorio,
rappresentanza associativa che viene ancora più
estesa (al 45%) per le assemblee elettive in America latina, per esempio”. In questo modo “la rappresentanza non era esclusivamente riconducibile alla
nazionalità, ma era garantito un equilibrio di rappresentanza e rappresentatività” che non appare
rispettato nella nuova norma, che riconduce invece
il numero di consiglieri semplicemente al numero di
connazionali presenti in un territorio.
Secondo il nuovo schema di ripartizione dei consiglieri – ancora in fase di elaborazione - presentato
dal sottosegretario agli Esteri Mario Giro al Cdp, sui
43 consiglieri eletti, 24 sarebbero quelli afferenti
all’Europa, 14 quelli dell’America Latina, 5 o 6
quelli espressi dai Paesi anglofoni extraeuropei.
Una proporzione che ridurrebbe il numero dei Paesi
rappresentanti in seno al CGIE dagli attuali 22 a
15 o 16 e che, secondo il segretario generale, sarebbe sbagliata anche “dal punto di vista politico”,
perché in contraddizione con quanto sino ad oggi
sostenuto sull’importanza e l’opportunità per i connazionali residenti nell’Unione Europea di guardare
ad essa come ambito di integrazione più appropriato e diretto.
Carozza segnala di aver fatto presente la questione già a settembre in una lettera inviata al presidente del Consiglio, Matteo Renzi e al Ministro
degli Esteri Paolo Gentiloni. Il Cdp ha riaffrontato il
tema e chiede “una decretazione urgente che possa
ristabilire l’equilibrio sancito nella legge istitutiva
del CGIE”, questione su cui il sottosegretario Giro
– fa sapere Carozza – “ci è sembrato convenire”. Altro nodo da sciogliere in vista del rinnovo del
CGIE, la partecipazione della rete associativa alle
assemblee elettive sopra richiamate. Resta infatti
da capire quali saranno le associazioni incluse in
tali assemblee e il ruolo dell’albo delle associazioni
italiane all’estero, albo la cui realizzazione era stata proposta dal Maeci e su cui il CGIE aveva dato
a suo tempo – ricorda Carozza – parere negativo.
“Non tutte le associazioni hanno risposto a tale richiesta di iscrizione, per i motivi più diversi, dalla
disattenzione alla privacy”, – segnala il segretario
generale, che ritiene in ogni caso “una forzatura
limitare le associazioni presenti alle assemblee a
quelle iscritte all’albo”, anche perché taluni dei
requisiti richiesti per l’iscrizione contrastano con
il criterio di rappresentatività garantito dalla legge
istitutiva sopra richiamato. Ricorda comunque – nel
caso ciò fosse richiesto – come sia ancora possibile
procedere con l’iscrizione.
“A conclusione di un’esperienza apertasi nel
2004 e che si conclude con il Comitato di Presidenza di oggi, sento il dovere di ringraziarvi per il
vostro impegno e per il lavoro che avete svolto - ha
detto Marco Fedi (Pd) -. Non sempre la classe politica di questo Paese è stata all’altezza delle attese
delle nostre comunità e delle positive proposte formulate dal CGIE. Dobbiamo mutare questo stato di
cose. Lo dico con la consapevolezza delle difficoltà
che un tale impegno comporta, soprattutto sul versante del MAECI, che sempre più dimostra ritardi,
contraddizioni e, soprattutto, limiti nella capacità di
conseguire risultati apprezzabili”.
“Partiamo da un primo obiettivo ancora da centrare: la riforma della rappresentanza – ha proseguito Fedi -. È vero che nella riforma costituzionale
si sta salvaguardando la Circoscrizione Estero, sotto
tiro prima dei ‘saggi’ e dopo di forze politiche ed
esponenti parlamentari, ma non basta. Per noi la
rappresentanza è più articolata e più radicata nelle
comunità, attraverso i Comites e il CGIE. Alla loro
riforma ci dovremo arrivare nel corso di questa legislatura, anche se le tensioni che si sono sviluppate tra noi non ci hanno certo rafforzato, proprio
in un momento in cui, dopo le devastazione del
quinquennio berlusconiano, avevamo bisogno di
progettare l’uscita dal tunnel”.
“Non sempre il Parlamento ha aiutato – ha
aggiunto Fedi -. Nelle chiusure consolari come
nelle forme di assistenza ai nostri connazionali,
ad esempio attraverso i Patronati, siamo in attesa
di soluzioni mature ormai da anni. Ma quello che
verrà dobbiamo volerlo noi, con determinazione.
Le convenzioni internazionali, ad esempio, ora che
la stagione della loro approvazione sembra essersi
riaperta, devono essere al primo posto dell’agenda
LA RICETTA
DELLA SETTIMANA
Tagliatelle al Cedro
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politica, insieme alla tutela dei più deboli, in Italia
e nel mondo. Dobbiamo colmare il vuoto, poi, che
si è aperto con le detrazioni fiscali per carichi di famiglia, che dopo diversi anni in questa legislatura
non sono state prorogate. Alle riforme ancora ferme
al palo, si affiancano alcuni ritardi nell’attuazione
delle cose già fatte. Mi riferisco, ad esempio, alle
detrazioni in ambito europeo, che pur essendo state
decise non sono ancora operanti perché mancano
i decreti attuativi, come per l’IMU prima casa per
i residenti all’estero iscritti all’AIRE e pensionati”.
“La promozione della lingua e della cultura italiana merita non minore vigilanza e impegno.È vero
che in sede parlamentare si sono recuperati i tagli
inizialmente proposti, ma la cancellazione dei lettorati, l’indebolimento degli Istituti di cultura e la
mancata riforma di questo settore non ci lasciano
tranquilli. Sono il segnale di un’incertezza politica
e di una fragilità di proposta che deve essere superata. La proposta di riforma avanzata dal CGIE può
essere certamente uno stimolo e un’utile base di
discussione. Il rinnovo dei Comites ci consegna un
quadro problematico sia sotto l’aspetto politico che
culturale. Il basso dato di iscrizione non deve sorprendere, dopo gli anni che abbiamo attraversato
di riduzione delle politiche per gli italiani all’estero
e dopo il discutibile modo di organizzare il rinnovo
elettorale. La tesi secondo la quale più di una lista
significa più iscrizioni, denota un legame fin troppo
diretto tra candidatura ed incentivo a far iscrivere
elettori. Deve crescere, invece - ha concluso Fedi
-, il profilo culturale e politico per recuperare un
rinnovato spirito comunitario e rilanciare impegno
e partecipazione. Dimostrando sul campo la possibilità di superare le remore imposte da chi, come il
MAECI, crea ad ogni passo problemi, facendo ad
esempio il test del DNA alle associazioni e alle nostre comunità nel mondo, sacrificandone di fatto il
ruolo e le potenzialità che derivano da un generoso
e apprezzabile spirito di volontariato”. (V. P.)
Ingredienti: 500 gr di tagliatelle; 300 gr di funghi porcini; 2 cedri; olio extravergine d’oliva;
prezzemolo; sale; pepe.
Esecuzione: Pulire e tagliare i funghi a fette. Farli rosolare in una padella con olio. Aggiungere il
prezzemolo tritato, abbondante pepe e sale a piacere. Terminata la cottura aggiungere il succo dei
cedri. Far cuocere le tagliatelle e condirle con il sughetto preparato. Grattugiarvi sopra la buccia dei
cedri.
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LONDRA SERA
Modigliani
A Unique Artistic Voice
Estorick Collection of Modern Italian Art, London
Una delle superstars dell’arte del Ventesimo secolo, Amedeo Modigliani (1884-1920) è tra tutti gli artisti italiani del Novecento,
quello meglio conosciuto e più amato in Gran Bretagna. A Parigi, epicentro della sperimentazione d’avanguardia, tra il 1906
e 1920, Modigliani sviluppò la sua visione artistica particolare ed assolutamente personale. Questa mostra su Modigliani è
la prima ad essere a lui dedicata ed allestita all’Estorick Collection di Londra e si focalizza sule opere su carta, rivelando la
grande intensità spirituale e l’evoluzione di Modigliani nel ritrarre le forme ed il volto umano. “Modigliani – A Unique Artistic Voice” è esposta all’Estorick Collection fino al 28 giugno 2015 (Estorick Collection of Modern Italian Art, 39a Canonbury
Square, London N1 2AN - T: +44 (0)20 7704 9522 - www.estorickcollection.com Twitter: @Estorick )
“Ciò che sto cercando non è né il reale, né l’irreale ma piuttosto l’inconscio, il mistero istintivo della razza umana” (Amedo
Modigliani). La mostra comprende circa trenta disegni ed include un’importante selezione proveniente dalla collezione di
Paul Alexandre, amico intimo di Modigliani, il quale fu inoltre unico sostenitore dell’artista durante i suoi primi anni. Insieme
a tali opere saranno esposti altri lavori su carta e dipinti provenienti sia da collezioni private che da quella di Eric Estorick. Tra
questi fogli a pastello, inchiostro ed acquarello si trova il più fedele studio preparatorio, preludio al suo quadro fondamentale,
chiamato ‘L’Amazzone’ e datato 1909. Altri studi successivi per il dipinto testimoniano come Modigliani ricercò ossessivamente
l’essenziale verità e carattere nei suoi soggetti.
Modigliani ha disegnato numerose figure di cariatidi i cui volti sono spesso di esseri anonimi ed androgini, ma curiosamente
la sua ‘Cariatide Inginocchiata’, tracciata in pastello blu, raffigura un volto umano i cui lineamenti appartengono presumibilmente alla poetessa russa Anna Akhmatova che giocò un ruolo cruciale nell’arte di Modigliani. Per l’artista rappresentava infatti
la personificazione delle antiche dee egiziane e le principesse danzanti, figure ammirate al Louvre durante il loro breve ma
intenso periodo passato insieme. Nei suoi memoirs, la Akhmatova notava: “Pensavo anche allora che egli chiaramente vedesse
il mondo con occhi differenti dai nostri”.
La mostra guida lo spettatore lungo il particolare ed unico percorso artistico di Modigliani verso quella realizzazione perfetta della visione umanistica della bellezza senza tempo. Sono visibili le influenze dell’arte cicladica, etrusca, egiziana, greca,
romana, africana, asiatica, buddista e quella del primo rinascimento con i loro fondamentali messaggi universali che Modigliani elaborò nel suo immaginario artistico. Prendendo questi elementi ed accordandoli armonicamente con la propria natura
e visione soggettiva, Modigliani modellò un proprio ed unico stile senza subire le influenze del Fauvismo, Cubismo o di altri
movimenti artistici del periodo.
Amedeo Clemente Modigliani (1884-1920) nacque a Livorno ed iniziò i suoi studi artistici in Italia prima di trasferirsi a Parigi
nel 1906. Influenzato da una varietà di generi e movimenti artistici nonché dall’arte primitiva, la sua oeuvre fu tuttavia unica e
idiosincratica. Morì a Parigi a 35 anni.
L’Estorick Collection of Modern Italian Art è
conosciuta a livello internazionale per il suo nucleo
di dipinti futuristi. La collezione comprende circa
120 opere tra dipinti, disegni, sculture, acquarelli
e stampe di molti dei più importanti artisti italiani
ventesimo secolo. Il museo comprende sei gallerie,
due delle quali ospitano le mostre temporanee.
Sin dalla sua prima apertura nel 1998, la collezione Estorick ha accresciuto la sua reputazione e
guadagnato il plauso della critica come istituzione
fondamentale per la promozione dell’arte italiana
presso il pubblico britannico.
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LONDRA SERA
PAGINA ACCANTO DA
SOPRA IN SENSO ANTI
ORARIO:
Portrait of Maud Abrantès,
1908, Watercolour with
traces of black crayon 41 x
32 cm (Richard Nathanson,
London)
Nude with Cup, c.1916,
Watercolour, Indian ink
and pencil 64.5 x 50
cm (Courtesy: Estorick
Collection)
Columbine with Fan and
wearing a Tutu, 1908,
Black crayon 31 x 24.3cm
(Richard Nathanson,
London)
Standing Nude, 1908,
Black crayon 43 x 26.7cm
(Courtesy: Richard
Nathanson, London)
IN QUESTA PAGINA DA
SOPRA IN SENSO ANTI
ORARIO:
Dr François Brabander,
1918, Oil on canvas 46 x
38cm (Estorick Collection)
L’Amazone, 1909, Black
crayon 30.8 x 23.2 cm
(Richard Nathanson,
London)
Kneeling Blue Caryatid,
c.1911, Blue crayon
43 x 26.5 cm (Richard
Nathanson, London)
Caryatid Seated on Plinth
with Lighted Candles,
Black crayon 42.7 x 26
cm (Richard Nathanson,
London)
Male Head & Shoulders,
c.1911, Blue crayon
42.8 x 26.7 cm (Richard
Nathanson, London)
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LONDRA SERA
LONDRA SERA
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LONDRA SERA
FOTOGIORNALE
Video promozionale del Bel Paese
Il Ministero dello Sviluppo Economico, in collaborazione con l’Ice, dopo il successo registrato con quasi
tre milioni di visualizzazioni in poche settimane, ha
deciso di promuovere il video sulle eccellenze manifatturiere italiane “Italy: The Extraordinary Commonplace”, sui mercati americano, canadese e inglese. La campagna prevede il lancio del video sui siti
delle maggiori testate economico-finanziarie (Wall
Street Journal, Financial Times, Economist) e un sito
web appositamente realizzato (extraordinarycommonplace.com), ad esso collegato.
Il sito, diviso in due sezioni principali,
Pride&Prejudice ed Extraordinary Stories, illustra
i principali dati e le informazioni sul sistema economico e manifatturiero italiano rivolti ad evidenziare la solidità e le eccellenze economico-produttive italiane. La campagna, della durata di quattro
settimane, ha preso avvio lunedì scorso e in pochi
giorni ha già registrato 7 milioni di impression e 2
milioni di utenti unici. L’obiettivo, anche attraverso
la promozione su YouTube, è quello di raggiungere
20 milioni di visualizzazioni del video. regno
dello
Smartphone
Tre navigatori via Smartphone su 4 lo utilizzano all’interno del processo
d’acquisto, per informarsi dentro e fuori i punti vendita. Lo sostiene una ricerca
dell’Osservatorio Mobile Marketing & Service del Politecnico di Milano. Tra le
attività più frequenti via Mobile prima dell’acquisto: raccolta di informazioni
(66%), confronto prezzi (66%), confronto tra alternative di prodotto (63%), ricerca delle promozioni (56%). Le aziende sono sempre più consapevoli che il
Mobile sia un touchpoint necessario nelle strategie di relazione e fidelizzazione
dei consumatori.
Crescono quindi gli investimenti e l’attenzione anche dei vertici aziendali. Nel
2014 il mercato del ‘Mobile Advertising’ è cresciuto del 48% e ha superato i 300
milioni di euro, pari al 15% della pubblicità Internet. Sono in media 15 milioni i
cosiddetti ‘Mobile Surfers’ giornalieri, ovvero gli italiani connessi a Internet ogni
giorno da Smartphone. Se si considera anche l’utilizzo del tablet, il numero di
coloro che accedono alla rete da aggeggi mobili raggiunge i 16,4 milioni. Gli
italiani passano sempre più tempo a navigare sullo Smartphone, precisamente
90 minuti al giorno a fronte dei 70 spesi davanti al monitor di un computer.
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LONDRA SERA
FOTOGIORNALE
È italiano il vincitore del
concorso fotografico
“Sapori del quartiere”
Il trentasettenne Roberto Caldarella è stato proclamato vincitore del “Concorso Fotografico dei Sapori del
Quartiere”, indetto dalla World Photography Organization (WPO) e da Hotel Indigo®, hotel boutique della
catena IHG. Caldarella, fotografo di strada romano, ha realizzato i suoi scatti traendo ispirazione dai gusti,
dai profumi e dai colori del quartiere in cui è situato l’Hotel Indigo® Rome – St George.
Il concorso mira a scoprire nuovi talenti fotografici e ha visto una selezione di finalisti provenienti da tutta
Europa. I fotografi sono stati giudicati per la loro abilità a catturare interpretazioni astratte o letterali dei
sapori, odori e colori dei quartieri degli Hotel con lo scopo di ispirare le persone a scoprire esperienze locali
durante i loro viaggi. In
qualità di vincitore, Roberto Caldarella avrà la
possibilità di esporre i
suoi scatti al prestigioso evento Sony World
Photography Awards
2015 alla Somerset
House di Londra, l’opportunità di scattare
delle foto per il marchio Hotel Indigo.
“Sono molto felice di questa vittoria - afferma Roberto
Caldarella, vincitore
del concorso -. Come
fotografo autodidatta,
ho sempre messo un
costante impegno per
migliorarmi e questo riconoscimento mi rende
fiero dei miei risultati.
Gli ambienti cittadini,
dove passano e si incontrano decine di persone ogni giorno, sono
il luogo perfetto per
avere uno scorcio delle
storie di vita degli altri.
Ciò che amo della fotografia è che mi permette di reinventare una
storia e raccontarla in
modo inedito”.
Hotel Indigo e WPO
hanno collaborato a
questo progetto per
(c) Roberto Caldarella/ World Photography Organization.
offrire agli ospiti dell’hotel e ai viaggiatori l’opportunità di esplorare il quartiere con la loro fotocamera
creando una piattaforma dove gli appassionati di fotografia di ogni livello – dagli studenti ai professionisti –
possono mettere in mostra il loro talento. Tutti gli Hotel Indigo sono progettati per riflettere la caratteristica
storia del quartiere. Dalla progettazione degli edifici, alle opere d’arte dell’hotel e ai menu ispirati localmente, ogni Hotel Indigo è unico nel suo genere e non esistono due Hotel Indigo uguali.
“Le foto di Roberto Caldarella sono fantastiche - ha dichiarato Tom Rowntree, Vice President IHG® per il
brand Hotel Indigo in Europa -. Immagini emozionanti che hanno catturato creativamente l’essenza unica del
quartiere in cui si trova
l’Hotel Indigo Rome St.
George. Vorrei ringraziare tutti coloro che
hanno partecipato al
concorso e hanno permesso di raggiungere
un gruppo di finalisti di
impressionante talento. Non vediamo l’ora
di vedere gli scatti che
Roberto realizzerà per
il nostro hotel”.
“Coltivare talenti fotografici emergenti è il
cuore della World Photography Organization
- afferma Scott Gray,
Direttore Generale di
WPO -. Siamo quindi
orgogliosi di fornire
una piattaforma globale a tutti i fotografi
che hanno preso parte
a questa competizione e hanno condiviso
le loro storie locali. La
fotografia è forse una
delle forme d’arte più
accessibili e l’immagine vincente di Roberto
Caldarella, insieme alla
grande varietà di foto
ricevute, mostra che
talvolta le immagini
migliori sono quelle che
troviamo appena fuori
dalla porta di casa”.
Troppe ore al pc
aumenta le rughe
Trascorrere molte ore immobili davanti allo schermo, magari strizzando gli occhi per la concentrazione, può favorire la formazione di
rughe sul viso e accelerare il processo di lassità della pelle, in prevalenza nella zona del collo e delle guance. È la cosiddetta “computer
face”, che indica quei volti con guance cadenti, il cosiddetto “collo
di tacchino” e le rughe sulla fronte e intorno agli occhi, ovvero la
glabella e le zampe di gallina. “È la postura che si tende ad assu-
mere davanti allo schermo ad accentuare la formazione di rughe: non
muovere il volto per lungo tempo riduce l’elasticità della pelle, inoltre
strizzare ripetutamente gli occhi davanti allo schermo, per cercare
la concentrazione o contrastare l’eccessiva luminosità, provoca la
formazione di rughe, soprattutto nella zona perioculare”, afferma
Giuseppe Sito, vice presidente di AITEB, Associazione Italiana Terapia
Estetica Botulino. 14
LONDRA SERA
LONDRA SERA
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AUSTRIA, BELGIO, BULGARIA, CIPRO, DANIMARCA, ESTONIA, FINLANDIA, FRANCIA, GERMANIA, GRECIA, IRLANDA, ITALIA, LETTONIA, LITUANIA, LUSSEMBURGO, MALTA, MONTECARLO,
PAESI BASSI, POLONIA, PORTOGALLO, REGNO UNITO, REPUBBLICA CECA, ROMANIA, RUSSIA, SAN MARINO, SLOVACCHIA, SLOVENIA, SPAGNA, SVEZIA, SVIZZERA, UNGHERIA.
The Great European
Disaster Movie
How can we change the conversation on the
European Union from “In/Out?” to “Let’s
make it better & stronger”? How can we
move Europe from being an issue for élites
to one that the wider public cares about?
Those were the key questions raised in the
Q&A debate that followed the cinema première of the director’s cut of “The Great
European Disaster Movie” at the Genesis
Cinema in East London. Journalists, politicians, diplomats and a lively 250-strong
audience discussed how to energize grassroot movements into demanding action to
reform the EU in order to save it.
“We need to involve in this discussion
young generations across Europe – film
director Annalisa Piras said - because this
issue is now crucial for the future of our
continent”. Bill Emmott, the film’s executive producer, warned that “debate about
Europe, like the Continent’s German-led
economic policy, is filled with complacency, while the rise of anti-establishment, anti-EU parties, in Britain, France, Spain and
elsewhere, threatens to change the face of
politics rapidly and permanently.”
Solutions must begin from the bottom up.
So the filmmakers have decided to hold independent screenings of the film, all across
Europe, in community groups as well as
schools and universities, in order to launch
a pan-European debate and to take the film
beyond the élites and spread greater awareness of what a “Great European Disaster”
of disintegration of the EU could look like.
They called for help from the audience in
making that project happen.
Among the audience at the event, organized by CinemaItaliaUK, were the Italian
Ambassador Pasquale Terracciano, Lord
Powell, former advisor to Margaret Thatcher, Denis McShane former labour Europe
minister, Stanley Johnson, author, father of
Boris and a former European Commission
official, European Commission deputy Rep
Caroline Morgan, Spanish Embassy press
counsellor Esther Corrall Cortes.
Viewers commenting on the director’s
cut of the film defined it as “terrific”, “powerful”, “fascinating and provocative”. The
Q&A was hosted by Hugo Dixon, ReutersBreakingViews founder and author of “The
In/Out Question”. Panelists were Annalisa
Piras, Bill Emmott, the Ipsos-Mori Chief Executive Ben Page and the Belgian journalist
Marc Roche, correspondent for ‘Le Point’
and ‘France-Inter’. The British actor Angus
Deayton joined the screening, as well as the
young leading actress Flavia Piras Trow.
After the screening, there was a reception
with Italian food by Delicatezza and Italian
wine. CinemaItaliaUK is supported by The
Consul General of Italy, The Italian Cultural
Institute, Natuzzi, BdB, Courthouse Hotel,
The Italian Bookshop, Donna Fugassa, The
Italian Community, Fred Film Radio, Rai
Com and Delicatezza.